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Archivio Settembre 2016

L’accometaggio della sonda Rosetta in diretta

30 Settembre 2016 Nessun commento

      Tra qualche ora, dopo due anni di orbita intorno alla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko dove è già “accometato” il lander Philae lo scorso 12 novembre 2014, anche la sonda Rosetta scenderà lentamente sulla sua superficie. Sullo stesso tema vedi anche: Terra chiama e Rosetta risponde; Philae sbarca sulla cometa 67P; Philae e Rosetta un successo storico; Philae e Rosetta di nuovo operativi.

     Stamattina, a partire dalle 11,30, RAI Scuola racconterà in diretta quest’evento storico. La trasmissione è “Una giornata Spaziale: scienziati tra la gente, Rosetta sulla cometa”. Un’ottima occasione, per chi non è impegnato nello studio a casa o a scuola, per seguire in diretta le immagini di Rosetta che scende molto lentamente sulla cometa. La diretta ospiterà esperti di vari Enti: Agenzia Spaziale Italiana, Istituto Nazionale di Astrofisica, Leonardo-Finmeccanica e varie Università. Sono previsti anche collegamenti con “La notte Europea dei Ricercatori” in alcune città d’Italia.

Crediti immagine “Sequenza dell’accometaggio di Philae ripreso da Rosetta”: http://www.raiscuola.rai.it/ .

FAST: il radiotelescopio più grande del mondo è in Cina

26 Settembre 2016 Nessun commento

                           Dopo essere diventata una superpotenza industriale ed economica, la Cina vuole dimostrare di essere anche una potenza scientifica. Il radiotelescopio FAST ( Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope) inaugurato ieri, con i suoi 500 m di diametro e circa 4450 pannelli riflettenti, è solo uno dei numerosi tasselli del progresso scientifico cinese degli ultimi decenni.

     Ci sono voluti  cinque anni di lavori (il progetto di costruzione iniziò nel 2011), un’intera valle naturale lontana dai centri abitati e incassata nelle rocce calcaree di Dawodang nella provincia di Guizhou, è stata svuotata e modellata per accogliere questo gigante in grado di captare onde radio provenienti dall’Universo profondo. Insieme alla costruzione, sono state evacuate oltre novemila persone che abitavano nei villaggi della zona, per evitare disturbi radio al telescopio. Quali sono gli scopi di quest’opera gigantesca? L’osservazione di stelle pulsar deboli, l’individuazione di eventuali segnali provenienti da qualche improbabile civiltà aliena e altro ancora. FAST e gli studiosi cinesi sono pronti a ricevere e raccogliere dati da elaborare.

Video: FAST e gli altri, di INAF TV;

Video della China Icons sulle fasi della realizzazione di FAST;

Video della CCTV America. La Cina a caccia di alieni (askanews).

Una galleria di immagini si può trovare su meteoweb.eu .

Crediti immagine: article.wn.com

Le Artemisie

19 Settembre 2016 Nessun commento

     Le artemisie sono piante erbacee della famiglia delle Asteracee, probabilmente originarie della Cina. Le specie più diffuse in Italia, soprattutto al settentrione, sono l’Artemisia annua, l’Artemisia vulgaris e l’Artemisia verloriorum.

     In passato le artemisie, soprattutto quella annua, sono state utilizzate per la cura di numerose malattie, in particolare la malaria e le dermatiti.

     Negli ultimissimi anni si è scritto molto sull’Artemisia annua, in alcuni siti internet prima e su alcune riviste e quotidiani poi. Perché? Secondo alcuni “personaggi”, estratti di questa pianta sarebbero efficaci per la cura dei tumori. Il web è bello perché consente di proporre e accedere a qualunque tipo di risorsa ma i fatti di cronaca dimostrano che può essere anche un potente strumento in mano a truffatori, ciarlatani e delinquenti vari.

     Non è mai superfluo raccomandare di utilizzare il web con molta cautela, sia quando di caricano materiali sia quando si cercano informazioni importanti: utilizzare fonti e siti attendibili per non incappare in errori gravi e facili illusioni.

     Sulla presunta efficacia antitumorale delle artemisie è opportuno segnalare la comunicazione diffusa il 13 febbraio 2015 dalla Direzione Scientifica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Per maggiore chiarezza riporto uno stralcio della comunicazione.

“… Detto in parole semplici, non conosciamo ancora che tipo di prodotto scegliere, quale dose abbia una risposta antitumorale nell’uomo e con quali effetti collaterali, dunque siamo ancora lontani dal poter affermare con certezza che l’artemisininae i suoi derivati siano utilizzabili con sicurezza nell’uomo e veramente utili nel trattamento dei tumori.

     Queste sono le ragioni per cui nessun medico oncologo e ricercatore può consigliare una dose, un preparato specifico e una schedula di somministrazione dell’Artemisia Annua che possa essere, su solide basi scientifiche, efficace e sicuro. Inoltre, le interazioni con alcuni farmaci biologici o chemioterapici non sono completamente note quindi si sconsiglia vivamente, ai pazienti che fossero in trattamento con terapie standard, l’assunzione di parafarmaci o prodotti erboristici a base di Artemisia Annua senza informare i medici curanti. …

Per maggiori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico:
Mail: urp@istitutotumori.mi.it .

     Le artemisie, sono piante che possono raggiungere un’altezza che va da mezzo metro a 1,5 metri e in Italia si trovano con certezza in tutto il settentrione (non in modo uniforme) e in Campania. La loro principale caratteristica è il forte odore aromatico e, al contrario delle altre asteracee, non contengono lattice ma alcuni oli essenziali o eterici. Le foglie sono molto laciniate e di colore verde brillante. I fiori gialli spesso risaltano fra le fioriture delle altre piante erbacee. Le foto proposte riguardano piante dell’area torinese: cliccare sulle immagini per ingrandirle.

L’habitat tipico delle artemisie sono i terreni incolti, le scarpate, le zone ruderali o anche i bordi delle strade. Artemisia annua e Artemisia verlotiorum sono specie invasive, alloctone, che si sono adattate all’ambiente di alcune regioni italiane riducendo la biodiversità delle specie vegetali autoctone. Per maggiori notizie e approfondimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/Artemisia ; Istituto Superiore di Sanità (Artemisia absinthium o assenzio); http://www.worldagroforestry.org (Artemisia annua);Regione Piemonte (Artemisia annua).

Juno: spettacolari immagini e suoni da Giove

11 Settembre 2016 Nessun commento

      Arrivata due mesi fa intorno a Giove (vedi Obiettivi della Missione Juno), la sonda Juno (tra le altre cose studierà il campo magnetico del pianeta gigante del Sistema solare, la sua atmosfera e la composizione interna) ha incominciato ad inviare i suoi dati sulla Terra. Pur essendo ad una considerevole distanza media dal Sole, più di 5 volte la distanza della Terra cioè 5 Unità Astronomiche o UA (la distanza media di Giove dal Sole è 779 milioni di km), Juno è la prima sonda a ricavare la propria energia da pannelli solari e non da generatori di elettricità da isotopi radioattivi.

     Le immagini già inviate sono state riprese da distanze ravvicinate, mai raggiunte prima: poco più di 4000 km dal pianeta, ed è solo il primo dei 36 (33 secondo altre fonti) passaggi ravvicinati previsti dalla missione. Tra quelle già elaborate dalla NASA e messe a disposizione del pubblico mondiale ce ne sono di eccezionali, come la ripresa del Polo Sud di Giove e della sua aurora. Anche le riprese delle altre zone della superficie gassosa di Giove mostrano novità: l’alternanza di aree più “calde” e aree più fredde sconosciute finora.

     Anche i suoni ottenuti dall’atmosfera gioviana registrando le onde radio che emette, trasformati in frequenze percepibili dall’orecchio umano, sono eccezionali. Come quello del 27 agosto scorso sull’Aurora di Giove: Repubblica.it Tecnologia e Scienze, segnalato da Matteo Marini.

     Dai commenti presenti sui quotidiani e in rete si percepisce grande ottimismo sull’importanza di dati, suoni e immagini che continuerà ad inviare Juno e sul successo della missione. Anche i due strumenti di costruzione italiana, Jiram e Kat, saranno fondamentali, soprattutto per “perforare” lo spesso strato di nubi e gas vari che avvolgono il pianeta gigante (escluso il Sole, Giove da solo costituisce almeno il 70% della massa di tutti gli altri corpi del Sistema solare messi insieme: pianeti, satelliti, asteroidi, comete) e arrivare a “vedere” quello che c’è sotto.

Per saperne di più: Focus; Il Post; Juno NASA.

Crediti immagini: http://www.jpl.nasa.gov/missions/juno/ , Jet Propulsion Laboratory, California Institute of Tchnology. 

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USA e Cina ratificano l’accordo della Conferenza di Parigi

      Ieri, in una riunione che ha preceduto il G20 di Hangzhou (Cina), i massimi rappresentanti di USA e Cina, Obama e Xi Jinping, hanno annunciato congiuntamente la ratifica dell’accordo di Parigi sul clima. Un passo assolutamente fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra, considerando che da soli i due colossi industriali sono responsabili del 38% delle emissioni di questi gas che hanno causato l’aumento della temperatura media del Pianeta e i conseguenti cambiamenti climatici. L’annuncio ha spinto anche altri grandi Paesi (e grandi inquinatori), India, Russia e Giappone a preannunciare una ratifica degli accordi della COP 21 in pochi mesi.

     L’accordo entrerà in vigore se sarà ratificato almeno da 55 Paesi, responsabili del 55% delle emissioni inquinanti, per questo la decisione di Cina e USA è importantissima.

     Per chi non conosce il testo, propongo la versione italiana dell’accordo di Parigi sul clima tradotta e commentata da Valentino Piana.

Riporto solo gli art 2 e 3: “Art. 2

Questo Accordo, nell’intensificare l’implementazione della Convenzione, incluso il suo obiettivo, mira a rafforzare la risposta globale alla minaccia del cambiamento climatico nel contesto dello sviluppo sostenibile e degli sforzi di sradicare la povertà incluso attraverso:

a) il mantenimento dell’incremento della temperatura media globale molto sotto i 2 gradi centigradi al di sopra dei livelli pre-industriali e di perseguire sforzi per limitare l’incremento della temperatura media globale a 1,5 gradi centigradi al di sopra dei livelli pre-industriali riconoscendo che questo ridurrebbe significativamente i rischi e gli impatti del cambiamento climatico;

b) l’incremento della capacità di adattamento agli impatti avversi del cambiamento climatico, di irrobustire la resilienza climatica e lo sviluppo a basse emissioni di gas climalteranti in una maniera che non minacci la produzione di cibo;

c) l’adeguatezza dei flussi finanziari rispetto a percorsi verso uno sviluppo a basse emissioni e resiliente.

Questo Accordo sarà implementato secondo equità e in modo da riflettere il principio di comuni ma differenziate responsabilità e rispettive capacità, alla luce delle diverse circostanze nazionali.

Art. 3

In termini di “Contributi promessi stabiliti a livello nazionale” tutti i Paesi devono intraprendere e comunicare sforzi ambiziosi al fine di raggiungere gli obiettivi di questo Accordo, come definiti nell’art. 2 per ciò che viene definito agli articoli: 4. 7. 9. 10. 11. 13.

Gli sforzi di tutti i Paesi cresceranno nel tempo con il riconoscimento che per l’effettiva implementazione di questo Accordo c’è bisogno di supportare i Paesi in via di sviluppo.”

In questo G20, oltre all’Ambiente, il “piatto forte” è costituito dai problemi economici e dai possibili interventi per favorire la ripresa nei Paesi che sono in crisi.

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