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Archivio Ottobre 2015

Alberi monumentali d’Italia

     Sono passati quasi tre anni dall’entrata in vigore della legge n. 10 del 14 gennaio 2013 relativa alle “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”. Una legge che detta anche regole per la tutela del patrimonio paesaggistico e degli alberi monumentali.

     Le norme, recepite o ancora da recepire dalle varie Regioni, cercano di uniformare le diverse iniziative regionali in campo forestale definendo anche le caratteristiche che devono avere gli alberi affinché possano definirsi “monumentali”. Questi “patriarchi” vegetali, opportunamente censiti, sono sottoposti ad una serie di vincoli e protezioni, con sanzioni amministrative e/o penali per il loro eventuale abbattimento. Comunque ogni eventuale intervento sugli stessi è sottoposto ad un parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato.

     Proprio questo Corpo dello Stato (oggi in fase di radicale riordino o di assorbimento da parte di altre forze di polizia) oltre trent’anni fa, nel 1982, diede inizio al primo “Censimento nazionale degli alberi di notevole interesse”, che è stato aggiornato dalle varie Regioni italiane ma senza criteri univoci.

 In questa pagina si può aprire un file excel relativo ai dati degli alberi monumentali censiti nelle Regioni italiane (schede in basso, sulla barra di stato), con l’indicazione della località, del comune e della provincia, del nome scientifico, di quello volgare e di quello inglese della specie, dell’altezza e della circonferenza. Sono anche segnalati quegli esemplari ritenuti di “eccezionale valore storico e monumentale”.

Alcuni esempi:

La roverella (Quercus pubescens Willd.) di Crognaleto (TE) in Abruzzo, alta 17 m e con una circonferenza di 7,8 m;

Il pioppo nero (Populus nigra L.) di Lauria Superiore (PZ) in Basilicata, alto 31 m e con una circonferenza di 6,1 m;

Il pino laricio (Pinus laricio Poiret) di Spezzano Sila (CS) in Calabria, alto 43 m e con una circonferenza di 5,8 m;

Il platano orientale (Platanus orientalis L.) di Avella (AV) in Campania alto 22 m e con una circonferenza di 12,1 m;

L’araucaria (Araucaria cookii R. Br.) della Reggia di Caserta, alta 30 m e con una circonferenza di 4 m;

Il castagno (Castanea sativa Miller) di Camugnano (BO), in Emilia Romagna, alto 10 m e con una circonferenza di 8,4 m;

La farnia (Quercus robur L.) di Bertiolo (UD) in Riuli Venezia Giulia, alta 21 m e con una circonferenza di 8 m;

Il bosso (Buxus sempervirens L.) di Vetralla (VT) nel Lazio, alto 8 m e con una circonferenza di 13,4 m;

Il faggio (Fagus sylvatica L.) di Mallare (SV) in Liguria, alto 35 m e con una circonferenza di 7,7 m;

Il cedro del Libano (Cedrus libani A. Richard) di Villa Mirabello (VA) in Lombardia, alto 28 m e con una circonferenza di 11,3 m;

Il tasso (Taxus baccata L.) di Serra Sant’Abbondio (PS) nelle Marche, alto 15 m e con una circonferenza di 4,8 m;

L’acero montano (Acer psudoplatanus L.) di Pizzone (IS) in Molise, alto 18 m e con una circonferenza di 6,6 m;

La sequoia gigante (Sequoiadendron giganteum, Lindl. Bucholtz) di Roccavione (CN) in Piemonte, alta 42 m e con una circonferenza di 9,9 m;

Il leccio (Quercus ilex L.) di Vico del Gargano (FG) in Puglia, alto 17 m e con una circonferenza di 5,1 m;

La vallonea (Quercus aegilops L.) di Tricase (LE) in Puglia, alta 15 m e con una circonferenza di 4 m;

Il leccio (Quercus ilex L.) di Ogosolo (NU) in Sardegna, alto 28 m e con una circonferenza di 7,6 m;

L’olivastro (Olea europaea L., var, Sylvestris Brot.) di Luras (SS) in Sardegna, alto 14 m e con una circonferenza di 11,8 m, considerato anche l’albero più vecchio d’Italia, con i suoi duemila anni e oltre;

Il castagno (Castanea sativa Miller) di Sant’Alfio (CT) o castagno dei cento cavalli, in Sicilia, alto 22 m e con una circonferenza di 22 m;

La sughera (Quercus suber L.) di Niscemi (CL) in Sicilia, alta 17 m e con una circonferenza di 5,7 m;

Il cipresso (Cupressus sempervirens L.) di Vicchio Mugello (FI) in Toscana, alto 15 m e con una circonferenza di 5,7 m;

Il larice (Larix decidua Miller) di Ultimo (BZ) in Trentino Alto Adige, alto 28 m e con una circonferenza di 8,2 m;

L’olivo (Olea europaea L.) di Trevi (PG) in Umbria, alto 6 m e con una circonferenza di 9,1 m;

Il tiglio selvatico (Tilia cordata Miller) di Todi (PG) in Umbria, alto 16 m e con una circonferenza di 5,7 m;

L’ippocastano (Aesculus hippocastanum L.) di Donnas (AO) in Val D’Aosta, alto 25 m e con una circonferenza di 5,6 m;

Il platano (Platanus orientalis L.) di Caprino Veronese (VR) in Veneto, alto 16 m, con una circonferenza di oltre 10 m.

Ciascuno può aprire la scheda della Regione che gli interessa, considerando che il censimento è soggetto ad aggioramenti e modifiche.

Quali sono le caratteristiche che definiscono un albero “monumentale”?

a) l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l’albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosita’ e longevita’, per eta’ o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarita’ botanica e peculiarita’ della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;

b) i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani;

c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.”

Nelle immagini (cliccarci su per ingrandirle un po’): il tronco dell’olivastro millenario di Luras; la chioma del castagno dei “cento cavalli” di Sant’Alfio (www.comunesantalfio.gov.it/).

Giornata mondiale dell’alimentazione 2015

     La Giornata Mondiale dell’Alimentazione o GMA (World Food Day) ha avuto luogo la prima volta il 16 ottobre 1981 e si celebrerà ufficialmente anche domani 16 ottobre. L’evento è segnalato e favorito dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Anche le scuole di ogni ordine e grado sono invitate a favorire attività didattiche di formazione e sensibilizzazione sul tema, nodo centrale anche di EXPO 2015.

     Il tema proposto dagli organismi internazionali per le celebrazioni di quest’anno è “Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertà rurale”. Appropriati programmi di protezione sociale e di contrasto all’abbandono delle zone rurali e all’urbanizzazione incontrollata, in alcuni Paesi hanno incominciato ad avere i loro effetti riducendo la povertà e l’incertezza alimentare. Senza adeguati sostegni, nel nostro caso anche per ridurre l’abbandono delle zone collinari e montane, aumenteranno le condizioni di precarietà di una parte della popolazione e l’instabilità dei territori con fenomeni di dissesto idrogeologico sempre più frequenti.

Per saperne di più: http://www.fao.org/world-food-day/home/it/

Mappa mondiale sull’alimentazione: http://www.fao.org/hunger/en/

La storia della GMA.

A questo link inoltre si possono scaricare le news del ministero dell’istruzione e l’allegato predisposto dalla FAO, che chiarisce efficacemente in forma di domande/risposte il senso del tema scelto per quest’anno.

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Forum Internazionale dello Sviluppo Locale

     Si sta svolgendo a Torino, il terzo Forum Mondiale dello Sviluppo Economico Locale, organizzato da vari Enti: Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Unione delle Città e dei Governi Locali (UCLG), Organizzazione delle Regioni Unite (ORU FOGAR), Servizio Brasiliano per il sostegno alle micro e piccole imprese (SEBRAE), Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO) e Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

Si sta discutendo di nuovi obiettivi dello sviluppo sostenibile e delle sfide socio-economiche e ambientali del prossimi anni.

     Il primo Forum, dal titolo “Progettazione, Economia e Governance locale: nuovi sguardi per i tempi che cambiano”, venne celebrato a Siviglia in Spagna. Il secondo, focalizzato su “Dialogo tra i territori: nuove conoscenze sullo sviluppo economico locale”, si è svolto a Foz do Iguacu in Brasile. Questo terzo Forum è incentrato su “pratiche e strategie relative al ruolo dei territori nei processi mondiali di sviluppo e quindi focalizza il dibattito sul loro potenziale, come risorsa determinante, non solo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo locale ma anche per quelli nazionali e per le sfide globali”.

Il sito web: http://www.ledforumtorino2015.org/it/ .

Le tre aree tematiche in trattazione:

- Competitività regionale e innovazione per uno sviluppo più sostenibile e inclusivo
-
La localizzazione della creazione di posti di lavoro
-
Verso un’urbanizzazione sostenibile. Strategie di Sviluppo Economico Locale per la creazione di vincoli positivi tra lo spazio rurale e lo spazio urbano.

I primi due giorni si sono tenuti nella bella cornice della Reggia di Venaria Reale.

Parchi da gustare

     La Regione Piemonte, da decenni pubblica la rivista “Piemonte Parchi”, una delle più prestigiose del settore, nel panorama europeo. Recentemente ha pubblicato un numero speciale che raccoglie le descrizioni dei prodotti enogastronomici che si possono gustare nelle aree protette piemontesi. Sono segnalati tanti prodotti caratteristici e non delle 39 aree protette del Piemonte. Per ciascun parco è indicata la “carta d’identità” gastronomica, con riferimenti ai singoli prodotti, ai produttori e ai ristoratori.

     Si spazia dai formaggi ai vini, dal cappone agli sciroppi, dalle birre ai dolci, dagli ortaggi e legumi ai salumi, fino alla frutta e ai liquori. Una biodiversità da conservare, tutelare e valorizzare.

Appare evidente l’integrazione nei parchi, negli ultimi decenni, degli agricoltori e allevatori con gli operatori turistici e commerciali.

Il numero speciale “Parchi da gustare”, si può scaricare gratuitamente da questa pagina.

Oggi 13 ottobre, la guida Parchi da gustare è stata presentata, in un programma più ampio di enogastronomia, a Torino, in via Palazzo di Città 1.

     L’evento precede di qualche giorno la giornata mondiale dell’alimentazione che si celebrerà il prossimo 16 ottobre con campagne di sensibilizzazione, incontri con esperti e laboratori sui corretti stili di vita, sull’educazione alimentare e sullo sviluppo sostenibile.

 

“La glace et le ciel” conclude CinemAmbiente

     La diciottesima edizione del Festival CinemAmbiente, uno dei più seguiti a livello internazionale, si concluderà stasera con la proiezione del film “La glace et le ciel”, del regista francese Premio Oscar Luc Jacquet, che ha chiuso anche l’ultimo Festival di Cannes. Luc Jacquet è stato premiato per il celebre film documentario di dieci anni fa “La marcia dei pinguini”. Il documentario attuale sui ghiacciai “ha come protagonista Claude Lorius, il glaciologo francese che alla fine degli anni Cinquanta iniziò a studiare i ghiacci dell’Antartide e fu il primo a capire che dallo studio dei ghiacci si possono scoprire molte cose sullo stato del Pianeta” (comunicato stampa di CinemAmbiente).

     Il film racconta il coraggio del glaciologo Lorius e la sua passione per la natura, i ghiacci, e le sue preoccupazioni per le abitudini umane di sfruttare tutte le risorse del Pianeta senza alcun freno.

     Come al solito l’ingresso a tutte le proiezioni e le manifestazioni del Festival è gratuito e di questo bisogna ringraziare organizzatori, sponsor, il presidente Gaetano Capizzi e le Istituzioni che sostengono il Festival. http://www.cinemambiente.it/

Una breve presentazione del film: https://www.youtube.com/watch?v=maLCce3dF2U

In alto, un’immagine della presentazione.

Film Human: l’umanità e l’ambiente danno spettacolo

      Human di Yann Arthus-Bertrand  è un ritratto del mondo, dei suoi mali e delle sue bellezze, è stato presentato il 12 settembre scorso alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia e contemporaneamente alle Nazioni Unite. Il lavoro ha richiesto due anni di riprese in 60 Paesi, in 72 diverse lingue.

     Per l’autore Arthus-Bertrand Human “è soprattutto un film politico. Al centro ci sono i mali dell’umanità, la povertà, la guerra, l’immigrazione, l’omofobia, chiedono risposte che i politici non sembrano dare. A migliaia di persone ho chiesto di raccontare la loro storia, la loro disperazione, la loro speranza”. Per chi non conosce l’inglese (per tutte le lingue ci sono i sottotitoli in inglese), le interviste potrebbero risultare “noiose”, ma le immagini e le storie che evocano sono coinvolgenti, eccezionali.

     Il quotidiano Avvenire ha definito il film-documentario “il cuore ferito del mondo”, un film che indaga sulle povertà, sulle guerre, sulle violenze, sulle speranze umane e sull’ambiente.

     La giornata di domani del 18° festival CinemAmbiente che si tiene a Torino ha in programma, tra le numerose proiezioni, proprio Human come evento speciale, alle ore 16,30 nella Sala 1 del Cinema Massimo. Gli organizzatori del festival CinemAmbiente hanno definito Human “un ritratto poetico dell’umanità e del pianeta, attraverso storie e volti di uomini e donne, che può trasformarsi in un’esperienza esistenziale unica”.

Ricordo che tutte le proiezioni di CinemAmbiente sono ad ingresso gratuito. Qui puoi vedere il film caricato su youtube: https://www.youtube.com/watch?v=vdb4XGVTHkE (Extend version vol. 1, durata 1h e 23 min).

Il vol. 2: https://www.youtube.com/watch?v=ShttAt5xtto (durata 1h e 26 min).

Il vol. 3: https://www.youtube.com/watch?v=w0653vsLSqE (durata 1h e 33 min).

 

 

 

Nobel per la medicina 2015 alle terapie contro i parassiti

     Quest’anno il premio Nobel per la medicina è stato assegnato a tre studiosi per le loro ricerche e cure contro i parassiti nematodi e contro la malaria. Si tratta diWilliam C. Campbell (irlandese) e di Satoshi Omura (giapponese) per gli studi sui nematodi e le infezioni che causano nell’uomo e di Youyou Tu (cinese) per le sue ricerche sulla malaria e la scoperta, nel lontano 1972, del farmaco antimalarico più diffuso al mondo: l’artemisinina.

     Quasi tutti sanno che la malaria è provocata da protozoi del genere Plasmodiume trasmessa dalle zanzare del genere Anpheles. La malattia è del tutto debellata dalle regioni europee e nordamericane, ma rimane la più diffusa malattia umana causata da parassiti e si stima sia la causa di circa un milione di morti all’anno. Soprattutto nelle zone equatoriali e tropicali, dove è diffusa e non tutti hanno accesso ai farmaci.

     I nematodi invece sono invertebrati, di forma cilindrica, sottili e lisci con estremità affusolate, diffusi negli ambienti acquatici e terrestri. Molte specie sono però parassite di piante e animali, uomo compreso. Hanno un corpo cilindrico, con una muscolatura che avvolge l’apparato digerente in senso longitudinale. Tra le specie parassite dei vertebrati ci sono gli Ascaridi, e proprio per gli studi su questi gruppi è stato assegnato il nobel a Campbell e Omura.

     Secondo una stima degli anni ’80 del secolo scorso, circa un terzo della popolazione umana delle zone più calde del nostro pianeta è infestata da nematodi parassiti. Questo ci fa capire la loro importanza e l’importanza degli studi per curare e prevenire le malattie che provocano. Gli Ascaridi si sviluppano nell’intestino di vari animali domestici, mentre la specie che infesta maggiormente l’uomo attraverso acqua e cibo contaminati, è l’Ascaris lumbricoides. Ma il nematode più pericoloso per l’uomo è stato ed è lAncylostoma duodenale, o verme uncinato. Le sue larve, diffuse negli acquitrini e nelle miniere, penetravano nel corpo determinando la cosiddetta “anemia dei minatori”. Nel 1880 una vera e propria epidemia di questo nematode colpì i minatori che lavoravano alla galleria del San Gottardo e proprio in quell’occasione si scoprì che la causa era lAncylostoma. I fattori che favoriscono la penetrazione dellAncylostoma nel corpo umano sono sostanzialmente il terreno caldo e umido, l’abitudine ad andare sul terreno a piedi nudi nelle zone infestate e la mancanza di fognature.

     Un’altra specie di nematode parassita molto pericoloso è la Trichinella spiralis, che allo stadio adulto può vivere nell’intestino di maiali, cani, gatti e topi. Ingerendo carne di maiale contaminata e non ben cotta, le cisti del parassita arrivano nell’intestino umano dove si schiudono e raggiungono lo stadio adulto.

Per approfondire: http://www.federica.unina.it/medicina-veterinaria/antropozoonosi-parassitarie/nematodi-ascaridi/

http://online.scuola.zanichelli.it/lanciotti-files/C03_Nematelminti.pdf

Video sui nematodi parassiti dei vegetali: https://www.youtube.com/watch?v=Rp_Tlbq-wFE

 

 

Seralmente: l’effetto placebo

     La prima conferenza del ciclo “Seralmente”, ormai al quarto anno, si occupa di neurofisiologia e dell’effetto placebo in ambito sanitario di sostanze, oggetti o soltanto eventi. Questo primo incontro capita nel mezzo della XXV Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologia che si celebra dal 12 al 18 ottobre. Per sottolineare l’importanza e la qualità delle conferenze, segnalo che ha ottenuto i Patrocini di: CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università di Torino, Politecnico di Torino, Comune di Grugliasco, Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Università degli Studi di Bari, Università Vita Salute San Raffaele di Milano, Università di Pavia.

     Considerata la possibile alta affluenza, è gradita la prenotazione su: seralmente@gmail.com . Link informativo e link stradale per giungere all’Auditorium:

http://old.itismajo.it/serale/seralmenteV3/index.html

http://old.itismajo.it/serale/seralmenteV3/dovesiamo.html .

     Per chi lo richiederà per tempo, almeno tre giorni prima, sarà rilasciato un attestato di frequenza, valido anche per l’assegnazione dei crediti nel triennio della scuola superiore.