Archivio

Post Taggati ‘ISS’

La Terra vista dallo spazio

     La NASA, lo scorso febbraio ha pubblicato un’ora di video della Terra ripresa dallo spazio. Le riprese sono state effettuate dall’astronauta Jeff Williams nel 2016 durante la sua permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale e successivamente elaborate dalla NASA stessa.

     Immagini catturate da circa 400 km d’altezza che permettono di apprezzare la bellezza dei luoghi: deserti, isole, catene montuose, coste, mari, laghi, ghiacciai, fenomeni nuvolosi. Il video è senza commento, ma è accompagnato da colonne sonore che in alcuni casi richiamano le popolazioni delle Regioni riprese, corredate da alcune indicazioni grafiche che aiutano il riconoscimento delle varie parti della Terra. Uno spettacolo che, nonostante la durata di un’ora, in due mesi è stato visto da circa 200.000 persone.

The Earth: 4K Extended Edition

THE SPACE STATION:
Twitter:
https://twitter.com/Space_Station Facebook: https://www.facebook.com/ISS
Instagram:
https://instagram.com/iss/

 

Categorie:Argomenti vari Tag: , , ,

“Il valore del paesaggio” e “Luomo e l’avventura dello spazio” all’Esame di Stato 2016

All’Esame di Stato di quest’anno, per la prova di italiano di oggi, tipologia B – Redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale, – le prove proposte dal Ministero hanno compreso per l’ambito storico-politico l’argomento “Il valore del paesaggio” e, per l’ambito tecnico-scientifico, “L’uomo e l’avventura dello spazio”. Entrambi gli argomenti sono stati scelti da una percentuale rilevante di studenti. Chi vuole leggere tutte le tracce, può andare sul sito del Ministero. Qui riporto i documenti della traccia sul paesaggio e di quella sull’uomo e l’avventura dello spazio.

Il valore del paesaggio. Documenti. «[...] il paesaggio italiano non è solo natura. Esso è stato modellato nel corso dei secoli da una forte presenza umana. È un paesaggio intriso di storia e rappresentato dagli scrittori e dai pittori italiani e stranieri e, a sua volta, si è modellato con il tempo sulle poesie, i quadri e gli affreschi. In Italia, una sensibilità diversa e complementare si è quindi immediatamente aggiunta all’ispirazione naturalista. Essa ha assimilato il paesaggio alle opere d’arte sfruttando le categorie concettuali e descrittive della «veduta» che si può applicare tanto a un quadro o a un angolo di paesaggio come lo si può osservare da una finestra (in direzione della campagna) o da una collina (in direzione della città). [...] l’articolo 9 della Costituzione italiana(1) è la sintesi di un processo secolare che ha due caratteristiche principali: la priorità dell’interesse pubblico sulla proprietà privata e lo stretto legame tra tutela del patrimonio culturale e la tutela del paesaggio.» Salvatore SETTIS, Perché gli italiani sono diventati nemici dell’arte, ne “Il giornale dell’Arte”, n. 324/2012.

(1)(Art. 9 Costituzione italiana) -La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

«Nei contesti paesaggistici tutto è, invece, solido e stabile, frutto dell’instancabile sovrapporsi di azioni umane, innumerabili quanto irriconoscibili, ritocchi infiniti a un medesimo quadro, di cui l’iconografia principale si preserva, per cuitutto muta nell’infinitesimo e al tempo stesso poco cambia nell’ampio insieme, ed è il durare di questa nostra conchiglia che racconta la nostra qualità di popolo, inuna sintesi suprema di memoria visibile, ordinatamente disposta. Sì, i paesaggi non sonoammassi informi né somme di entità, ma ordini complessi, generalmente involontari a livello generale, spontanei e autoregolati, dove milioni di attività si sono fuse in un tutto armonioso. E’ un’armonia e una bellezza questa di tipo poco noto, antropologico e storico più che meramente estetico o meramente scientifico, a cui non siamo stati adeguatamente educati. [...] Capiamo allora perché le Costituzioni che si sono occupate di questi temi, da quella di Weimar alla nostra, hanno distinto tra monumenti naturali, storici e artistici, [...] e il paesaggio [...], dove natura, storia e arte si compongono stabilmente [...]. E se in questa riscoperta dell’Italia, da parte nostra e del globo, stesse una possibilità importante di sviluppo culturale, civile ed economico delnostro paese in questo tempo di crisi?». Dal discorso del Presidente FAI Andrea CARANDINI al XVII Convegno Naz. Delegati FAI -Trieste 12 aprile 2013; (http://www.fondoambiente.it/Dal-Presidente/Index.aspx?q=convegno-di-trieste-discorso-di-andrea-carandini )

«Il paesaggio italiano rappresenta l’Italia tutta, nella sua complessità e bellezza e lascia emergere l’intreccio tra una grande natura e una grande storia, un patrimonio da difendere e ancora, in gran parte,da valorizzare. La sacralità del valore del paesaggio[…] è un caposaldo normativo, etico, sociale e politico da difendere e tutelare prima e sopra qualunque formula di sviluppo che, se è avulsa da questi principi, può risultare invasiva, rischiando di compromettere non solo la bellezza, ma anche la funzionalità presente e futura. Turismo compreso.» Dall’intervento di Vittorio SGARBI alla manifestazione per la commemorazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia a Palermo – 12 maggio 2010 – riportato su “La Sicilia” di Giorgio PETTA del 13 maggio 2010.

«Tutti, è vero, abbiamo piacere di stare in un ambiente pulito, bello, sereno, attorniati dalle soddisfazioni scaturenti in buona sostanza da un corretto esercizio della cultura. Vedere un bel quadro, aggirarsi in un’area archeologica ordinata e chiaramente comprensibile, viaggiare attraverso i paesaggi meravigliosi della nostra Italia, tenere lontani gli orrori delle urbanizzazioni periferiche, delle speculazioni edilizie, della incoscienza criminale di chi inquina, massacra, offende, opprime l’ambiente naturale e urbanistico.» Claudio STRINATI -La retorica che avvelena la Storia (e gli storici) dell’arte- da l’Huffington Post del 06.01.2014 (http://www.huffingtonpost.it/claudio-strinati/la-retorica-che-avvelena-storia-e-gli-storici-dellarte_b_4545578.html)

L’uomo e l’avventura dello spazio. Documenti.  «L’acqua che scorre su Marte è la prima grande conferma dopo anni intensi di ricerche, che hanno visto moltiplicarsi gli “occhi” puntati sul Pianeta Rosso, tra sensori, radar e telecamere a bordo di satelliti e rover. Ma il bello deve probabilmente ancora venire perché la prossima scommessa è riuscire a trovare forme di vita, microrganismi vissuti in passato o forse ancora attivi e capaci di sopravvivere in un ambiente così estremo. È con questo spirito che nel 2016 si prepara a raggiungere l’orbita marziana la prima fase di una nuova missione da 1,2 miliardi di euro. Si chiama ExoMars, è organizzata dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e l’Italia è in prima fila con l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con la sua industria. “Sicuramente Marte continuerà a darci sorprese”, ha detto il presidente dell’Asi, Roberto Battiston. Quella annunciata ieri dalla Nasa “è l’ultima di una lunga serie e sostanzialmente ci dice che Marte è un luogo in cui c’è dell’acqua, anche se con modalità diverse rispetto a quelle cui siamo abituati sulla Terra.» Enrica BATTIFOGLIA, Sempre più “occhi” su Marte, nuova missione nel 2016, “La Repubblica”, 29 settembre 2015.

«Con uno speciale strumento del telescopio spaziale Hubble (la Wide Field Camera, una camera fotografica a largo campo), gli astronomi sono riusciti a misurare la presenza di acqua su cinque di questi mondi grazie all’analisi spettroscopica della loro atmosfera mentre essi transitavano davanti alla loro stella. Durante il transito, la luce stellare passa attraverso l’atmosfera che avvolge il pianeta, raccogliendo la “firma” dei composti gassosi che incontra sul suo cammino. I pianeti con tracce di acqua finora individuati sono tutti giganti gassosi inadatti alla vita. Il risultato però è ugualmente importante perché dimostra che la scoperta di acqua su pianeti alieni è possibile con i mezzi già oggi disponibili. La sfida ora è quella di trovare pianeti di tipo terrestre, cioè corpi celesti rocciosi di dimensioni comprese tra metà e due volte le dimensioni della Terra, in particolare quelli che si trovano a orbitare nella zona abitabile della loro stella, dove potrebbe esistere acqua allo stato liquido e forse la vita.» Umberto GUIDONI, Viaggiando oltre il cielo, BUR, Rizzoli, Milano 2014.

«Per prima cosa, Samantha ha parlato dell’importanza scientifica della missione Futura. I risultati dei tanti esperimenti svolti sulla Stazione Spaziale Internazionale, i cui dati sono ora in mano agli scienziati, si vedranno solo tra qualche tempo, perché come ha ricordato l’astronauta richiedono mesi di lavoro per essere analizzati correttamente. Svolgere ricerche nello spazio, ha ricordato Sam, è fondamentale comunque in moltissimi campi, come la scienza dei materiali, perché permette di isolare determinati fenomeniche si vuole studiare, eliminando una variabile onnipresente sulla Terra: la gravità. Ancor più importante forse è studiare il comportamento delle forme di vita in ambiente spaziale, perché permetterà di prepararci a trascorrere periodi sempre più lunghi lontano dal pianeta (fondamentali ad esempio per raggiungere destinazioni distanti come Marte), ma ha ricadute dirette anche per la salute qui sulla Terra, perché scoprire i meccanismi che controllano questo adattamento (come i geni) aiuta ad approfondire le conoscenze che abbiamo sul funzionamento degli organismi viventi, e in un ultima analisi, a comprendere il funzionamento del corpo a livello delle cellule. Si tratta di esperimenti in cui gli astronauti sono allo stesso tempo sperimentatori e cavie, perché i loro organismi vengono monitorati costantemente nel corso della missione, e gli esami continuano anche a Terra, visto che servono dati pre e post missione.» Simone VALESINI, Samantha Cristoforetti si racconta al ritorno dallo Spazio, Wired (www.wired.it/scienza/spazio/2015/06/15/samantha-cristoforetti-conferenza-ritorno ). Crediti immagine ISS_near_completation: www.astronautica.us 

 

Luca Parmitano sulla Stazione Spaziale Internazionale

     L’astronauta italiano è stato portato sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dieci giorni fa dalla navetta russa Soyuz, lanciata dal Kazakistan. Rimarrà in orbita intorno alla Terra per sei mesi, fino alla fine del prossimo novembre, tra 350 e 400 km d’altezza rispetto alla superficie terrestre, mentre la ISS viaggia alla velocità di 28.000 km/h. Quest’orbita viene definita LEO (Low Earth Orbit, orbita terrestre bassa) e ha un periodo di circa un’ora e mezza. Due anni fa sulla ISS c’era un altro italiano, Paolo Nespoli.

     Durante questi sei mesi, Parmitano, classe 1976, eseguirà una serie di esperimenti e il suo stesso corpo sarà un esperimento. In attesa di eventuali missioni umane per Marte, c’è bisogno di altre verifiche sugli effetti dell’assenza di gravità per lunghi periodi sul corpo umano. Parmitano è stato selezionato come astronauta ESA nel 2009 e dopo quattro anni di addestramento è arrivato il suo turno. Sarà il primo italiano a compiere una “passeggiata” extraveicolare nello spazio. Nella ISS è con i suoi compagni Fëdor Nikolaevic Jurcichin e Karen L. Nyberg. La sua missione è stata denominata “volare”, con riferimento alla celebre canzone di Modugno.

     Non aggiungo altro perché in rete ci sono molte interviste e videointerviste in cui Parmitano racconta se stesso e la sua missione.

     Quando è libero dagli impegni tecnici e scientifici, Parmitano segnala la sua esperienza sul blog: http://blogs.esa.int/luca-parmitano/?lang=it

Molti video di Parmitano e altri astronauti sono presenti sul canale TV dell’Agenzia Spaziale Italiana: http://www.asitv.it/canale/4/205 .

Consiglio anche: Come fa la ISS a rimanere in orbita?

L’immagine di Parmitano è ricavata da un video ESA, quella dell’ISS, l’unico avamposto umano fuori dal nostro pianeta, dalla NASA.

 

Categorie:Argomenti vari Tag: , , , ,

Intervista all’astronauta Paolo Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale

1 Febbraio 2011 3 commenti

ISSLa Stazione Spaziale Internazionale viaggia a circa 7,7 km al secondo (27.000 km/h) ad un’altezza di circa 380 km (può variare di qualche decina di km a seconda delle condizioni) rispetto alla superficie terrestre. Si tratta della terza conferenza-intervista, è del 26/01/2011, da quando è arrivato sulla Stazione. Il collegamento è caratterizzato da un piccolo ritardo tra domande e risposte perché il segnale che collega il centro di controllo della Terra con la IIS passa attraverso 3 o 4 satelliti geostazionari prima di arrivare a destinazione.

La ISS è un avamposto umano nello spazio dove si alternano astronauti di diversi Paesi. Nella composizione attuale (sette moduli pressurizzati, due moduli russi Zarja e Zvezda, tre moduli USA Destiny, Unity Module e Harmony, il modulo europeo Columbus e la sezione giapponese Jem.), può ospitare fino a sei persone contemporaneamente. La durata di un’orbita intorno al nostro pianeta è di circa un’ora e mezza. L’energia necessaria per la vivibilità degli ambienti e il funzionamento delle attrezzature, dei laboratori e dei sistemi di controllo proviene dal Sole. I pannelli della Stazione convertono energia solare in energia elettrica.

Uno degli obiettivi fondamentali della ISS è quello di realizzare esperimenti in condizioni (situazione di microgravità) difficilmente riproducibili sulla Terra. I settori interessati a queste ricerche sono molti: medicina, biologia, fisica, scienza dei materiali, astronomia, meteorologia, ecc.

Siamo solo a 400 km dalla Terra e per l’uomo è un impegno molto gravoso. Impegno fisico che pochi possono permettersi, impegno economico e tecnologico. Questo ci fa capire quanto sia difficile andare su qualche altro pianeta. Il primo comunque, non si sa quando, sarà sicuramente il più vicino e abbordabile: Marte. Andare oltre invece, allo stato attuale delle tecnologie, non sarà possibile se non tra molte generazioni.

Intanto a marzo 2011 verrà lanciato il satellite Edusat, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con contributi scientifici e di idee dell’università “La Sapienza” di Roma e sei Istituti superiori. Continua così la tradizione spaziale italiana iniziata negli anni ’60 del secolo scorso con il Progetto “San Marco”, ideato e fortemente voluto e diretto dal prof. Luigi Broglio (1911-2001). Il “San Marco 1” venne lanciato nel 1964 da una base statunitense con un vettore americano e fece dell’Italia il terzo Paese al mondo a lanciare un satellite, dopo URSS e USA.  Per il video-intervista:

http://www.youtube.com/watch?v=AnmICg4dQyc&feature=player_embedded

Vuoi sapere dove si trova attualmente la ISS o altri satelliti? Sapere con esattezza le tue coordinate (latitudine, longitudine) geografiche, indirizzo IP del tuo collegamento alla Rete?  Vai su:  http://www.n2yo.com