Consiglio di Stato: sì all’obbligo dei vaccini

27 Settembre 2017 Nessun commento

     Il Consiglio di Stato, nell’adunanza della Commissione speciale del 20 settembre 2017 ha risposto in modo chiaro alla richiesta di parere della Regione Veneto: “Già a decorrere dall’anno scolastico in corso, trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione”. Quindi la legge della scorsa estate sull’obbligo delle vaccinazioni per accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle vaccinazioni è corretta. In particolare il Consiglio di Stato chiarisce che:

Ancor prima, tuttavia, il tema delle vaccinazioni obbligatorie va riguardato attraverso la lente di valori giuridici che si collocano nei Principi Fondamentali della Carta costituzionale e, in particolare, nell’articolo 2, là dove è scritto che la Repubblica, oltre a riconoscere i diritti inviolabili dell’uomo, richiede al contempo l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economia e sociale, e nell’articolo 3, il cui comma secondo assegna alla Repubblica il compito di rimuovere tutti “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Orbene, ad avviso di questa Commissione Speciale, le vicende della copertura vaccinale vanno esaminate proprio sul versante della loro dimensione solidaristica e di fattore primario di eguaglianza sostanziale. Ritiene, invero, questa Commissione Speciale che la previsione della copertura vaccinale sia funzionale all’adempimento di un generale dovere di solidarietà che pervade e innerva tutti i rapporti sociali e giuridici. Senza entrare in valutazioni di carattere epidemiologico che dovrebbe essere riservate agli esperti (e che certamente non spettano ai giuristi), risulta infatti evidente – sulla base delle acquisizioni della migliore scienza medica e delle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali – che soltanto la più ampia vaccinazione dei bambini costituisca misura idonea e proporzionata a garantire la salute di altri bambini e che solo la vaccinazione permetta di proteggere, proprio grazie al raggiungimento dell’obiettivo dell’”immunità di gregge”, la salute delle fasce più deboli, ossia di coloro che, per particolari ragioni di ordine sanitario, non possano vaccinarsi. Porre ostacoli di qualunque genere alla vaccinazione (la cui “appropriatezza” sia riconosciuta dalla più accreditata scienza medico-legale e dalle autorità pubbliche, legislative o amministrative, a ciò deputate) può risolversi in un pregiudizio per il singolo individuo non vaccinato, ma soprattutto vulnera immediatamente l’interesse collettivo, giacché rischia di ledere, talora irreparabilmente, la salute di altri soggetti deboli.”

     Inoltre, nel parere espresso si legge “La Costituzione, dunque, contrariamente a quanto divisato dai sostenitori di alcune interpretazioni riduzionistiche del diritto alla salute, non riconosce un’incondizionata e assoluta libertà di non curarsi o di non essere sottoposti trattamenti sanitari obbligatori (anche in relazione a terapie preventive quali sono i vaccini), per la semplice ragione che, soprattutto nelle patologie ad alta diffusività, una cura sbagliata o la decisione individuale di non curarsi può danneggiare la salute di molti altri esseri umani e, in particolare, la salute dei più deboli, ossia dei bambini e di chi è già ammalato.”

     Ancora: “… come ricordato dalla Corte costituzionale nella sentenza del 2 giugno 1994, n. 218, la tutela della salute implica anche il “dovere dell’individuo di non ledere né porre a rischio con il proprio comportamento la salute altrui, in osservanza del principio generale che vede il diritto di ciascuno trovare un limite nel reciproco riconoscimento e nell’eguale protezione del coesistente diritto degli altri”; ….. Sulla base del riferito disposto costituzionale, dunque, la copertura vaccinale può non essere oggetto dell’interesse di un singolo individuo, ma sicuramente è d’interesse primario della collettività e la sua obbligatorietà – funzionale all’attuazione del fondamentale dovere di solidarietà rispetto alla tutela dell’altrui integrità fisica – può essere imposta ai cittadini dalla legge, con sanzioni proporzionate e forme di coazione indiretta variamente configurate, ….

     Il servizio sanitario e il servizio scolastico, da chiunque gestiti, debbono quindi garantire alti e omogenei livelli di copertura vaccinale in tutto il Paese, dal momento che la stessa ragion d’essere di tali servizi è quella di rendere effettivi, all’insegna del buon andamento amministrativo e della leale collaborazione tra i vari livelli di governo, i diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione e, tra questi, in primo luogo il diritto alla vita e alla salute, quali indefettibili precondizioni per un pieno sviluppo della persona umana, pure in quella particolare formazione sociale che è la scuola. … “

Chi vuole, può leggere il Parere nella sua completezza, con i numerosi riferimenti legislativi e costituzionali.

Vaccini e Istituto Superiore di Sanità

24 Settembre 2017 Nessun commento

     In quest’inizio d’anno scolastico, tutti gli Istituti, ad ogni livello d’istruzione, sono alle prese con la raccolta delle certificazioni sui vaccini effettuati dagli studenti o delle autocertificazioni delle famiglie. C’è un certo disagio per i genitori nel reperimento di moduli di autocertificazione e/o dei libretti che certificano le vaccinazioni già effettuate o quelle da prenotare, ma tutto si sta svolgendo nella normalità e la raccolta continua.

     Per smentire credenze, luoghi comuni e falsità sui vaccini che circolano in rete e per ribadire invece le evidenze scientifiche sul tema delle vaccinazioni e dei vaccini, ci sono numerosi testi e pubblicazioni d’alto livello consultabili anche in internet. A coloro che vogliono approfondire l’argomento vaccini, consiglio il testo “Chi ha paura dei vaccini?”, Codice Edizioni, 2016, di Andrea Grignolio che, oltre ad impegni di ricerca in Francia, è docente di Storia della Medicina alla Sapienza di Roma. Agli studenti e a coloro che avessero ancora dubbi sull’utilità dei vaccini che, da quando sono stati utilizzati la prima volta, hanno salvato la vita o evitato disabilità permanenti a milioni di persone solo in Italia, consiglio la lettura di un Fact Checking sull’argomento pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità lo scorso 14 luglio e aggiornato il 15 settembre: Fact Checking Vaccini.

     Nella pubblicazione ci sono anche numerosi link che rimandano all’Organizzazione Mondiale della Sanità, agli studi sulla sicurezza dei vaccini, sugli effetti collaterali e sul preoccupante ritorno in alcuni Paesi, Italia compresa, di malattie che grazie al programma delle vaccinazioni erano scomparse o quasi. Riporto una parte dei testi.

È falso che:
• I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.

È falso che:

I vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio. Nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio, di cui peraltro non è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. Le quantità di formaldeide, alluminio e altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.

È falso che:

I vaccini, in particolare quello contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), causano l’autismo. Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio erroneamente citato a sostegno di questo presunto legame, pubblicato su Lancet, è stato infatti ritirato dalla rivista perché dimostrato fraudolento e l’autore è stato, inoltre, radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.

È falso che:

A causa del decreto sull’obbligo aumentano i vaccini somministrati ai bimbi nel primo anno di vita. Il decreto non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto fare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco.

È falso che:

Esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini. Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini.

Invece è vero che:
• L’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo.

È vero che:
• Il morbillo può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. Tutto ciò può essere prevenuto dal vaccino.

È vero che:

La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino. Gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza estremamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.

È vero che:

L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da Novembre 2016 ad Aprile 2017. Dall’inizio del 2017 sono stati notificati oltre 3.500 casi, molte complicanze gravi inclusi casi di polmonite, 2 casi di encefalite e 2 decessi. Il 40% circa dei casi è stato ricoverato in ospedale, a conferma della gravità della malattia. Il 35% circa dei casi ha riportato almeno una complicanza.

È vero che:

La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa.

Crediti: Ufficio Stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, responsabile: Mirella Taranto.

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Cerro (Quercus cerris), Famiglia Fagacee

13 Settembre 2017 Nessun commento

     Il Cerro è un albero che può raggiungere l’altezza di 30 – 35 m e ha un tronco dritto che può arrivare fino ad un metro circa di diametro. La chioma è generalmente slanciata, più degli altri tipi di querce. L’albero è meno longevo di altri dello stesso genere: Rovere, Farnia e Roverella.   La corteccia è grigia e liscia negli esemplari giovani ma si arricchisce di scanalature sempre più profonde con l’aumentare dell’età. Le foglie assomigliano a quelle delle altre querce e sono profondamente incise ai margini, però hanno lobi meno arrotondati.

     Le ghiande sono in parte ricoperte da una cupola caratteristica ed inconfondibile: sono provviste tutt’intorno di ciuffi di brattee filiformi dall’aspetto “arruffato”. 

     E’ molto diffuso negli Appennini fino ai 1.200 m di quota, soprattutto in Molise, Campania, Basilicata, Toscana, Lazio, ed è quasi sempre associato ad altre specie: nocciolo, carpino, acero, castagno, roverella. La sue presenza è sporadica nella Pianura Padana.

     Fra le querce è tra le più usate a scopo ornamentale in parchi e giardini. Il legno è povero di tannini, perciò meno durevole se esposto alle intemperie, ma talvolta veniva utilizzato per la costruzione di pali e traverse, soprattutto è un ottimo combustibile. Video che ne facilita il riconoscimento: Quercus cerris,

Addio alla Sonda Cassini

     Dopo vent’anni di servizio con immagini e riprese spettacolari, la sonda Cassini tra pochi giorni entrerà nell’atmosfera di Saturno e si disintegrerà. Le ultime immagini saranno scattate e inviate a Terra il 14 settembre, poi il giorno successivo è prevista la sua fine sul pianeta più ammirato del Sistema solare.

     La missione Cassini, iniziata nel 1997, ha visto il lavoro congiunto di NASA, ESA e Agenzia Spaziale Italiana con lo scopo principale di esplorare e studiare Saturno, i suoi anelli e le sue grandi Lune, soprattutto Titano, Encelado, Rea, Giapeto, Febe, Teti e Iperione. Alcune delle ultime foto inviate da Cassini sono visibili su Wired (di Gianluca Dotti). I dati trasmessi dalla sonda prima della sua fine saranno ricevuti anche dal Sardinia Radio Telescope, vicino Cagliari.

     Per approfondimenti: Gli ultimi giorni di Cassini intorno a Saturno, di Emiliano Ricci (Le Scienze). Invece per una galleria di immagini (come quelle in alto e a lato) e video: https://saturn.jpl.nasa.gov/galleries/images/ . Video del JPL sulla Missione Cassini.

Il Kenya mette al bando le buste di plastica

     Da qualche giorno il Kenya, pur con i suoi enormi problemi sociali (42 milioni di abitanti, di cui il 50% è in stato di povertà) e politici (ieri la Corte Suprema ha annullato le elezioni presidenziali di alcune settimane fa), per fronteggiare il grave problema dell’inquinamento del suo territorio interno e costiero ha messo al bando le buste di plastica non biodegradabile, prevalentemente buste in PET. Il provvedimento, segue quelli adottati da Marocco e Ruanda, coinvolge un’intera nazione ed era stato annunciato dal governo lo scorso marzo. È vietata la produzione, l’importazione e l’utilizzo di ogni tipo di sacchetto di plastica non biodegradabile, con sanzioni molto pesanti per i trasgressori: da due a quattro anni di prigione oppure una multa da circa 14.000 euro a quasi 32.000 euro.

     Un provvedimento drastico del governo keniota, in un Paese con una superficie quasi doppia rispetto a quella dell’Italia e indipendente dal Regno Unito solo dal 1963. Una decisione politica che si inserisce nella campagna “Clean Seas Initiative” dell’ONU, con la quale il massimo organismo internazionale ha dichiarato “guerra alla plastica”, perché una volta diventata rifiuto inquina pesantemente terreno, fiumi, laghi, spiagge e soprattutto mari e oceani.

     Il Kenya, che vive prevalentemente di turismo ed esportazioni agricole, ha una crescita economica del 5-6% annuo e un consumo notevole di sacchetti di plastica. Una volta tanto, il Ministero delle risorse naturali di quel Paese ha fatto passare un provvedimento che mira a ridurre l’impatto ambientale molto elevato dei rifiuti, partendo dalla plastica. Rimane da affrontare il problema della bonifica delle aree inquinate e quello dell’alternativa: da cosa saranno sostituiti i quasi 300 milioni annui di sacchetti di plastica utilizzati e spesso abbandonati in Kenya? Comunque per i prossimi mesi possiamo aspettarci decisioni analoghe anche in altri Paesi. Crediti immagine: MalindiKenya.net . Video Euronews.

Il G7 della Scienza a settembre alla Venaria Reale

     Dal 30 maggio al 1° giugno scorso a Trieste c’è stato il meeting  “Progettazione condivisa di un sistema efficiente e sostenibile per l’osservazione dei mari costieri nei paesi in via di sviluppo”, preparatorio del G7 di Lavoro, Industria e Scienza che si terrà a Torino il 28 e 29 settembre, presso la Reggia della Venaria Reale. I lavori sono stati coordinati dal National Oceanography Center e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) che ha quattro sedi dislocate in Friuli Venezia Giulia.

     Nell’agenda dei G7 c’è il cuore e il motore del clima del pianeta: “Il futuro dei mari e degli oceani”. Un tema particolarmente “caldo” dopo una delle estati più torride e siccitose che siano mai state registrate dagli strumenti umani.

     Il summit, a cui parteciperanno i Paesi del G7 e quelli emergenti, metterà insieme esperti di salvaguardia ed economia del mare per un uso responsabile delle risorse oceaniche e marine con azioni a lungo termine coordinate tra i vari Stati. Gli strumenti per conoscere meglio le criticità e i modi di intervenire sulla corretta gestione dell’oro blu della Terra non mancano: numerosi satelliti, sottomarini e batiscafi, boe con innumerevoli sensori e dispositivi di trasmissione satellitare dei dati.

L’iniziativa dei G7 della Scienza si propone anche di contribuire ad una migliore valutazione dei sistemi oceanografici e marini del World Ocean Assessment, organo delle Nazioni Unite.

     Come già accaduto in occasioni simili (ad esempio la devastante esperienza del G20 di Amburgo di alcuni mesi fa), c’è il timore dell’arrivo a Torino e alla Venaria Reale di manifestanti violenti, ma lo spostamento del summit alla più facilmente controllabile Venaria dovrebbe ridurre il rischio di disordini nel centro di Torino.

     Per saperne di più: Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (www.inogs.itin particolare alla sezione Oceanografia) e National Oceanography Centre (https://noc.ac.uk/). Scienziati e associazioni lanciano il Decalogo per una Società ecologica; Decalogo. Crediti immagine: Repubblica Torino .

 

Povere foreste d’Italia

     Sono settimane di emergenza incendi per gran parte delle Regioni italiane, soprattutto Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna, Puglia e Lazio. Si tratta di emergenze che sembrano non finire mai, con vittime umane e milioni di animali che spesso non hanno scampo quando il fuoco si propaga così velocemente, aggravato dalla siccità e alimentato dal forte vento di scirocco. Un disastro ambientale enorme, con molte migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea andati in fumo, mentre l’associazione Coldiretti ha quantificato oltre un miliardo di euro di danni per agricoltori e popolazione. Senza considerare il danno ambientale.

     In queste Regioni il territorio appare quasi totalmente fuori controllo, con centinaia di incendi appiccati in poche settimane, e non si prevede una conclusione dell’emergenza in poco tempo: ci sono altri due mesi d’estate. Hanno fatto impressione le devastazioni di alcune aree naturalistiche importanti del territorio italiano: dal Parco del Vesuvio alla Riserva naturale degli Astroni, zone che ricordo di aver visitato con grande piacere quand’ero studente universitario. Ma anche la Costiera Sorrentino-Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento, Civitavecchia, Capalbio, la zona del lago di Martignano, la pineta di Castel Fusano, San Vito Lo Capo, Lipari, le province di Palermo, Catania, Messina. Ormai i focolai ancora attivi e gli incendi già spenti sono molte centinaia, impossibile elencarli tutti. E se ne registrano sempre di nuovi, ogni giorno purtroppo.

     In tutte queste Regioni, per vari motivi, il Piano AIB (Antincendio Boschivo) quest’anno più di altri anni non ha funzionato a dovere e i criminali continuano, spesso impunemente, la loro azione distruttiva per interessi di vario tipo o solo per divertimento.

     Segnalo che il numero nazionale unico di emergenza per segnalare focolai e/o richiedere l’intervento di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è il 115, gratuito sia da telefono fisso che da cellulare, giorno e notte in ogni periodo dell’anno.

Testimonianze video di alcuni disastri:

Fanpage.it (sul Vesuvio); Time lapse di un minuto che riassume quattro ore di incendio sul Vesuvio; Emergenza Sicilia, Calabria e Campania; Incendio Pineta Castel Fusano.

A queste immagini di distruzione, aggiungo due importanti documentari dell’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it ), l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, sui boschi italiani, le loro caratteristiche e l’importanza che hanno per tutti gli altri viventi:

Foreste d’Italia I;

Foreste d’Italia II.

Scienza in musica

        Quello de “I supplenti italiani” proposto lo scorso anno è solo un esempio di tema scientifico proposto in forma musicale. In Rete si trova molto di più, soprattutto in inglese. Alcuni esempi di argomenti di biologia proposti in brani musicali:

PCR (Reazione a Catena della Polimerasi);

The cell song;

DNA song;

In cell Division-Mitosis song;

Organelles song;

DNA Rap;

DNA Replication Rap;

The Lab song.

     Ovviamente si tratta di poco più che curiosità. Il modo migliore per studiare è basato sull’utilizzo di un buon manuale (meglio se cartaceo rispetto alla versione digitale) di Biologia, Chimica biologica o altra disciplina, soprattutto per coloro che sono alle prese con i test per i corsi di laurea ad accesso programmato.

     L’esclusione di decine di migliaia di studenti dalle facoltà universitarie credo sia un grave errore per l’Italia, uno dei Paesi europei con la percentuale di laureati più bassa. Uno degli errori nella pianificazione dei bisogni di istruzione, formazione e ricerca, che contribuisce anche a rendere così alta la percentuale di disoccupazione giovanile di cui si parla e scrive tanto spesso.

Versicoli quasi ecologici, di Giorgio Caproni

Una vera sorpresa per la maggioranza dei candidati all’esame di stato di stamattina, primo giorno d’estate: una breve lirica di Giorgio Caproni, sconosciuto ai più, con forti riferimenti alla Natura, all’ambiente e ai comportamenti umani. La poesia proposta nel plico dell’esame di stato per l’analisi del testo (tipologia A), è tratta dalla raccolta di versi Res amissa, pubblicata nel 1991, un anno dopo la morte dell’autore.

Non uccidete il mare,

la libellula, il vento.

Non soffocate il lamento

(il canto!) del lamantino.

Il galagone, il pino:

anche di questo è fatto

l’uomo. E chi per profitto vile

fulmina un pesce, un fiume,

non fatelo cavaliere

del lavoro. L’amore

finisce dove finisce l’erba

e l’acqua muore. Dove

sparendo la foresta

e l’aria verde, chi resta

sospira nel sempre più vasto

paese guasto: <<Come

potrebbe tornare a essere bella,

scomparso l’uomo, la Terra>>.

Crediti immagine: GreenMe

 

 

 

 

 

L’Assistenza sanitaria nel mondo

     Meno di un mese fa, la rivista “The Lancet” ha pubblicato uno studio internazionale (autore senior Christopher Murray) sull’accesso e la qualità delle cure sanitarie in 195 Paesi del mondo. Si tratta di uno dei pochi settori in cui l’Italia se la cava decisamente bene: l’accesso alle cure è garantito a tutti e le stesse sono mediamente di buon livello rispetto ad altri Stati, nonostante le significative differenze tra le nostre varie Regioni.

     L’elenco completo è consultabile alle pagine 8, 9, 10 e 11 della pubblicazione (28 MB), scaricabile dal sito : The Lancet. Le valutazioni sono basate su stime e dati di diversi indicatori sui rischi sanitari, patologie più diffuse, livello di accesso alle cure e qualità complessiva dell’assistenza. Lo studio ha riguardato un arco temporale di 25 anni, dal 1990 al 2015, perciò molto significativo e aggiornato.

     Stabilito 100 come valore massimo, ai primi posti di questa classifica che riguarda molto da vicino tutti, si trova la piccola Andorra (95), poi di seguito: Islanda (94), Svizzera (92), Svezia (90), Norvegia (90), Australia (90), Finlandia (90), Spagna (90), Olanda (90), Lussemburgo (89), Giappone (89), Italia (89), Irlanda (88), Austria (88), Francia (88), Belgio (88), ecc. L’Italia, quindi, su 195 Stati è in una buona decima posizione insieme a Lussemburgo e Giappone, meglio di tanti altri Paesi occidentali e soprattutto degli Stati Uniti.

     Proprio la posizione degli Stati Uniti è quella che stupisce di più (relativamente): pur avendo la maggiore spesa pro capite per la sanità, l’accesso alle cure di fatto negato a milioni di persone, colloca la Nazione più ricca e potente del mondo in una fascia intermedia con 81 punti, dietro Stati molto più poveri, come Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Portogallo, Grecia.

     Altro fatto evidente è il divario notevole tra nord e sud del mondo: molti Paesi africani, asiatici e centro-sudamericani hanno molte carenze in fatto di cure, assistenza e prevenzione delle malattie. Infatti agli ultimi posti si trovano Repubblica Centroafricana, Somalia, Afghanistan, Guinea Bissau, Ciad, Eritrea, Haiti, Guinea, Sud Sudan, DR Congo, Burundi, Niger ecc.

Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998: “La sanità italiana è tra le migliori al mondo”.

Sanità italiana: evoluzione in 50 anni.