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Vaccini e Istituto Superiore di Sanità

24 Settembre 2017 Nessun commento

     In quest’inizio d’anno scolastico, tutti gli Istituti, ad ogni livello d’istruzione, sono alle prese con la raccolta delle certificazioni sui vaccini effettuati dagli studenti o delle autocertificazioni delle famiglie. C’è un certo disagio per i genitori nel reperimento di moduli di autocertificazione e/o dei libretti che certificano le vaccinazioni già effettuate o quelle da prenotare, ma tutto si sta svolgendo nella normalità e la raccolta continua.

     Per smentire credenze, luoghi comuni e falsità sui vaccini che circolano in rete e per ribadire invece le evidenze scientifiche sul tema delle vaccinazioni e dei vaccini, ci sono numerosi testi e pubblicazioni d’alto livello consultabili anche in internet. A coloro che vogliono approfondire l’argomento vaccini, consiglio il testo “Chi ha paura dei vaccini?”, Codice Edizioni, 2016, di Andrea Grignolio che, oltre ad impegni di ricerca in Francia, è docente di Storia della Medicina alla Sapienza di Roma. Agli studenti e a coloro che avessero ancora dubbi sull’utilità dei vaccini che, da quando sono stati utilizzati la prima volta, hanno salvato la vita o evitato disabilità permanenti a milioni di persone solo in Italia, consiglio la lettura di un Fact Checking sull’argomento pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità lo scorso 14 luglio e aggiornato il 15 settembre: Fact Checking Vaccini.

     Nella pubblicazione ci sono anche numerosi link che rimandano all’Organizzazione Mondiale della Sanità, agli studi sulla sicurezza dei vaccini, sugli effetti collaterali e sul preoccupante ritorno in alcuni Paesi, Italia compresa, di malattie che grazie al programma delle vaccinazioni erano scomparse o quasi. Riporto una parte dei testi.

È falso che:
• I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. La nostra capacità di rispondere agli antigeni si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini.

È falso che:

I vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio. Nessuno dei vaccini commercializzati in Europa contiene da diversi anni derivati del mercurio, di cui peraltro non è mai stata dimostrata la pericolosità nelle quantità e nelle forme contenute nei vaccini. Le quantità di formaldeide, alluminio e altre sostanze sono minime e tali da non causare alcun danno alla salute.

È falso che:

I vaccini, in particolare quello contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), causano l’autismo. Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio erroneamente citato a sostegno di questo presunto legame, pubblicato su Lancet, è stato infatti ritirato dalla rivista perché dimostrato fraudolento e l’autore è stato, inoltre, radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.

È falso che:

A causa del decreto sull’obbligo aumentano i vaccini somministrati ai bimbi nel primo anno di vita. Il decreto non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto fare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco.

È falso che:

Esistono degli esami che possono predire eventuali effetti collaterali dei vaccini. Non esiste nessun test in grado di predire gli effetti collaterali dei vaccini.

Invece è vero che:
• L’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo.

È vero che:
• Il morbillo può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. Tutto ciò può essere prevenuto dal vaccino.

È vero che:

La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino. Gli effetti collaterali gravi da vaccino hanno una frequenza estremamente più bassa di quelli delle malattie da cui proteggono.

È vero che:

L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da Novembre 2016 ad Aprile 2017. Dall’inizio del 2017 sono stati notificati oltre 3.500 casi, molte complicanze gravi inclusi casi di polmonite, 2 casi di encefalite e 2 decessi. Il 40% circa dei casi è stato ricoverato in ospedale, a conferma della gravità della malattia. Il 35% circa dei casi ha riportato almeno una complicanza.

È vero che:

La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa.

Crediti: Ufficio Stampa dell’Istituto Superiore di Sanità, responsabile: Mirella Taranto.

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Cerro (Quercus cerris), Famiglia Fagacee

13 Settembre 2017 Nessun commento

     Il Cerro è un albero che può raggiungere l’altezza di 30 – 35 m e ha un tronco dritto che può arrivare fino ad un metro circa di diametro. La chioma è generalmente slanciata, più degli altri tipi di querce. L’albero è meno longevo di altri dello stesso genere: Rovere, Farnia e Roverella.   La corteccia è grigia e liscia negli esemplari giovani ma si arricchisce di scanalature sempre più profonde con l’aumentare dell’età. Le foglie assomigliano a quelle delle altre querce e sono profondamente incise ai margini, però hanno lobi meno arrotondati.

     Le ghiande sono in parte ricoperte da una cupola caratteristica ed inconfondibile: sono provviste tutt’intorno di ciuffi di brattee filiformi dall’aspetto “arruffato”. 

     E’ molto diffuso negli Appennini fino ai 1.200 m di quota, soprattutto in Molise, Campania, Basilicata, Toscana, Lazio, ed è quasi sempre associato ad altre specie: nocciolo, carpino, acero, castagno, roverella. La sue presenza è sporadica nella Pianura Padana.

     Fra le querce è tra le più usate a scopo ornamentale in parchi e giardini. Il legno è povero di tannini, perciò meno durevole se esposto alle intemperie, ma talvolta veniva utilizzato per la costruzione di pali e traverse, soprattutto è un ottimo combustibile. Video che ne facilita il riconoscimento: Quercus cerris,

Addio alla Sonda Cassini

     Dopo vent’anni di servizio con immagini e riprese spettacolari, la sonda Cassini tra pochi giorni entrerà nell’atmosfera di Saturno e si disintegrerà. Le ultime immagini saranno scattate e inviate a Terra il 14 settembre, poi il giorno successivo è prevista la sua fine sul pianeta più ammirato del Sistema solare.

     La missione Cassini, iniziata nel 1997, ha visto il lavoro congiunto di NASA, ESA e Agenzia Spaziale Italiana con lo scopo principale di esplorare e studiare Saturno, i suoi anelli e le sue grandi Lune, soprattutto Titano, Encelado, Rea, Giapeto, Febe, Teti e Iperione. Alcune delle ultime foto inviate da Cassini sono visibili su Wired (di Gianluca Dotti). I dati trasmessi dalla sonda prima della sua fine saranno ricevuti anche dal Sardinia Radio Telescope, vicino Cagliari.

     Per approfondimenti: Gli ultimi giorni di Cassini intorno a Saturno, di Emiliano Ricci (Le Scienze). Invece per una galleria di immagini (come quelle in alto e a lato) e video: https://saturn.jpl.nasa.gov/galleries/images/ . Video del JPL sulla Missione Cassini.

Il Kenya mette al bando le buste di plastica

     Da qualche giorno il Kenya, pur con i suoi enormi problemi sociali (42 milioni di abitanti, di cui il 50% è in stato di povertà) e politici (ieri la Corte Suprema ha annullato le elezioni presidenziali di alcune settimane fa), per fronteggiare il grave problema dell’inquinamento del suo territorio interno e costiero ha messo al bando le buste di plastica non biodegradabile, prevalentemente buste in PET. Il provvedimento, segue quelli adottati da Marocco e Ruanda, coinvolge un’intera nazione ed era stato annunciato dal governo lo scorso marzo. È vietata la produzione, l’importazione e l’utilizzo di ogni tipo di sacchetto di plastica non biodegradabile, con sanzioni molto pesanti per i trasgressori: da due a quattro anni di prigione oppure una multa da circa 14.000 euro a quasi 32.000 euro.

     Un provvedimento drastico del governo keniota, in un Paese con una superficie quasi doppia rispetto a quella dell’Italia e indipendente dal Regno Unito solo dal 1963. Una decisione politica che si inserisce nella campagna “Clean Seas Initiative” dell’ONU, con la quale il massimo organismo internazionale ha dichiarato “guerra alla plastica”, perché una volta diventata rifiuto inquina pesantemente terreno, fiumi, laghi, spiagge e soprattutto mari e oceani.

     Il Kenya, che vive prevalentemente di turismo ed esportazioni agricole, ha una crescita economica del 5-6% annuo e un consumo notevole di sacchetti di plastica. Una volta tanto, il Ministero delle risorse naturali di quel Paese ha fatto passare un provvedimento che mira a ridurre l’impatto ambientale molto elevato dei rifiuti, partendo dalla plastica. Rimane da affrontare il problema della bonifica delle aree inquinate e quello dell’alternativa: da cosa saranno sostituiti i quasi 300 milioni annui di sacchetti di plastica utilizzati e spesso abbandonati in Kenya? Comunque per i prossimi mesi possiamo aspettarci decisioni analoghe anche in altri Paesi. Crediti immagine: MalindiKenya.net . Video Euronews.

Il G7 della Scienza a settembre alla Venaria Reale

     Dal 30 maggio al 1° giugno scorso a Trieste c’è stato il meeting  “Progettazione condivisa di un sistema efficiente e sostenibile per l’osservazione dei mari costieri nei paesi in via di sviluppo”, preparatorio del G7 di Lavoro, Industria e Scienza che si terrà a Torino il 28 e 29 settembre, presso la Reggia della Venaria Reale. I lavori sono stati coordinati dal National Oceanography Center e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) che ha quattro sedi dislocate in Friuli Venezia Giulia.

     Nell’agenda dei G7 c’è il cuore e il motore del clima del pianeta: “Il futuro dei mari e degli oceani”. Un tema particolarmente “caldo” dopo una delle estati più torride e siccitose che siano mai state registrate dagli strumenti umani.

     Il summit, a cui parteciperanno i Paesi del G7 e quelli emergenti, metterà insieme esperti di salvaguardia ed economia del mare per un uso responsabile delle risorse oceaniche e marine con azioni a lungo termine coordinate tra i vari Stati. Gli strumenti per conoscere meglio le criticità e i modi di intervenire sulla corretta gestione dell’oro blu della Terra non mancano: numerosi satelliti, sottomarini e batiscafi, boe con innumerevoli sensori e dispositivi di trasmissione satellitare dei dati.

L’iniziativa dei G7 della Scienza si propone anche di contribuire ad una migliore valutazione dei sistemi oceanografici e marini del World Ocean Assessment, organo delle Nazioni Unite.

     Come già accaduto in occasioni simili (ad esempio la devastante esperienza del G20 di Amburgo di alcuni mesi fa), c’è il timore dell’arrivo a Torino e alla Venaria Reale di manifestanti violenti, ma lo spostamento del summit alla più facilmente controllabile Venaria dovrebbe ridurre il rischio di disordini nel centro di Torino.

     Per saperne di più: Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (www.inogs.itin particolare alla sezione Oceanografia) e National Oceanography Centre (https://noc.ac.uk/). Scienziati e associazioni lanciano il Decalogo per una Società ecologica; Decalogo. Crediti immagine: Repubblica Torino .

 

Povere foreste d’Italia

     Sono settimane di emergenza incendi per gran parte delle Regioni italiane, soprattutto Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna, Puglia e Lazio. Si tratta di emergenze che sembrano non finire mai, con vittime umane e milioni di animali che spesso non hanno scampo quando il fuoco si propaga così velocemente, aggravato dalla siccità e alimentato dal forte vento di scirocco. Un disastro ambientale enorme, con molte migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea andati in fumo, mentre l’associazione Coldiretti ha quantificato oltre un miliardo di euro di danni per agricoltori e popolazione. Senza considerare il danno ambientale.

     In queste Regioni il territorio appare quasi totalmente fuori controllo, con centinaia di incendi appiccati in poche settimane, e non si prevede una conclusione dell’emergenza in poco tempo: ci sono altri due mesi d’estate. Hanno fatto impressione le devastazioni di alcune aree naturalistiche importanti del territorio italiano: dal Parco del Vesuvio alla Riserva naturale degli Astroni, zone che ricordo di aver visitato con grande piacere quand’ero studente universitario. Ma anche la Costiera Sorrentino-Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento, Civitavecchia, Capalbio, la zona del lago di Martignano, la pineta di Castel Fusano, San Vito Lo Capo, Lipari, le province di Palermo, Catania, Messina. Ormai i focolai ancora attivi e gli incendi già spenti sono molte centinaia, impossibile elencarli tutti. E se ne registrano sempre di nuovi, ogni giorno purtroppo.

     In tutte queste Regioni, per vari motivi, il Piano AIB (Antincendio Boschivo) quest’anno più di altri anni non ha funzionato a dovere e i criminali continuano, spesso impunemente, la loro azione distruttiva per interessi di vario tipo o solo per divertimento.

     Segnalo che il numero nazionale unico di emergenza per segnalare focolai e/o richiedere l’intervento di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è il 115, gratuito sia da telefono fisso che da cellulare, giorno e notte in ogni periodo dell’anno.

Testimonianze video di alcuni disastri:

Fanpage.it (sul Vesuvio); Time lapse di un minuto che riassume quattro ore di incendio sul Vesuvio; Emergenza Sicilia, Calabria e Campania; Incendio Pineta Castel Fusano.

A queste immagini di distruzione, aggiungo due importanti documentari dell’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it ), l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, sui boschi italiani, le loro caratteristiche e l’importanza che hanno per tutti gli altri viventi:

Foreste d’Italia I;

Foreste d’Italia II.

Scienza in musica

        Quello de “I supplenti italiani” proposto lo scorso anno è solo un esempio di tema scientifico proposto in forma musicale. In Rete si trova molto di più, soprattutto in inglese. Alcuni esempi di argomenti di biologia proposti in brani musicali:

PCR (Reazione a Catena della Polimerasi);

The cell song;

DNA song;

In cell Division-Mitosis song;

Organelles song;

DNA Rap;

DNA Replication Rap;

The Lab song.

     Ovviamente si tratta di poco più che curiosità. Il modo migliore per studiare è basato sull’utilizzo di un buon manuale (meglio se cartaceo rispetto alla versione digitale) di Biologia, Chimica biologica o altra disciplina, soprattutto per coloro che sono alle prese con i test per i corsi di laurea ad accesso programmato.

     L’esclusione di decine di migliaia di studenti dalle facoltà universitarie credo sia un grave errore per l’Italia, uno dei Paesi europei con la percentuale di laureati più bassa. Uno degli errori nella pianificazione dei bisogni di istruzione, formazione e ricerca, che contribuisce anche a rendere così alta la percentuale di disoccupazione giovanile di cui si parla e scrive tanto spesso.

Versicoli quasi ecologici, di Giorgio Caproni

Una vera sorpresa per la maggioranza dei candidati all’esame di stato di stamattina, primo giorno d’estate: una breve lirica di Giorgio Caproni, sconosciuto ai più, con forti riferimenti alla Natura, all’ambiente e ai comportamenti umani. La poesia proposta nel plico dell’esame di stato per l’analisi del testo (tipologia A), è tratta dalla raccolta di versi Res amissa, pubblicata nel 1991, un anno dopo la morte dell’autore.

Non uccidete il mare,

la libellula, il vento.

Non soffocate il lamento

(il canto!) del lamantino.

Il galagone, il pino:

anche di questo è fatto

l’uomo. E chi per profitto vile

fulmina un pesce, un fiume,

non fatelo cavaliere

del lavoro. L’amore

finisce dove finisce l’erba

e l’acqua muore. Dove

sparendo la foresta

e l’aria verde, chi resta

sospira nel sempre più vasto

paese guasto: <<Come

potrebbe tornare a essere bella,

scomparso l’uomo, la Terra>>.

Crediti immagine: GreenMe

 

 

 

 

 

L’Assistenza sanitaria nel mondo

     Meno di un mese fa, la rivista “The Lancet” ha pubblicato uno studio internazionale (autore senior Christopher Murray) sull’accesso e la qualità delle cure sanitarie in 195 Paesi del mondo. Si tratta di uno dei pochi settori in cui l’Italia se la cava decisamente bene: l’accesso alle cure è garantito a tutti e le stesse sono mediamente di buon livello rispetto ad altri Stati, nonostante le significative differenze tra le nostre varie Regioni.

     L’elenco completo è consultabile alle pagine 8, 9, 10 e 11 della pubblicazione (28 MB), scaricabile dal sito : The Lancet. Le valutazioni sono basate su stime e dati di diversi indicatori sui rischi sanitari, patologie più diffuse, livello di accesso alle cure e qualità complessiva dell’assistenza. Lo studio ha riguardato un arco temporale di 25 anni, dal 1990 al 2015, perciò molto significativo e aggiornato.

     Stabilito 100 come valore massimo, ai primi posti di questa classifica che riguarda molto da vicino tutti, si trova la piccola Andorra (95), poi di seguito: Islanda (94), Svizzera (92), Svezia (90), Norvegia (90), Australia (90), Finlandia (90), Spagna (90), Olanda (90), Lussemburgo (89), Giappone (89), Italia (89), Irlanda (88), Austria (88), Francia (88), Belgio (88), ecc. L’Italia, quindi, su 195 Stati è in una buona decima posizione insieme a Lussemburgo e Giappone, meglio di tanti altri Paesi occidentali e soprattutto degli Stati Uniti.

     Proprio la posizione degli Stati Uniti è quella che stupisce di più (relativamente): pur avendo la maggiore spesa pro capite per la sanità, l’accesso alle cure di fatto negato a milioni di persone, colloca la Nazione più ricca e potente del mondo in una fascia intermedia con 81 punti, dietro Stati molto più poveri, come Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Portogallo, Grecia.

     Altro fatto evidente è il divario notevole tra nord e sud del mondo: molti Paesi africani, asiatici e centro-sudamericani hanno molte carenze in fatto di cure, assistenza e prevenzione delle malattie. Infatti agli ultimi posti si trovano Repubblica Centroafricana, Somalia, Afghanistan, Guinea Bissau, Ciad, Eritrea, Haiti, Guinea, Sud Sudan, DR Congo, Burundi, Niger ecc.

Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998: “La sanità italiana è tra le migliori al mondo”.

Sanità italiana: evoluzione in 50 anni.

Trump ritira l’adesione degli USA all’accordo di Parigi sul clima

     La decisione di ieri (almeno l’annuncio ufficiale c’è stato solo ieri) del Presidente USA è stata presa contro ogni buon senso e contro i seguenti obiettivi concordati a Parigi: “la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici, nel contesto dello sviluppo sostenibile e degli sforzi volti a sradicare la povertà, anche tramite:

(a) il mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali, e proseguire l’azione volta a limitare l’aumento di temperatura a 1,5° C rispetto ai livelli pre-industriali, riconoscendo che ciò potrebbe ridurre in modo significativo i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici;

(b) l’aumentare la capacità di adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e

promuovere lo sviluppo resiliente al clima e a basse emissioni di gas ad effetto serra, di modo che non minacci la produzione alimentare;

(c) il rendere i flussi finanziari coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas ad effetto serra e resiliente al clima.” Sono i punti principali dell’art. 2 del testo dell’accordo di Parigi abbandonato dagli USA del presidente Trump.

     C’erano già molti dubbi (come quelli di James Hansen, padre dell’allerta sui cambiamenti climatici) sulla capacità complessiva degli Stati di rispettare gli impegni sottoscritti in Francia nel 2015, sulla possibilità di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C e sulla possibilità di salvare i Paesi più vulnerabili e a rischio per il riscaldamento climatico, come le “piatte” isole del Pacifico. Col ritiro degli USA, che per decenni sono stati i maggiori inquinatori del Pianeta, gli obiettivi sono ancora più difficili da raggiungere. Soprattutto se, come annunciato dal Presidente USA, si riprende l’estrazione e il consumo di carbone su vasta scala per ottenere energia. Aumentano le preoccupazioni, i dubbi, le perplessità sull’efficacia e la forza di tutti gli altri Stati per far invertire la tendenza di quest’aumento di temperatura che mette a rischio le più grandi riserve d’acqua dolce del Pianeta.

     Di sicuro si stanno aprendo nuovi scenari geopolitici mondiali, con gli USA isolati contro tutti o quasi: l’ultima polemica riguarda il capo del governo inglese Theresa May che, pur esprimendo delusione per la decisione USA, non ha firmato la lettera predisposta dai governi di Francia, Germani e Italia a sostegno e conferma degli accordi di Parigi.

     Quali sono stati i motivi delle scelta del presidente Trump? Riaffermare la sovranità americana (?); Smettere di distribuire ricchezza dagli Stati Uniti agli altri Paesi; Gli USA non hanno bisogno dell’accordo. Commenti negativi alla decisione di Trump si registrano da tutti i continenti e la Cina, il maggior produttore attuale di gas serra, si mette a capo dei sostenitori dell’accordo di Parigi.

Ma Trump deve registrare anche l’opposizione alla sua decisione di alcuni grandi Stati, come la California, e città come New York.

Video: L’Annuncio di Trump del ritiro dagli accordi sul clima sottotitolato in italiano. Testo completo dell’Accordo di Parigi.

La dichiarazione di ieri 1° giugno dei Presidenti Emmanuel Macron, Angela Merkel e Paolo Gentiloni.

We, the Heads of State and of Government of France, Germany and Italy, take note with regret of the decision by the United States of America to withdraw from the universal agreement on climate change.
The Paris Agreement remains a cornerstone in the cooperation between our countries, for effectively and timely tackling climate change and for implementing the 2030 Agenda sustainable development goals.
We deem the momentum generated in Paris in December 2015 irreversible and we firmly believe that the Paris Agreement cannot be renegotiated, since it is a vital instrument for our planet, societies and economies.
We are convinced that the implementation of the Paris Agreement offers substantial economic opportunities for prosperity and growth in our countries and on a global scale.
We therefore reaffirm our strongest commitment to swiftly implement the Paris Agreement, including its climate finance goals and we encourage all our partners to speed up their action to combat climate change.
We will step up efforts to support developing countries, in particular the poorest and most vulnerable, in achieving their mitigation and adaptation goals.

Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Angela Merkel.”