Archivio

Archivio Agosto 2014

Congresso di aracnologia sotto la Mole

21 Agosto 2014 2 commenti

     Per molti sono solo fastidiosi “insetti”. Altri ne hanno timore fino a farne una fobia. Mi riferisco ai ragni, che non sono insetti ma formano una classe a se stante, quella degli aracnidi. Aracnidi, insetti, crostacei, chilopodi e diplopodi compongono il “tipo” di animali che ha avuto il maggior successo evolutivo: gli artropodi. Sono di gran lunga gli animali più diffusi sul pianeta, soprattutto gli insetti. Tutti gli artropodi (letteralmente “piedi articolati”) presentano alcune caratteristiche generali: a. zampe e altre appendici del corpo costituite da pezzi articolati; b. un esoscheletro di chitina; c. un corpo segmentato, suddiviso in metameri; d. un sistema nervoso ventrale e un cuore dorsale.

     Tra qualche giorno a Torino ci sarà il 28esimo Congresso Europeo di Aracnologia, ospitato dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università, con la collaborazione del Museo Regionale di Scienze Naturali. 

     Contrariamente a quello che pensa il cittadino comune, i ragni sono estremamente utili all’uomo, sia per la loro capacità di contrasto degli insetti nocivi, sia per lo studio delle proprietà delle ragnatele e del veleno che alcune specie producono.

     Anche un osservatore poco attento può verificare che i ragni non sono insetti: hanno otto zampe invece di sei; sono privi di antenne; hanno occhi semplici e non composti; testa e torace non sono distinti ma uniti e formano il cefalotorace; possiedono due paia di appendici cefaliche, i cheliceri e i pedipalpi. All’estremità dell’addome, molte specie sono provviste di filiere, ciascuna costituita da un centinaio di canali microscopici dai quali fuoriesce un liquido, prodotto da speciali ghiandole, che all’aria si solidifica formando sottilissimi e resistenti fili di seta.

     Alla classe degli aracnidi appartengono anche gli scorpioni, gli opilionidi e gli acari. Alcune specie di scorpioni producono un veleno che può essere pericoloso anche per l’uomo. Gli opilionidi hanno un aspetto più globoso rispetto ai ragni e sono privi di ghiandole sericigene e del veleno. Si riconoscono per le loro zampe esili e lunghissime. Gli acari, infine, sono quasi tutti parassiti di animali e piante, perciò sono gli aracnidi più dannosi per l’uomo. Fra gli acari più noti, cito i cosiddetti “pidocchi” delle piante da fiore o da frutto, l’acaro responsabile della scabbia (Sarcoptes scabiei) e le zecche (Ixodes ricinus) che parassitano molte specie di mammiferi e di uccelli. Non sono rari i fatti di cronaca relativi ad infezioni di scabbia o provocate dalle zecche.

     Per saperne di più sul Congresso di Torino e sui numerosi esperti internazionali che vi partecipano: http://www.eca2014.it/

Un documentario della RAI (Geo) sui ragni. (23 min)

 

Ebola fra drammi, paure, polemiche e speranze

     Alcuni mesi fa ho già scritto del ritorno del virus Ebola e della sua pericolosità. Da allora la situazione è decisamente peggiorata: i contagiati sono alcune migliaia e i morti oltre mille, in diversi Paesi dell’Africa equatoriale occidentale. Il contagio si è allargato e “lambisce” anche Paesi non africani, considerata la facilità degli spostamenti e il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Ma in Occidente non ci sono ancora casi di contagio e, se sono doverosi i controlli sanitari alle frontiere, soprattutto sui voli aerei provenienti dai Paesi in cui si è diffuso il virus, l’allarme provocato dai media sembra eccessivo.

     L’agente infettivo però, una forma di vita limite e come tutti i virus in grado di riprodursi solo all’interno di cellule che lo ospitano, è difficile da combattere se non preso precocemente. La difesa più efficace è la prevenzione ma le norme di protezione talvolta non bastano e la malattia ha colpito anche il personale medico e paramedico che si occupa della cura dei malati.

     Una società statunitense ha prodotto un siero sperimentale (ZMapp) che sembrava molto promettente, utilizzato prima su due medici americani e poi su un sacerdote spagnolo contagiati. A distanza di alcuni giorni le promesse sono state ridimensionate: il sacerdote è deceduto e persiste lo stato di contagio negli altri due.

      Le difficoltà internazionali nel fronteggiare l’emergenza Ebola che rischia di estendersi ad altri continenti hanno indotto l’Organizzazione Mondiale della Sanità a definire “etico” l’uso di farmaci sperimentali come lo Zmapp. In pratica di tratta di un “via libera” per maggiori produzioni del farmaco e l’uso anche di eventuali altri prodotti sperimentali su altri pazienti. L’utilizzo del farmaco non ancora sperimentato e dall’efficacia incerta, solo su alcuni pazienti non africani, aveva suscitato molte polemiche. Questa decisione dell’OMS e la disponibilità di società che producono sieri sperimentali ha ridotto le polemiche e spinge tutti a concentrarsi nella ricerca di soluzioni efficaci per uno dei problemi sanitari più preoccupanti degli ultimi anni, almeno per l’opinione pubblica.

Per saperne di più, consiglio l’articolo di Marco Ferrari su Focus: http://www.focus.it/scienza/salute/otto-cose-da-sapere-su-ebola

Credit immagine: www.rainews.it

Categorie:Argomenti vari Tag: , ,