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Archivio Giugno 2014

Langhe-Roero e Monferrato sono patrimonio UNESCO

     Un’area estesa su alcune decine di comuni di queste zone, “I Paesaggi vitivinicoli di Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” ieri a Doha nel Qatar ha ricevuto un importante riconoscimento: è entrata nel patrimonio ambientale e artistico dell’umanità, la  World Heritage List dell’Unesco.  È il cinquantesimo sito italiano che entra in questa speciale lista, nessun altro Paese ha ricevuto tanti riconoscimenti. Questa volta è stata premiata e riconosciuta la particolarità paesaggistica, agricola e culturale di un territorio a vocazione prevalentemente vitivinicola. Viene riconosciuta una tradizione agricola secolare che ha modellato il paesaggio abbellendolo, senza deturparlo, dove il rapporto uomo-natura ha determinato negli ultimi decenni produzioni agricole “armoniose” e redditizie al posto di un’agricoltura di sopravvivenza. Nella motivazione data, si legge che queste zone sono considerate “una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino”.

     Il progetto che portò alla candidatura di queste zone partì nel 2003 e, anno dopo anno, divenne sempre più consistente. Finalmente è arrivato il riconoscimento, non solo al paesaggio vitivinicolo, ma anche ad edifici storici: castelli, borghi caratteristici e chiese. Un segnale di forte apprezzamento per l’intera comunità che ha abitato, lavorato e/o che tuttora abita e lavora nelle Langhe-Roero e nel Monferrato.

Video sulla candidatura dei “Paesaggi” (9 min)

Monteu-Roero

Langa, Roero e Monferrato

 

Ma dove vanno i … laureati?

     In un rapporto del 2013, non solo l’Italia risulta ultima in Europa per numero di laureati in relazione alla popolazione (vedi post), ma una buona parte dei nostri laureati, spesso i migliori, lasciano il “Belpaese”.

     Così il capitale umano che è stato formato a spese di tutti gli italiani finisce nei Paesi anche nostri concorrenti per la crescita economica, industriale e post industriale. A partire direttamente per l’estero sono circa cinquemila laureati all’anno: soprattutto ingegneri, economisti, laureati in percorsi scientifico-tecnologici e ormai anche medici. Hanno già buone o ottime competenze almeno in una delle lingue comunitarie, in particolare l’inglese.    Una parte di loro frequenta dottorati, meglio retribuiti rispetto ai pochi offerti in Italia e il cui accesso, come al solito, non sempre ha premiato il merito. Coloro che migrano in altri Paesi invece sono tutti da “110 e lode” e non faranno i pizzaioli o i baristi o gli operai. Diventeranno esperti di settori strategici per le aziende e le amministrazioni,  tutti con obiettivi chiari, ambizione, intraprendenza, una capacità notevole di adattamento alle situazioni nuove, una marcia in più rispetto a tanti altri loro coetanei. Qualità di cui c’è un grande bisogno in Italia per superare questi anni difficili, ma che il nostro Paese non sa utilizzare, privo com’è di progetti strategici e di investimenti per il futuro prossimo e lontano.

     Un esempio di pochi mesi fa. Un venticinquenne con laurea specialistica in ingegneria col massimo dei voti e lode, mi diceva che in Italia aveva avuto offerte di contratto per sei mesi con uno stipendio di 700-800 euro mensili, senza garanzie per i mesi successivi. Da altri Paesi ha ricevuto risposte per contratti triennali con stipendi anche tripli fin dal primo mese. Naturalmente è partito. Non solo per una questione di denaro, ma per le rassicurazioni sulla durata del contratto e sulle prospettive di carriera, per la qualità del lavoro che gli era stato offerto, per la possibilità di lavorare con team di ricercatori provenienti da varie parti del mondo. Chi può dargli torto?

     D’altra parte le nuove tecnologie della comunicazione permettono di ridurre tempi e distanze, consentendo una comunicazione giornaliera con amici e familiari e rendendo meno difficile il distacco dalle persone e dagli affetti.

     Se poi questi giovani decidono di avere figli, ci sono Paesi come la Francia, la Danimarca, che li sostengono economicamente e li aiutano nel lavoro. In Italia invece ci sono solo penalizzazioni e il destino è segnato: sarà un Paese dove l’età media dei cittadini si alzerà sempre più. Un Belpaese di vecchi insomma, dove nascono sempre meno bambini e quelli che diventano adulti e si laureano bene, a parole vengono adulati ma nei fatti vengono “invitati” ad andarsene. Dove? Il grafico mostra in percentuale le mete scelte dai laureati italiani (dati 2013: OECD Education at Glance e Almalurea): cliccare sull’immagine per ingrandirla.

Il problema è aggravato dal fatto che l’Italia non è neanche in grado di attrarre i laureati da altri Stati.

 

 

Due ebook gratuiti della NASA

     Ho già scritto sui due telescopi spaziali: HST, il celebre Hubble, e sul suo successore JWST, il James Webb Space Telescope.

     L’ente spaziale americano, circa una anno fa, ha messo a disposizione per la fruizione gratuita in rete due volumi, uno per ciascun telescopio, in formato pdf (non interattivi) e in formato interattivo per iPad. Entrambi solo in inglese, purtroppo.

     Il volume relativo ad Hubble è ricco di immagini, una piccola parte di quelle che il telescopio ci ha inviato dal 1990 ad oggi. L’altro, riguardante JWST, è una guida scientifica che ne spiega le caratteristiche e le potenzialità.

Per scaricare i due e-book:

Hubble Space Telescope: Discoveries su iTunes (85 pagine) e in pdf (178 MB)

James Webb Space Telescope: Science Guide su iTunes (74 pagine) e in pdf (101 MB)

 

Giornata dell’ambiente 2014

     Come ogni anno dal 1972, oggi si festeggia la 42esima giornata mondiale dell’ambiente (World Environment Day), proclamata dall’ONU e caratterizzata da innumerevoli iniziative in ogni Paese. Lo slogan del 2014 è “Alziamo le nostre voci, non il livello del mare”. In questo modo L’ONU vuole richiamare l’attenzione, ancora una volta, sul problema dei cambiamenti climatici e sulle nefaste conseguenze per vaste aree del pianeta. Una giornata rivolta a sollecitare in tutti noi comportamenti responsabili durante ogni giorno dell’anno.

     Anche se il cambiamento climatico è un fenomeno globale, che investe l’intero pianeta, gli effetti  locali sono differenti. Molte isole del Pacifico e la loro popolazione lottano per l’esistenza. In Europa il riscaldamento planetario ha prodotto i suoi effetti soprattutto nelle aree mediterranee, con un aumento dei fenomeni “estremi” e delle ondate di calore e una diminuzione delle precipitazioni medie annue.

     Anche alcuni quotidiani hanno dato risalto a questa giornata: La Stampa, ad esempio, oggi è uscita con un supplemento di sedici pagine dal titolo “Terra”, dedicato ai temi del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile.

Per conoscere alcuni gli eventi programmati e approfondire:

http://www.earthdayitalia.org/Eventi/Giornata-Mondiale-dell-Ambiente

 

Ambrosia e allergie

     Siamo in piena primavera e le allergie fanno sentire i loro fastidiosi effetti. L’Ambrosia (Ambrosia Artemisiifolia L.) contribuisce non poco al disagio, è una pianta erbacea della famiglia delle Composite. È stata importata dall’America settentrionale ed è attecchita nella zona lombarda del Ticino, da lì si sta diffondendo in tutta la Pianura Padana provocando danni ambientali e alla salute umana. Fiorisce dalla fine di luglio fino a tutto settembre causando fastidiose allergie nelle persone predisposte, fino a pericolosi fenomeni asmatici. La sua pericolosità è dovuta al fatto che si aggiunge alle altre piante (prevalentemente graminacee e urticacee) responsabili di fenomeni allergici, prolungando i fastidiosi sintomi (riniti e disturbi respiratori) fino all’inizio dell’autunno. L’Ambrosia ha una elevata capacità di produrre semi, fino ad alcune decine di migliaia per singola pianta, che si diffondono facilmente sul territorio sviluppandosi poi come pianta selvatica infestante.

Nell’aspetto può essere confusa con l’Artemisia. Per distinguerle si può osservare la pagina inferiore delle foglie che nell’Artemisia è biancastra, tendente al vellutato; nell’Ambrosia è verde. Anche l’odore può aiutare: l’Ambrosia è inodore, l’Artemisia se sfregata emana un odore intenso.

La pianta non sopravvive all’inverno ma i suoi semi sì, perciò chi è in grado di riconoscerla, può procedere al suo sfalcio o estirpamento, prima che produca i semi, per cercare di arginarne la diffusione. In tutt’Europa è ormai diventata una pericolosa fonte allergenica.

     Ma cos’è un’allergia? Sono reazioni eccessive dell’organismo di alcune persone a determinate sostanze presenti nell’ambiente, dette antigeni. In particolare gli antigeni che determinano allergie sono detti allergeni. Le reazioni dell’organismo ai pollini e alle loro proteine, agli acari della povere o a certi cibi, sono risposte immunitarie che possono interessare varie parti del corpo: soprattutto le prime vie aeree, la pelle e gli occhi. L’inizio di un’allergia è costituito dalla fase di “sensibilizzazione” che si ha quando una persona particolarmente sensibile (non se ne conoscono ancora le cause con certezza) ad una sostanza viene a contatto con essa e viene localizzata dai linfociti B nella circolazione sanguigna. Il primo risultato è la produzione di una grande quantità di anticorpi contro l’allergene. Il passaggio successivo è il legame che si forma tra alcuni di questi anticorpi e le cellule specializzate (mastociti) per la produzione di istamina e altre molecole capaci di innescare la risposta infiammatoria. Nelle successive esposizioni all’allergene il rilascio dell’istamina è veloce  lo sono altrettanto i sintomi allergici (lacrimazione, arrossamenti, prurito nasale, starnuti, prurito della pelle, …), generalmente più o meno fastidiosi ma non pericolosi.

Purtroppo in caso di sensibilità estrema a determinate sostanze (veleno di api, vespe, farmaci, …), in alcune persone possono manifestarsi reazioni molto pericolose (shock anafilattico): rapido abbassamento della pressione sanguigna a causa della vasodilatazione, gonfiore della trachea, costrizione bronchiale.

Per saperne di più sull’Ambrosia e vedere alcune foto, propongo un link ad una scheda tecnica del Comune di Bergamo.

Le immagini del polline al microscopio: betulla (in alto) e ambrosia (in basso);

crediti: http://www.asmaeallergia.it/atlante_polline.php