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“Planet is calling” del WWF

Il nostro Pianeta ci sta  lanciando un disperato SOS: non possiamo più restare a guardare, il momento per agire è ora: il futuro del Pianeta dipende da te!”

     E’ lo slogan lanciato dal WWF per sostenere la campagna “Planet is calling”. In 30 secondi di video, la presentazione dei cambiamenti climatici in atto, con il 2017 considerato un anno terribile per il Pianeta.

     L’iniziativa serve anche per sostenere la nuova campagna di associazione al WWF, quindi è anche un fatto commerciale (forse anche troppo). Ma questo non toglie nulla ai meriti del WWF e ai suoi numerosi progetti internazionali che si sono succeduti negli anni per la salvaguardia del Pianeta.

     Sono particolarmente interessanti per la didattica le pubblicazioni su vari temi di carattere ambientale, ricche di dati e liberamente scaricabili, come quella del 2017 sul consumo di suolo in Italia.

Per saperne di più: http://www.wwf.it/ .

La Luna, il suo aspetto e i suoi movimenti

Per il ripasso ed il recupero dei concetti essenziali sull’unico satellite naturale della Terra, in basso propongo uno schema semplificato.

La Luna ruota intorno alla Terra da ovest verso est; anche la Terra descrive la stessa traiettoria sia nel suo moto di rotazione intorno al proprio asse sia in quello di rivoluzione intorno al Sole. Terra e Luna si muovono intorno ad un baricentro comune che, a causa della massa terrestre molto più elevata di quella lunare, è posto all’interno della Terra e non nello spazio tra i due corpi celesti. Anche l’orbita di rivoluzione della Luna intorno alla Terra è ellittica ed è soggetta ad oscillazioni ed aumenti di velocità quando si trova al perigeo. Questi ed altri fattori provocano un’oscillazione del “disco lunare”, detta librazione, che nel corso del tempo rende visibile più della metà della superficie lunare, il 59% circa, anche se ci mostra sempre la stessa faccia.

Vedi anche: Luna eccezionale al perigeo; Eclissi della Superluna; Eclissi di Sole del 2015; Una, dieci, tante lune; L’origine della Luna è ancora un mistero; Neil Armstrong e il grande balzo. Video il nostro satellite: la Luna.  

 

La Terra vista dallo spazio

     La NASA, lo scorso febbraio ha pubblicato un’ora di video della Terra ripresa dallo spazio. Le riprese sono state effettuate dall’astronauta Jeff Williams nel 2016 durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale e successivamente elaborate dalla NASA stessa.

     Immagini catturate da circa 400 km d’altezza che permettono di apprezzare la bellezza dei luoghi: deserti, isole, catene montuose, coste, mari, laghi, ghiacciai, fenomeni nuvolosi. Il video è senza commento, ma è accompagnato da colonne sonore che in alcuni casi richiamano le popolazioni delle Regioni riprese, corredate da alcune indicazioni grafiche che aiutano il riconoscimento delle varie parti della Terra. Uno spettacolo che, nonostante la durata di un’ora, in due mesi è stato visto da circa 200.000 persone.

The Earth: 4K Extended Edition

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Earth Day 2017

     Come gli altri anni, fin dal 1970, ritorna la “Giornata della Terra”, la manifestazione ambientale più vasta del pianeta. Un evento di cui si sente un forte bisogno, quest’anno più di altri anni, perché il presidente di uno dei più grandi Paesi della Terra, eletto da alcuni mesi, nega i problemi ambientali e nega un nesso tra i cambiamenti climatici in atto e le attività umane incentrate sul consumo ormai non più sostenibile delle risorse energetiche fossili. Non solo, gli USA si sono tirati indietro anche dallo storico accordo sul clima sottoscritto a Parigi nel 2015.

     Non è banale quindi, dopodomani 22 aprile, partecipare ad uno degli eventi che celebrano la Terra e ne promuovono la salvaguardia. Promossa dalle Nazioni Unite, vede coinvolti 192 Paesi e quasi un miliardo di persone in modo diretto o indiretto.

     Se vale il motto “pensare globale e agire locale” dell’ambientalismo scientifico, ciascuno nel suo piccolo può dare un contributo, con azioni concrete, informazioni, formazione, istruzione ed educazione nei confronti degli altri. Anche attraverso il web.

     Anche questa 47esima edizione della manifestazione può dare un contributo concreto, nonostante le decisioni politiche,  amministrative ed economiche intraprese recentemente in quel grande Paese d’oltreoceano.

     Oltre agli Stati e alle istituzioni nazionali, sono coinvolti migliaia di gruppi ambientalisti seri di tutto il mondo e numerose organizzazioni sindacali dei lavoratori. Per l’Italia le principali manifestazioni programmate sono consultabili sul sito ufficiale all’indirizzo: http://www.earthdayitalia.org. Il sito internazionale: http://www.earthday.org/ .

Per gli eventi principali in Italia: http://www.earthdayitalia.org/Eventi/L-Earth-Day-in-Italia. Crediti immagine: MyCK.ca .

Earth Day 2017 Video Song (West Los Angeles Children’s Choir ).

Giornata della Terra 2016

     L’evento che si ripete ogni anno dalla prima edizione del 1970, ormai coinvolge 192 Paesi e si celebra oggi 22 aprile. La manifestazione è la più grande del pianeta a carattere ambientale e si propone soprattutto di informare ed educare alla salvaguardia della Terra. Si tratta di un’occasione per ripresentare, con un’efficacia comunicativa sempre maggiore, i principali problemi del nostro pianeta: sfruttamento di risorse ed energia non rinnovabili, conservazione della biodiversità animale e vegetale, temperatura in aumento di atmosfera ed idrosfera, riciclo dei materiali, sviluppo sostenibile, una chimica rispettosa dell’ambiente e della salute delle persone.

     La giornata della Terra è un propulsore per le tante associazioni ambientaliste e per le manifestazioni che organizzano a vari livelli: locale, regionale, nazionale, internazionale. Con la diffusione di internet la manifestazione coinvolge in modo diretto o indiretto o raggiunge solo a scopo educativo e informativo almeno un miliardo e mezzo di persone.

     Nella sede dell’ONU, 165 capi di stato e di governo firmeranno l’accordo che è stato raggiunto al COP21 di Parigi lo scorso dicembre (vedi anche: Capacità dei vari Paesi di rispettare gli impegni sul clima).  

     Per saperne di più: Earth Day Italia; Giornata della Terra (Focus); Perché la giornata della Terra (La Stampa); Giornata della Terra, perché è oggi (Wired).

Video: Pubblicazioni Rosaluce; Il mio canto libero.

Giornata della Terra 2015

     Come tutti gli anni da un po’ di tempo, anche oggi è stata celebrata in vari modi nel mondo la giornata della Terra (Earth Day). Indetta nel 1970 dalle Nazioni Unite sotto la spinta delle principali associazioni ecologiste e dell’opinione pubblica preoccupata per i continui disastri ambientali, è arrivata alla quarantacinquesima edizione.

     Oltre all’aspetto celebrativo, si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle continue problematiche ambientali che investono non solo i singoli stati ma l’intero pianeta nella globalità dei suoi ambienti: atmosfera, idrosfera (marina e continentale), litosfera e biosfera.

     In prima fila, come al solito, non ci sono i governi ma le varie associazioni internazionali e nazionali che sollecitano l’attenzione di tutti sui problemi più rilevanti e propongono azioni per affrontarli, un primo passo per incominciare a risolverli.

     Attualmente aderiscono alla Giornata della Terra e all’Earth Day Network (EDN) oltre ventimila associazioni e movimenti ambientalisti di 192 Paesi. L’EDN è l’organizzazione internazionale che coordina le numerosissime iniziative che nel corso dell’anno vengono dedicate all’ambiente.

Per conoscere alcune delle iniziative che riguardano l’Italia: http://www.earthdayitalia.org/

 

 

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Scala Torino e scala Palermo: rischio d’impatto con la Terra

     Il nome richiama la città sabauda ma si riferisce ad una scala internazionale che misura il pericolo di impatto di asteroidi e comete con la Terra. Il nome “scala Torino” gli venne attribuito nel 1999, durante un congresso internazionale sui corpi minori del Sistema Solare che potrebbero rappresentare un rischio per il nostro pianeta. Il nome “Torino” deriva dal fatto che quel congresso si tenne proprio nella città piemontese.

     Il valore della scala va da zero, attribuito a quei corpi che non rappresentano alcun rischio d’impatto con la Terra, a 10 cioè rischio massimo, certezza di un impatto dell’asteroide (o cometa) con il pianeta Terra. Come la scala Mercalli per i terremoti, non è quantitativa ma “qualitativa” e fu ideata perfezionando una precedente scala sviluppata da Richard Binzel al MIT di Boston e prevede solo valori interi, senza decimali. La tabella in cui è rappresentata la scala, per essere comprensibile a tutti già ad una prima occhiata è provvista anche di colori: dal bianco, al verde, al giallo, all’arancione, fino al rosso.

     Analogamente alla scala Richter per i terremoti, anche il rischio d’impatto dei NEO (near-Earth object) è stata predisposta una scala matematica di carattere logaritmico: la scala Palermo. Quest’ultima è definita dal logaritmo in base 10 del rapporto della probabilità d’impatto con il rischio di fondo del tempo T in anni (frequenza annua di un impatto). In simboli: 

     Tutti i corpi la cui traiettoria li porta ad avvicinarsi pericolosamente alla Terra sono classificati con un valore di queste scale. La scala Palermo è destinata ad esperti, per quantificare in modo più dettagliato il rischio d’impatto del corpo celeste con la Terra.

     La storia del nostro pianeta ci insegna che è solo questione di tempo: in quattro miliardi e mezzo di anni (età della Terra) ci sono stati centinaia di impatti catastrofici, perciò altri impatti si verificheranno certamente, in una scala temporale che non è quella della durata della vita umana, ma si parla di centinaia di migliaia di anni o milioni di anni.

     La NASA aggiorna sistematicamente gli oggetti NEO e il loro rischio d’impatto con la Terra: http://neo.jpl.nasa.gov/risk/ : nelle ultime colonne sono rappresentati i valori della scala Palermo e quelli della scala Torino (sempre zero, negli ultimi anni per fortuna).

     Nell’immagine, il meteor crater o cratere di Barringer in Arizona (USA), un cratere con un diametro di 1,2 km e profondo 170 m originato circa 50.000 anni fa da un meteorite di circa 30 metri di diametro.

Per saperne di più, da wikipedia: Scala Torino; Scala Palermo .

Credit del meteor crater in Arizona: http://neo.jpl.nasa.gov/images/ .

http://it.wikipedia.org/wiki/Meteor_Crater 

 

Asteroide in avvicinamento alla Terra

     Oggi pomeriggio l’asteroide 2004 BL86 con un diametro di circa 500 metri, raggiungerà la minima distanza con la Terra arrivando a circa 1.200.000 kilometri. Si tratta quasi del triplo della distanza media Terra-Luna che è di 384.000 km, perciò nessun pericolo d’impatto con il nostro pianeta. Non solo, fino al 2027 potremo essere abbastanza tranquilli perché non ci saranno altri oggetti di dimensioni pari o superiori che si avvicineranno di più.

     Gli appassionati e gli studiosi potranno individuarlo anche dall’Italia con piccoli telescopi o buoni binocoli. Al momento non ci sono sue immagini e si muove con una velocità di circa 15-14 kilometri al secondo. Venne scoperto negli USA, in New Mexico undici anni fa, il 30 gennaio 2004 da un telescopio di White Sands.

     Le osservazioni programmate nei diversi osservatori del mondo consentiranno di definirne con più precisione dimensioni, forma e composizione. Secondo gli studiosi, nella fase di massimo avvicinamento la sua magnitudine apparente sarà 9, perciò invisibile ad occhio nudo. Il limite di visibilità ad occhio nudo degli oggetti celesti luminosi è definito dalla magnitudine 6. Ricordo che più bassa è la magnitudine, maggiore è la luminosità di una stella o un corpo celeste: una stella di magnitudine 3 è circa 2,5 volte più luminosa di un’altra di magnitudine 4 e 5 volte più luminosa di una stella di magnitudine 5. Volendo essere più preciso la variazione di luminosità tra un grado e l’altro varia secondo la radice quinta di 100 (2,512).

     La magnitudine apparente è definita dalla formula di Pogson: m=m0-2,5 log L/L0 . I vari simboli: m è la magnitudine della stella, m0 è quella di una stella di riferimento (convenzionalmente si sceglie la Stella Polare a cui è stato dato valore 2), L/L0 rappresenta il rapporto fra le loro luminosità (per il Sole è 1). Naturalmente la luminosità apparente dipende molto dalla distanza del corpo, perciò per confrontare stelle poste a diverse distanze è stato introdotto il concetto di magnitudine assoluta (M): è la magnitudine apparente che le stelle avrebbero se fossero poste tutte alla stessa distanza dalla Terra, 10 parsec.

     Il Jet Propulsion Laboratory della NASA tiene sotto controllo costante gli oggetti che presentano un eventuale rischio d’impatto con la Terra.

Immagine di un generico asteroide, credit: briankoberlein.com .

 

Spettacolare video dallo spazio

     L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) propone uno spettacolare video di sei minuti, ottenuto dalle foto scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale da Alexander Gerst, un astronauta tedesco con una formazione in Geofisica e Scienze Naturali, che nel 2014 ha trascorso sei mesi in orbita.

Video di Alexander Gerst

 

 

 

 

 

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Oceani anche sotto di noi?

     Un recente studio condotto negli USA da un gruppo  coordinato da Steven Jacobsen dell’Università di Northwestern, Illinois, ipotizza (ma per alcuni è ben più di un’ipotesi) la presenza di enormi quantità d’acqua nel sottosuolo. Precisamente di tratterebbe di acqua immagazzinata in alcuni tipi di minerali a circa 700 km di profondità, nella cosiddetta “zona di transizione” del mantello.

     Attualmente l’opinione prevalente degli studiosi sull’origine di gran parte dell’acqua del nostro pianeta è quella cometaria. L’impatto di innumerevoli comete nel corso della storia geologia della Terra sulla sua superficie, avrebbe formato o contribuito in modo importante alla formazione di mari e oceani.

     Secondo l’ipotesi del gruppo coordinato da Jacobsen, invece, la maggior parte dell’acqua avrebbe un’origine interna al nostro pianeta. Lo studio delle rocce alla profondità di 700 km, necessariamente condotto con metodi indiretti utilizzando circa duemila sismografi disseminati in varie parti del pianeta, ha evidenziato sotto la superficie del continente nordamericano rocce imbevute di enormi quantità d’acqua.

     La possibilità delle rocce, ad elevata pressione e temperatura di accumulare acqua è stata confermata da esperimenti di laboratorio su alcuni minerali, soprattutto la ringwoodite. Un’ulteriore prova è arrivata da uno studio sull’argomento condotto nell’Università canadese di Alberta.

     Non è ancora la conferma definitiva, l’argomento rimane controverso. Sicuramente una parte dell’acqua ha un’origine endogena: lo dimostrano chiaramente le grandi quantità di vapor acqueo emesse dai vulcani, ma ritenere che quest’acqua profonda possa formare veri e propri “oceani” intrappolati fra le rocce potrebbe essere un azzardo. Ricordiamo però che tutte le grandi scoperte sono state effettuate andando contro il senso comune delle cose o dei fenomeni, elaborando ipotesi che la maggioranza degli studiosi riteneva azzardate se non addirittura prive di qualunque fondamento!

     Nei prossimi anni avremo ulteriori conferme o smentite sull’ipotesi degli “oceani profondi”. Un’eventuale conferma, modificherebbe anche l’ipotesi attuale, consolidata, sulla struttura interna della Terra. Come ho già avuto modo di scrivere, la scienza è un sapere in continua evoluzione, un sapere sempre perfettibile.

La notizia riportata qualche settimana fa dal The Guardian e da  alcune riviste scientifiche.

Un breve video in inglese.

Credit immagine: www.natureworldnews.com 

 

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