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La Terra vista dallo spazio

     La NASA, lo scorso febbraio ha pubblicato un’ora di video della Terra ripresa dallo spazio. Le riprese sono state effettuate dall’astronauta Jeff Williams nel 2016 durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale e successivamente elaborate dalla NASA stessa.

     Immagini catturate da circa 400 km d’altezza che permettono di apprezzare la bellezza dei luoghi: deserti, isole, catene montuose, coste, mari, laghi, ghiacciai, fenomeni nuvolosi. Il video è senza commento, ma è accompagnato da colonne sonore che in alcuni casi richiamano le popolazioni delle Regioni riprese, corredate da alcune indicazioni grafiche che aiutano il riconoscimento delle varie parti della Terra. Uno spettacolo che, nonostante la durata di un’ora, in due mesi è stato visto da circa 200.000 persone.

The Earth: 4K Extended Edition

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Earth Day 2017

     Come gli altri anni, fin dal 1970, ritorna la “Giornata della Terra”, la manifestazione ambientale più vasta del pianeta. Un evento di cui si sente un forte bisogno, quest’anno più di altri anni, perché il presidente di uno dei più grandi Paesi della Terra, eletto da alcuni mesi, nega i problemi ambientali e nega un nesso tra i cambiamenti climatici in atto e le attività umane incentrate sul consumo ormai non più sostenibile delle risorse energetiche fossili. Non solo, gli USA si sono tirati indietro anche dallo storico accordo sul clima sottoscritto a Parigi nel 2015.

     Non è banale quindi, dopodomani 22 aprile, partecipare ad uno degli eventi che celebrano la Terra e ne promuovono la salvaguardia. Promossa dalle Nazioni Unite, vede coinvolti 192 Paesi e quasi un miliardo di persone in modo diretto o indiretto.

     Se vale il motto “pensare globale e agire locale” dell’ambientalismo scientifico, ciascuno nel suo piccolo può dare un contributo, con azioni concrete, informazioni, formazione, istruzione ed educazione nei confronti degli altri. Anche attraverso il web.

     Anche questa 47esima edizione della manifestazione può dare un contributo concreto, nonostante le decisioni politiche,  amministrative ed economiche intraprese recentemente in quel grande Paese d’oltreoceano.

     Oltre agli Stati e alle istituzioni nazionali, sono coinvolti migliaia di gruppi ambientalisti seri di tutto il mondo e numerose organizzazioni sindacali dei lavoratori. Per l’Italia le principali manifestazioni programmate sono consultabili sul sito ufficiale all’indirizzo: http://www.earthdayitalia.org. Il sito internazionale: http://www.earthday.org/ .

Per gli eventi principali in Italia: http://www.earthdayitalia.org/Eventi/L-Earth-Day-in-Italia. Crediti immagine: MyCK.ca .

Earth Day 2017 Video Song (West Los Angeles Children’s Choir ).

Giornata della Terra 2016

     L’evento che si ripete ogni anno dalla prima edizione del 1970, ormai coinvolge 192 Paesi e si celebra oggi 22 aprile. La manifestazione è la più grande del pianeta a carattere ambientale e si propone soprattutto di informare ed educare alla salvaguardia della Terra. Si tratta di un’occasione per ripresentare, con un’efficacia comunicativa sempre maggiore, i principali problemi del nostro pianeta: sfruttamento di risorse ed energia non rinnovabili, conservazione della biodiversità animale e vegetale, temperatura in aumento di atmosfera ed idrosfera, riciclo dei materiali, sviluppo sostenibile, una chimica rispettosa dell’ambiente e della salute delle persone.

     La giornata della Terra è un propulsore per le tante associazioni ambientaliste e per le manifestazioni che organizzano a vari livelli: locale, regionale, nazionale, internazionale. Con la diffusione di internet la manifestazione coinvolge in modo diretto o indiretto o raggiunge solo a scopo educativo e informativo almeno un miliardo e mezzo di persone.

     Nella sede dell’ONU, 165 capi di stato e di governo firmeranno l’accordo che è stato raggiunto al COP21 di Parigi lo scorso dicembre (vedi anche: Capacità dei vari Paesi di rispettare gli impegni sul clima).  

     Per saperne di più: Earth Day Italia; Giornata della Terra (Focus); Perché la giornata della Terra (La Stampa); Giornata della Terra, perché è oggi (Wired).

Video: Pubblicazioni Rosaluce; Il mio canto libero.

Giornata della Terra 2015

     Come tutti gli anni da un po’ di tempo, anche oggi è stata celebrata in vari modi nel mondo la giornata della Terra (Earth Day). Indetta nel 1970 dalle Nazioni Unite sotto la spinta delle principali associazioni ecologiste e dell’opinione pubblica preoccupata per i continui disastri ambientali, è arrivata alla quarantacinquesima edizione.

     Oltre all’aspetto celebrativo, si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle continue problematiche ambientali che investono non solo i singoli stati ma l’intero pianeta nella globalità dei suoi ambienti: atmosfera, idrosfera (marina e continentale), litosfera e biosfera.

     In prima fila, come al solito, non ci sono i governi ma le varie associazioni internazionali e nazionali che sollecitano l’attenzione di tutti sui problemi più rilevanti e propongono azioni per affrontarli, un primo passo per incominciare a risolverli.

     Attualmente aderiscono alla Giornata della Terra e all’Earth Day Network (EDN) oltre ventimila associazioni e movimenti ambientalisti di 192 Paesi. L’EDN è l’organizzazione internazionale che coordina le numerosissime iniziative che nel corso dell’anno vengono dedicate all’ambiente.

Per conoscere alcune delle iniziative che riguardano l’Italia: http://www.earthdayitalia.org/

 

 

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Scala Torino e scala Palermo: rischio d’impatto con la Terra

     Il nome richiama la città sabauda ma si riferisce ad una scala internazionale che misura il pericolo di impatto di asteroidi e comete con la Terra. Il nome “scala Torino” gli venne attribuito nel 1999, durante un congresso internazionale sui corpi minori del Sistema Solare che potrebbero rappresentare un rischio per il nostro pianeta. Il nome “Torino” deriva dal fatto che quel congresso si tenne proprio nella città piemontese.

     Il valore della scala va da zero, attribuito a quei corpi che non rappresentano alcun rischio d’impatto con la Terra, a 10 cioè rischio massimo, certezza di un impatto dell’asteroide (o cometa) con il pianeta Terra. Come la scala Mercalli per i terremoti, non è quantitativa ma “qualitativa” e fu ideata perfezionando una precedente scala sviluppata da Richard Binzel al MIT di Boston e prevede solo valori interi, senza decimali. La tabella in cui è rappresentata la scala, per essere comprensibile a tutti già ad una prima occhiata è provvista anche di colori: dal bianco, al verde, al giallo, all’arancione, fino al rosso.

     Analogamente alla scala Richter per i terremoti, anche il rischio d’impatto dei NEO (near-Earth object) è stata predisposta una scala matematica di carattere logaritmico: la scala Palermo. Quest’ultima è definita dal logaritmo in base 10 del rapporto della probabilità d’impatto con il rischio di fondo del tempo T in anni (frequenza annua di un impatto). In simboli: 

     Tutti i corpi la cui traiettoria li porta ad avvicinarsi pericolosamente alla Terra sono classificati con un valore di queste scale. La scala Palermo è destinata ad esperti, per quantificare in modo più dettagliato il rischio d’impatto del corpo celeste con la Terra.

     La storia del nostro pianeta ci insegna che è solo questione di tempo: in quattro miliardi e mezzo di anni (età della Terra) ci sono stati centinaia di impatti catastrofici, perciò altri impatti si verificheranno certamente, in una scala temporale che non è quella della durata della vita umana, ma si parla di centinaia di migliaia di anni o milioni di anni.

     La NASA aggiorna sistematicamente gli oggetti NEO e il loro rischio d’impatto con la Terra: http://neo.jpl.nasa.gov/risk/ : nelle ultime colonne sono rappresentati i valori della scala Palermo e quelli della scala Torino (sempre zero, negli ultimi anni per fortuna).

     Nell’immagine, il meteor crater o cratere di Barringer in Arizona (USA), un cratere con un diametro di 1,2 km e profondo 170 m originato circa 50.000 anni fa da un meteorite di circa 30 metri di diametro.

Per saperne di più, da wikipedia: Scala Torino; Scala Palermo .

Credit del meteor crater in Arizona: http://neo.jpl.nasa.gov/images/ .

http://it.wikipedia.org/wiki/Meteor_Crater 

 

Asteroide in avvicinamento alla Terra

     Oggi pomeriggio l’asteroide 2004 BL86 con un diametro di circa 500 metri, raggiungerà la minima distanza con la Terra arrivando a circa 1.200.000 kilometri. Si tratta quasi del triplo della distanza media Terra-Luna che è di 384.000 km, perciò nessun pericolo d’impatto con il nostro pianeta. Non solo, fino al 2027 potremo essere abbastanza tranquilli perché non ci saranno altri oggetti di dimensioni pari o superiori che si avvicineranno di più.

     Gli appassionati e gli studiosi potranno individuarlo anche dall’Italia con piccoli telescopi o buoni binocoli. Al momento non ci sono sue immagini e si muove con una velocità di circa 15-14 kilometri al secondo. Venne scoperto negli USA, in New Mexico undici anni fa, il 30 gennaio 2004 da un telescopio di White Sands.

     Le osservazioni programmate nei diversi osservatori del mondo consentiranno di definirne con più precisione dimensioni, forma e composizione. Secondo gli studiosi, nella fase di massimo avvicinamento la sua magnitudine apparente sarà 9, perciò invisibile ad occhio nudo. Il limite di visibilità ad occhio nudo degli oggetti celesti luminosi è definito dalla magnitudine 6. Ricordo che più bassa è la magnitudine, maggiore è la luminosità di una stella o un corpo celeste: una stella di magnitudine 3 è circa 2,5 volte più luminosa di un’altra di magnitudine 4 e 5 volte più luminosa di una stella di magnitudine 5. Volendo essere più preciso la variazione di luminosità tra un grado e l’altro varia secondo la radice quinta di 100 (2,512).

     La magnitudine apparente è definita dalla formula di Pogson: m=m0-2,5 log L/L0 . I vari simboli: m è la magnitudine della stella, m0 è quella di una stella di riferimento (convenzionalmente si sceglie la Stella Polare a cui è stato dato valore 2), L/L0 rappresenta il rapporto fra le loro luminosità (per il Sole è 1). Naturalmente la luminosità apparente dipende molto dalla distanza del corpo, perciò per confrontare stelle poste a diverse distanze è stato introdotto il concetto di magnitudine assoluta (M): è la magnitudine apparente che le stelle avrebbero se fossero poste tutte alla stessa distanza dalla Terra, 10 parsec.

     Il Jet Propulsion Laboratory della NASA tiene sotto controllo costante gli oggetti che presentano un eventuale rischio d’impatto con la Terra.

Immagine di un generico asteroide, credit: briankoberlein.com .

 

Spettacolare video dallo spazio

     L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) propone uno spettacolare video di sei minuti, ottenuto dalle foto scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale da Alexander Gerst, un astronauta tedesco con una formazione in Geofisica e Scienze Naturali, che nel 2014 ha trascorso sei mesi in orbita.

Video di Alexander Gerst

 

 

 

 

 

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Oceani anche sotto di noi?

     Un recente studio condotto negli USA da un gruppo  coordinato da Steven Jacobsen dell’Università di Northwestern, Illinois, ipotizza (ma per alcuni è ben più di un’ipotesi) la presenza di enormi quantità d’acqua nel sottosuolo. Precisamente di tratterebbe di acqua immagazzinata in alcuni tipi di minerali a circa 700 km di profondità, nella cosiddetta “zona di transizione” del mantello.

     Attualmente l’opinione prevalente degli studiosi sull’origine di gran parte dell’acqua del nostro pianeta è quella cometaria. L’impatto di innumerevoli comete nel corso della storia geologia della Terra sulla sua superficie, avrebbe formato o contribuito in modo importante alla formazione di mari e oceani.

     Secondo l’ipotesi del gruppo coordinato da Jacobsen, invece, la maggior parte dell’acqua avrebbe un’origine interna al nostro pianeta. Lo studio delle rocce alla profondità di 700 km, necessariamente condotto con metodi indiretti utilizzando circa duemila sismografi disseminati in varie parti del pianeta, ha evidenziato sotto la superficie del continente nordamericano rocce imbevute di enormi quantità d’acqua.

     La possibilità delle rocce, ad elevata pressione e temperatura di accumulare acqua è stata confermata da esperimenti di laboratorio su alcuni minerali, soprattutto la ringwoodite. Un’ulteriore prova è arrivata da uno studio sull’argomento condotto nell’Università canadese di Alberta.

     Non è ancora la conferma definitiva, l’argomento rimane controverso. Sicuramente una parte dell’acqua ha un’origine endogena: lo dimostrano chiaramente le grandi quantità di vapor acqueo emesse dai vulcani, ma ritenere che quest’acqua profonda possa formare veri e propri “oceani” intrappolati fra le rocce potrebbe essere un azzardo. Ricordiamo però che tutte le grandi scoperte sono state effettuate andando contro il senso comune delle cose o dei fenomeni, elaborando ipotesi che la maggioranza degli studiosi riteneva azzardate se non addirittura prive di qualunque fondamento!

     Nei prossimi anni avremo ulteriori conferme o smentite sull’ipotesi degli “oceani profondi”. Un’eventuale conferma, modificherebbe anche l’ipotesi attuale, consolidata, sulla struttura interna della Terra. Come ho già avuto modo di scrivere, la scienza è un sapere in continua evoluzione, un sapere sempre perfettibile.

La notizia riportata qualche settimana fa dal The Guardian e da  alcune riviste scientifiche.

Un breve video in inglese.

Credit immagine: www.natureworldnews.com 

 

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Earth Day Italia 2014

     Oggi, in circa 190 Paesi del mondo, centinaia di milioni di persone festeggiano e celebrano il giorno della Terra. L’associazione Earth Day Italia racconta, anche per mezzo della TV La7, l’impegno in Italia per il nostro pianeta attraverso manifestazioni, spettacoli e mostre. “Io ci tengo”, la festa per la Terra è trasmessa oggi alle 12,30.

     Qui puoi trovare la presentazione in inglese di Green Cities. In http://www.earthdayitalia.org, tra le altre iniziative per la Terra si legge che “Earth Day Italia vuole creare una rete di persone, associazioni, realtà di ogni tipo con cui condividere l’obiettivo di promuovere la formazione di una nuova coscienza ambientale. Per questo qualsiasi idea, progetto, manifestazione da condividere insieme è più che ben accetto.” Le iniziative per questa 44esima giornata della Terra sono numerose nelle varie Regioni, cito solo la mostra fotografica “Cambiamo Clima” che si tiene a Roma presso il MAXXI – Museo per la arti contemporanee del XXI secolo. Dopo la settimana di esposizione al MAXXI, la mostra sarà spostata in Piazza Garibaldi sul Gianicolo e poi donata alla Città di Roma da Earth Day Italia.

     In questa giornata, dal 1970, si celebra la Terra in tutti i suoi aspetti ambientali. Per promuovere l’attivismo ambientale a livello globale, nello stesso anno venne anche fondato   l’Earth Day Network.

Gli obiettivi fondamentali dell’Earth Day Italia sono:

- sviluppare e sostenere le attività mondiali delle Nazioni Unite e dell’Earth Day Network;

- utilizzare il linguaggio dell’arte come forte moltiplicatore della sensibilità ambientale;

- dare voce e forza al mondo scientifico, istituzionale e delle imprese in grado di promuovere l’innovazione tecnologica e il cambiamento culturale;

- attivare momenti di interazione fra comunità scientifica, mondo dell’impresa e istituzioni per favorire e sostenere lo sviluppo e la diffusione di idee e progetti di attenzione ambientale;

- favorire la raccolta di fondi destinati ad affrontare problemi umanitari legati all’impatto ambientale.

 

L’origine del campo magnetico terrestre

     Sulla rivista scientifica Pnas (rivista ufficiale della U. S. National Academy of Sciences) il 16 settembre scorso è stato pubblicato un articolo sui risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori (Philip W. Livermore, Rainer Hollerbach, Andrew Jackson) dell’Università di Leeds. Il gruppo coordinato da Philip W. Livermore si è occupato della rotazione dei nuclei interno e esterno della Terra e del campo magnetico terrestre.

     Il nucleo rappresenta il “nocciolo” del nostro pianeta ed è situato al di sotto della discontinuità di Gutemberg, con un raggio di circa 3470 km (la Terra ha un raggio equatoriale di 6378 km, il raggio polare è di 6357 km). La densità di questa parte del pianeta è molto elevata: passa dai 10 g/cm3 della discontinuità di Gutemberg ai 13,5 g/cm3 della parte più centrale. Questi valori confermano anche una variazione di composizione chimica.

     La scoperta della discontinuità di Lehmann, stavolta all’interno del nucleo, a 1216 km dal centro della Terra, ha permesso la suddivisione in nucleo esterno e nucleo interno. Dagli studi delle onde sismiche si è scoperto che il nucleo esterno è liquido perché in esso non si trasmettono le onde S, invece il nucleo interno è solido. L’elemento chimico predominante nei due nuclei è senz’altro il ferro, con percentuali di silicio secondo alcuni studiosi o di nichel secondo altri.

     L’ipotesi sul comportamento della Terra come un grande magnete venne formulata circa 400 anni fa.  Ormai è accettata da tutti gli studiosi ed è stato accertato che l’asse del campo magnetico terrestre è inclinato di circa 11° rispetto all’asse terrestre. Quindi il nord indicato dall’ago di una bussola non corrisponde al nord geografico e per ottenere quest’ultimo c’è bisogno di una correzione, detta declinazione magnetica, che varia da luogo a luogo e viene riportata sulle carte topografiche. Le costanti misurazioni degli ultimi secoli sull’intensità magnetica e sulla declinazione magnetica hanno consentito di individuare periodiche variazioni di questi parametri. A questi cambiamenti bisogna aggiungere che nella storia del nostro pianeta ci sono state periodiche inversioni della polarità.

     Ma il problema maggiore del campo magnetico terrestre (e qui mi collego ai risultati di quest’ultima ricerca) è stato quello della sua origine. In passato c’è stato chi ha ipotizzato l’esistenza al centro della Terra di un’enorme “barra” di materiale magnetizzato. Ma la scoperta del “punto di Curie” (da Pierre Curie 1859-1906), un valore di temperatura di circa 500 °C al di sopra del quale i materiali magnetizzati perdono completamente le loro proprietà magnetiche, fece scartare subito quest’ipotesi perché tale temperatura si raggiunge già a 25 – 30 km di profondità.

    L’ipotesi ormai accettata, consolidata da decenni, è quella della “dinamo di autoeccitazione“, proposta da Joseph Larmor nel 1919, che considera il nucleo interno e quello esterno, costituiti da materiali conduttori, in perenne movimento reciproco. Il gruppo di Leeds, analizzando con strumenti molto sofisticati le onde sismiche generate dai terremoti più forti degli ultimi decenni, ha verificato che il nucleo esterno della Terra, costituito prevalentemente da ferro fuso, ruota verso est come l’asse della Terra, invece quello interno solido, ruota con velocità diversa da quello esterno, ma verso ovest. Il campo magnetico terrestre sarebbe generato proprio dai moti rotatori dei nuclei, con velocità differenti, nelle due direzioni opposte.

Per saperne di più sulla rivista Pnas: http://www.pnas.org/site/misc/2008%20PNAS%20Brochure%20Italian.pdf

http://www.pnas.org/

Per leggere l’articolo (in inglese) del gruppo di Livermore: http://www.pnas.org/content/early/2013/09/13/1307825110.full.pdf+html?sid=4fd47815-72cb-46cd-9b28-9ff60f618aef .

L’immagine sui movimenti del nucleo e dell’asse terrestre è tratta da http://www.sciencedaily.com