Fraxinus excelsior

FRASSINO  (FRAXINUS  EXCELSIOR) Fam. Oleacee

E’ un albero slanciato e alto dai 10 ai 30 m a seconda delle condizioni in cui vive; il tronco può raggiungere i 3 – 4 m di circonferenza ed è dritto e sprovvisto di rami fino ad una certa altezza; la chioma  è più o meno ovale a seconda che si presenti isolato o fra altri alberi.

La corteccia è grigio chiara e presenta alcune screpolature tondeggianti.

fru-frassinoLe foglie, composte, sono lunghe fino a 25 cm; sono opposte e imparipennate, formate da un numero di foglioline variabili da 7 a 13, lanceolate con l’apice acuto e il margine seghettato.

I frutti, detti samare, sono riuniti in mazzetti e hanno un’espansione alare membranosa che li rende  adatti per essere trasportati dal vento. Restano attaccati ai rami per tutto l’inverno e si   staccano in primavera per favorire la nascita di nuove piante.

E’ comune nell’Italia settentrionale fino ai 1500 m d’altitudine, mentre è raro in quella centrale  e molto raro nelle regioni meridionali. In genere gli individui non sono numerosi ma sporadici all’interno del bosco misto di latifoglie. In pianura si trova spontaneo lungo le siepi che separano i diversi poderi.

Non è tra gli alberi più longevi, infatti, non supera quasi mai i due secoli di vita. Il frassino si accompagna spesso alla farnia, all’acero, all’ontano, al tiglio e all’onnipresente e infestante robinia.

In passato le foglie sono state utilizzate come foraggio per il bestiame in molte regioni europee. Il legno è uno dei più pregiati delle nostre zone: elastico, flessibile, è usato per la costruzione di remi, stecche da biliardo, mobili.

Anche il frassino nell’antichità è stato oggetto di culto, soprattutto nel centro e nord Europa, ad esempio presso i Vichinghi, secondo i quali il primo uomo sarebbe stato scolpito in un ceppo di frassino.

Nella foto, ramo con foglie e frutti.

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