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Archivio Maggio 2016

Lagrange in “La mia storia”

     Su Lagrange e sulle sue principali opere, dimostrazioni e intuizioni ho già scritto tre anni fa (Celebrare Joseph Louis Lagrange), in occasione del bicentenario della sua morte. Qui voglio segnalare un bel fumetto sulla sua storia, in circolazione da qualche anno e pubblicato grazie al contributo della Città di Torino.

     Al Carnevale della Fisica 2015, il fumetto “storico-scientifico”, molto gradevole anche per gli aspetti artistici, ha ricevuto il secondo premio per “l’originalità, l’ottima fruibilità e la divulgazione pensata non solo per gli adulti ma anche per gli adolescenti”. Un fumetto che narra la vita e le opere di uno dei più grandi uomini di Scienza di tutti i tempi, torinese, italiano e europeo.

     Lagrange in “La mia storia” è curato dall’Associazione CentroScienza Onlus, con disegni di Silvia Benevenuta e testi di Alessia Dino e Rosella Sciarrone. La sezione didattica dell’Accademia delle Scienze di Torino ha partecipato con Chiara Mancinelli, Elena Borgi e Fabiana Basso. I testi sono di Renzo Rancoita ed Elisa Gentile. La grafica e l’impaginazione di Jacopo Roncon.

     La versione cartacea è corredata anche da schede didattiche di differenti livelli di difficoltà: Massimi e minimi; Un sistema universale di misura; La librazione della Luna; Misura del cielo; I punti lagrangiani; Il Teorema del valor medio.

     La pagina conclusiva è dedicata al Vocabolario di Lagrange: Brachistocrona; Cicloide; Codominio, Coefficiente angolare; Continua; Derivata; Dominio; Funzione; Isocrono; Isoperimetro; Latitudine; Librazione; Longitudine; Parallasse; Periodo; Radiante; Rivoluzione; Rotazione; Velocità angolare.

     A coloro che non hanno avuto modo di leggere la versione cartacea del fumetto (ma anche a coloro che l’hanno già letto), segnalo quella digitale sfogliabile. Consiglio una visione a tutto schermo. Chi preferisce può scaricarlo sul proprio PC/tablet in pdf (nella parte destra della barra di scorrimento delle pagine, allo stesso link) e leggerlo con calma.

Un fumetto utile per tutti gli studenti, in particolare per gli appassionati di Scienze, Astronomia, Matematica, Fisica e Storia.

Su Lagrange segnalo anche alcuni video:

200 anni di Lagrange, video RAI-TGR;

I Punti Lagrangiani;

Lagrange, documentario (in francese);

Alberto Conte, Lagrange 200 anni dopo;

Crediti immagine “Mechanique analitique: matematica.unibocconi.it .

90 anni fa il dirigibile Norge sorvolò il Polo Nord

     Il 12 maggio del 1926, esattamente novant’anni fa il dirigibile Norge sorvolò il Polo Nord. Il Norge partì il 10 aprile 1926 dall’aeroporto Ciampino di Roma con la spedizione, ideata dall’italiano Umberto Nobile e dall’esploratore svedese Roald Amundsen, e dopo oltre un mese di viaggio con tappe in Inghilterra, Russia, Norvegia e isole Svalbard finalmente sorvolò la calotta polare artica in corrispondenza del Polo Nord. Era la prima volta che l’uomo raggiungeva il Polo Nord, prima c’erano stati tentativi infruttuosi via mare con le navi. Anche l’ultima zona inesplorata e sconosciuta del pianeta era stata raggiunta. Due giorni dopo il successo della spedizione, finanziata anche dal governo italiano, il Norge arrivò in Alaska e l’impresa ebbe grande risonanza sui mezzi di comunicazione internazionali dando prestigio all’Italia, alla sua Aeronautica e allo stesso Nobile.

     L’impresa fu possibile con un volo ininterrotto di oltre 5300 Km, dalle isole Svalbard all’Alaska e, successivamente, fu seguita da una controversia tra Nobile e Amundsen per stabilire chi avesse i meriti maggiori del successo della trasvolata.

     Nel 1928 ci fu una seconda spedizione italiana, condotta da Nobile con il dirigibile Italia che ripeté l’impresa partendo da Milano, attraversando altri Paesi europei e con la solita ultima tappa alle Svalbard. Durante il percorso di ritorno, prima delle Svalbard, il dirigibile Italia si schiantò sui ghiacci a causa di una forte tempesta. Ci furono morti e feriti, alcuni scomparvero senza essere mai più ritrovati. Nacque l’eroica storia della tenda rossa.

Per saperne di più: Dirigibile Norge; Umberto Nobile; Esplorazione dell’Artide;

Vari video storici:

Nobile e la tenda rossa (RAI Storia);

La tenda rossa (Ministero Difesa);

Colonna sonora“La tenda rossa” di Ennio Moricone; Semplicemente stupenda.

Video breve: La partenza del dirigibile Norge (RAI Storia);

Video: Amundsen e Nobile (1);

Video: Amundsen e Nobile (2).

Crediti immagini: https://it.wikipedia.org/wiki/Artide ; www.ilvideogiornale.it .

Transito di Mercurio davanti al Sole

     Il transito di ieri di Mercurio davanti al Sole non era osservabile dall’Italia centro-settentrionale a causa della copertura nuvolosa e delle piogge. Dal resto d’Italia sono state fatte foto e riprese video. Il fenomeno c’era stato dieci anni fa e si ripeterà tra tre anni.

     Le piccole dimensioni del pianeta lo fanno assomigliare ad un neo sulla superficie del Sole, ma Mercurio dista dal Sole in media 59 milioni di Km circa (la Terra è a 150 milioni di Km dal Sole). Proprio per le dimensioni, il diametro di Mercurio ci appare come 1/160esimo di quello solare, per osservarlo è necessario un telescopio. Naturalmente provvisto di opportuni filtri.

     Il transito di Mercurio davanti al Sole, visto dalla Terra, non è frequente: capita 13-14 volte ogni secolo, ma una visione prolungata e favorevole come quella di ieri si ripeterà tra 50 anni.

Sulle caratteristiche di Mercurio, vedi: Mercurio fotografato da Messenger.

Video Media INAF:

Transito di Mercurio (accelerato), ripreso dall’Istituto INAF di Napoli;

Live Transito di Mercurio (I parte): https://www.youtube.com/watch?v=7iGpeoIubLQ

Live Transito di Mercurio (II parte): https://www.youtube.com/watch?v=Ld24bV8l14Q

Nell’immagine (crediti: NASA) la scarsa curvatura della superficie solare mostra l’enorme differenza tra le dimensioni del piccolo Mercurio e il Sole.

Transiti degli ultimi decenni: 14/11/1953; 6/5/1957; 7/11/1960; 9/5/1970; 10/11/1973; 13/11/1986; 6/11/1993; 15/11/1999; 7/5/2003; 8/11/2006; ieri 9/5/2016.

Transiti dei prossimi decenni: 11/11/2019; 13/11/2032; 7/11/2039; 7/5/2049; 9/11/2052; 10/5/2062; 11/11/2065; 14/11/2078.

Come si vede, i transiti davanti al Sole osservabili dalla Terra possono avvenire solo in maggio oppure in novembre.

L’erosione delle coste, la sua gestione e le formazioni prodotte

     L’erosione delle coste nel corso del tempo, da una parte ha prodotto paesaggi bellissimi e spettacolari, dall’altra ha creato problemi alle popolazioni e alla gestione del territorio costiero.

     Le coste, zone di confine fra terre emerse e mare, sono soggette al moto ondoso e ai fenomeni di flusso e riflusso di marea. Per questa azione modellatrice sia fisica che chimica del mare, le coste sono ambienti dinamici in perenne trasformazione. Per comodità e motivi di studio, gli studiosi distinguono le coste alte con le loro morfologie (scogli, grotte, falesie, archi) dalle coste basse, caratterizzate prevalentemente da spiagge, tomboli e lagune.

     Nel primo caso, l’azione disgregatrice sulle rocce è causata dai frangenti che si abbattono incessantemente in modo più o meno violento sulle coste. Col tempo vengono asportati dalle pareti rocciose frammenti di varie dimensioni, si allargano le fratturazioni e i detriti prodotti scagliati a loro volta alla base delle pareti che li hanno originati, contribuiscono all’azione abrasiva. A quest’azione meccanica si aggiunge quella chimica causata dalla salinità delle acque su molti tipi di rocce, soprattutto calcaree, e quella di organismi “perforatori” come i litodomi.

     I risultati di quest’azione costiera sono spesso spettacolari: oltre alla formazione di promontori e insenature dovuti alla diversa resistenza delle rocce all’erosione, si formano grotte, scogli o faraglioni, archi naturali. In Italia, esempi di queste morfologie costiere sono: i Faraglioni di Capri; le grotte del Gargano tra Peschici, Vieste e Mattinata; le grotte del Salento, fino a Santa Maria di Leuca; le numerose grotte della Sardegna, come quelle del Bue Marino; gli archi naturali, di Palinuro, Tavolara; le falesie costiere del Friuli Venezia Giulia, quelle della Costiera Amalfitana.

     Nelle coste basse l’azione erosiva è meno intensa e spesso prevale il deposito di sedimenti anziché l’azione erosiva di onde, correnti e maree. In questi casi le formazioni più diffuse sono le spiagge, di varie tipologie a seconda della granulometria dei depositi: spiagge di sabbia fine o grossolana o anche di ciottoli. Le sabbie sono composte prevalentemente da silice e possono essere locali o provenire da altri tratti di litorale. Una caratteristica dei ciottoli è quella di essere levigati e piatti, a causa dell’azione dei frangenti e della risacca. TripAdvisor ha selezionato le 10 spiagge più belle d’Italia per il 2016. Ma lungo le coste basse non ci sono solo spiagge. Ci sono tomboli o cordoni litoranei che delimitano lagune famose (Venezia, Caorle, Orbetello, Grado).

     Per approfondire, vedi la pubblicazione “Morfologia costiera” di Giuliano Rodolfi e Enzo Pranzini dell’Università degli Studi di Firenze.

     In molte coste italiane, ad esempio quella adriatica, l’erosione è tale che mette a rischio le abitazioni costiere, le strade, le linee ferroviarie. Spesso oltre alle cause naturali di questo fenomeno, c’è stata la mano dell’uomo: gran parte delle spiagge sono costituite da sabbia portata dai fiumi e la modifica del regime naturale di queste acque ha ridotto l’apporto di sedimenti verso le coste. Senza contare il prelievo diretto che c’è stato in passato della sabbia dalle coste e quello attuale della sabbia fluviale. Nelle zone interessate, per ridurrei danni economici legati alla riduzione della spiaggia, si è intervenuti con scogliere artificiali frangiflutti e con “pennelli” (argini in cemento disposti perpendicolarmente alla linea di costa). Ma non sempre è bastato.

     Per gestire il fenomeno dell’erosione costiera e arrivare a linee guida nazionali sul problema, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il mese scorso ha avviato la costituzione di un Tavolo Nazionale sulla Erosione Costiera. Oltre all’elaborazione di linee guida nazionali che armonizzino gli studi e gli interventi nelle varie Regioni costiere italiane, lo scopo è anche quello di sviluppare attività di collaborazione con altri Paesi del Mediterraneo. La settimana scorsa sul problema c’è stato anche un seguitissimo convegno organizzato dall’ISPRA (http://www.isprambiente.gov.it/it).

     Immagini (selezionarle per ingrandirle): 1. Laguna di Orbetello e Monte Argentario (crediti: siviaggia.it ); 2. Arco naturale Gargano (crediti: www.italia.it ); 3. Faraglioni di Capri (crediti: www.capri.it ); 4. Grotta Zinzulusa in Puglia (crediti: www.meteoweb.eu ). .

Video: I Faraglioni di Capri; Grotte del Bue Marino; Laguna di Venezia dall’elicottero; Costa Sud del Gargano;