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Archivio Aprile 2013

Francois Jacob, padre del modello dell’operone

     Francois Jacob (1920-2013) è morto qualche giorno fa. Aveva ricevuto il premio Nobel per la medicina nel 1965, insieme ad André Lwoff e Jacques Monod, per le scoperte sul controllo genetico della formazione di enzimi e virus. I tre studiosi sono stati alcuni dei padri fondatori della biologia molecolare. Jacob aveva una formazione biologica e aveva lavorato per anni al prestigioso Istituto Pasteur di Parigi. Qui ebbe la possibilità di conoscere altri valenti ricercatori e iniziò una collaborazione con Jacques Monod (1910-1976) con una formazione naturalistica (Scienze Naturali alla Sorbonna),  un’esperienza internazionale al Caltech (California Institute of Technology di Pasadena), una fucina di premi Nobel per la scienza (ben 31, tra cui Renato Dulbecco e Linus Pauling) e centro della ricerca genetica mondiale. Le loro ricerche diedero nuovo impulso al settore della regolazione genica definendo il modello di operone lac. Cos’è un operone? Un insieme di geni coordinati in grado di autoregolare la loro espressione (in pratica possono “accendersi” e “spegnersi” a seconda delle situazioni) nella sintesi delle proteine e nella riproduzione dei procarioti. Questo modello ha permesso di spiegare molti aspetti del ciclo vitale di batteri e virus. Insieme ai suoi colleghi intuì e scoprì l’esistenza del RNA messaggero che svolge il ruolo di stabile intermediario tra le informazioni codificate geneticamente nel DNA e la sintesi delle corrispondenti proteine. Concetto oggi largamente accettato e riportato in tutti i testi di biologia.

     Mentre sono comuni in quasi tutti i procarioti, raramente però gli operoni sono stati individuati negli eucarioti.

     In un passaggio di un suo famoso libro (La statua interiore, pubblicato in Italia nel 1888) Jacob esprime la sua idea di Scienza: “La scienza è prima di tutto un mondo di idee in movimento [..] ma anche di visioni, di sogni, di accostamenti imprevisti, di semplificazioni spesso puerili, di sondaggi fatti a caso, in tutte le direzioni, senza sapere dove si va a parare. Eppure, via via che si procede, come non cercare di riconoscere quale sia stata la parte del caso e quale quella dell’ ispirazione?”

Nelle immagini: uno degli edifici dell’Istituto Pasteur di Parigi e schema di operone lac individuato nell’Escherichia coli.

Video su Operone lac, di Virtual Cell : http://www.youtube.com/watch?v=oBwtxdI1zvk

Per chi vuole approfondire: http://www.bgtg.it/lezioni/GeneticaGenerale/GeneticaMolecolare/GM-08_txt.PDF

 

Giornata mondiale della Terra 2013 e “azioni green”

     Quest’anno sarà la 43a edizione perché la manifestazione nacque nel 1970. Si celebrerà domani 22 aprile ma gli eventi organizzati dalle associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF, …) sono previsti soprattutto per oggi, giorno festivo. Negli ultimi anni purtroppo, la crisi economica, sociale, la mancanza (o la perdita) di lavoro hanno fatto passare in terzo o quarto piano i problemi ambientali, anche se spesso sono strettamente correlati al nostro stato di salute. Per quest’anno gli organizzatori italiani propongono un pacchetto di 15 azioni green da compiere quotidianamente. L’iniziativa vuole promuovere informazione e sensibilità collettive che si traducano in azioni e fatti concreti.

Quali sono queste 15 “azioni green”?

ALIMENTAZIONE:
1)      Mangiare più  frutta e verdura poiché il ciclo di produzione di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire, per il suo sfruttamento intensivo, la deforestazione.
2)       Riciclare l’olio delle fritture o comunque  usato in cucina portandolo alle isole ecologiche:  da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo. Inoltre 1 solo kg di olio usato disperso nell’ambiente inquina 1.000 metri cubi d’acqua.

RIFIUTI e RICICLO:
3)  Abituarsi a riciclare sempre il vetro: la raccolta differenziata del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.
4)   Utilizzare solo batterie ricaricabili: puoi usarle centinaia di volte in più rispetto a quelle usa e getta
5)   Riciclare la plastica.  Ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno: se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone
6)   Se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici
7)   Gli pneumatici, una volta terminato il loro ciclo, possono essere immessi nuovamente in ciclo per gli utilizzi più svariati: è importante, poiché in Italia ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l’equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all’orlo.

ACQUA:
8)   Verificare sempre che i rubinetti del bagno siano chiusi e non gocciolino: una goccia al secondo può significare centinaia di litri in un anno.
9)   Chiudere il rubinetto mentre ci insaponiamo sotto la doccia o mentre laviamo i denti, perché lasciarlo aperto per soli 4 minuti significa SPRECARE 50 LITRI D’ACQUA.

ENERGIA:
10)   Installare un  monitor dei consumi energetici e si capirà finalmente perché bisogna spegnere tutti gli standby di televisori, dvd, decoder, disinserire dalle prese carica batterie vari. Un computer con schermo LCD acceso richiede una potenza di 135 W(watt) come massimo e di circa 100 W in normale funzionamento.
11)  Se 100 persone, durante la loro pausa pranzo, spegnessero il computer si risparmierebbero 15 kWh equivalenti a circa 8 kg di CO2 in atmosfera.
12)   Si può risparmiare energia anche nelle piccole pause di lavoro, impostando lo spegnimento dello schermo per inattività dopo 2-5 minuti.
13)   Abituarsi a non esagerare con l’uso del condizionatore quando fa caldo: lasciarlo acceso di notte provoca un consumo inutile di circa 6kWh, che è la stessa energia necessaria per guardare la televisione di casa per circa 60 ore.

CARTA
14)   Riciclare la carta sempre perché per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di energia elettrica, mentre per produrre una tonnellata di carta riciclata  “bastano” 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh di energia elettrica

MOBILITÀ
15)   Per gli spostamenti scegliere la bicicletta o i mezzi pubblici, perché 10 km percorsi in autobus invece che in automobile (sia privata che taxi), evitano l’emissione in atmosfera di più di 1,5kg di CO2.

Per saperne di più: http://www.earthdayitalia.org

Il 22 sera, ad Assago (MI), teatro della Luna ci sarà l’atteso “Concerto per la Terra” di Fiorella Mannoia e Khaled.   

 

Vedi anche le azioni promosse nell’edizione di due anni fa.

Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa Earth Day Italia,
Valeria Cecilia, Roberto Testarmata, Fabio Ciarla.

 

Iran: terremoti e petrolio

     L’altro ieri l’Iran e il Pakistan sono stati scossi da un forte terremoto con epicentro nel sudest dell’Iran. Il sisma ha avuto magnitudo 7,8 della scala Richter e ieri una delle repliche ha raggiunto i 5,7 gradi. A due giorni di distanza il bilancio delle vittime è ancora incerto perché le notizie fornite dalle autorità sono poche. La regione è montuosa e scarsamente abitata e i danni umani dovrebbero essere limitati, ma le costruzioni sono in prevalenza di mattoni e argilla, realizzate senza criteri antisismici.

     La magnitudo indica che il sisma è stato il più forte almeno degli ultimi 50 anni. Gli iraniani ormai sanno di dover convivere con una notevole fonte di ricchezza qual è il petrolio e con l’elevata instabilità tettonica del loro territorio. Il numero di terremoti degli ultimi 50 anni e la loro magnitudo ci fa capire che questo Paese è ai primissimi posti nel mondo per sismicità. Infatti oltre a quello di questi giorni, partendo dal 1960 ci sono stati terremoti forti nel:

-        1962, magnitudo 7,2, ha provocato circa 12.000 morti;

-        1968, magnitudo 7,2, con 11.600 morti circa;

-        1972, magnitudo imprecisata, con 5.000 morti circa;

-        1978, magnitudo 7,7, ha provocato 25.000 morti circa;

-        1990, magnitudo imprecisata, circa 40.000 morti;

-        1997, due diversi sismi, magnitudo 7,1, circa 2.600 morti;

-        2003, magnitudo 6,6, circa 31.000 morti;

-        2006, magnitudo imprecisata, circa 26.000 morti.

     Perché l’area è tanto sismica? In quella zona del pianeta, al confine con il Pakistan, convergono quattro grandi placche tettoniche: Euroasiatica, Africana, Arabica e Indiana. I loro movimenti agiscono in diverse direzioni e soprattutto le prime due sprigionano forze enormi. Per questo le faglie sismiche sono numerose e importanti. A tutto questo si aggiunge anche la preoccupazione del rischio nucleare perché l’Iran è sotto osservazione e sanzioni delle Nazioni Unite per le sue centrali nucleari, potenzialmente utilizzabili anche per scopi bellici. Ma sia l’AIEA, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, sia l’agenzia atomica russa che ha contribuito alla costruzione degli impianti, anche in quest’ultimo sisma hanno escluso che ci siano stati danni.

Video: http://www.youtube.com/watch?v=Crl81NYkNS4&feature=player_embedded

 

ALP chiude

     Dopo 288 numeri, 28 anni di attività e pubblicazioni, chiude anche la rivista mensile ALP, fondata nel 1985. Una rivista naturalistica, scientifica, per escursionisti. La casa editrice Vivalda che non ha mai ricevuto contributi pubblici, mentre alcuni “giornalini” legati a gruppi politici ne hanno ricevuti a iosa anche recentemente (vedi la “faccenda Lavitola”), non riesce a mantenere la pubblicazione.

     È l’ennesima chiusura di una rivista a carattere scientifico-ambientale. Nei periodi di crisi, l’informazione e la formazione sono le prime ad essere tagliate. Del resto molte famiglie hanno anche problemi con le necessità primarie come l’alimentazione e la casa. Eppure c’è qualcosa di strano: sul sito http://www.alpmagazine.it/ compare ancora il link per abbonarsi e per gli acquisti.

     Probabilmente a rendere difficile la sopravvivenza delle riviste scientifiche e a ridurre la vendita dei libri contribuisce anche la facilità di reperire informazioni, immagini e notizie in rete. Ma la bellezza di una buona rivista, i servizi giornalistici con ottime foto, la completezza e i controlli a cui vengono sottoposti i libri prima della pubblicazione, sono una garanzia che la rete ancora non può offrire. In Internet piuttosto bisogna fare molta attenzione ad accertarsi dell’attendibilità delle fonti, sia per i materiali di studio sia per eventuali acquisti.

     Confesso che non è tra le riviste che acquisto o consulto con regolarità, lascia molto spazio alle arrampicate, alle escursioni e alla neve, cose in cui non sono bravo e a cui non ho mai dedicato molto tempo. Però dispiace che le montagne oltre ad aver ricevuto un’emorragia di abitanti, l’abbandono dei sentieri, delle borgate, dei terrazzamenti realizzati con i muretti a secco, vengano anche ignorate sul piano dell’informazione.

     Ma come si sono formate le Alpi? Si tratta di un processo, durato milioni di anni, che non si può descrivere in poche righe. In generale però, le catene montuose e le pieghe di strati rocciosi che le accompagnano sono causate da un insieme di fenomeni che nel loro complesso prendono il nome di orogenesi. Questi fenomeni orogenetici nel corso della storia della Terra si sono verificati in più cicli. Quella che ha portato alla formazione delle Alpi si chiama orogenesi alpino-himalayana ed è avvenuta nel miocene e nell’oligocene. Ere e periodi in cui è suddivisa l’età della Terra e i fenomeni orogenetici saranno approfonditi in seguito.

     In un prossimo post scriverò anche di un’importante iniziativa positiva, rivolta a potenziare ed arricchire alcune attività industriali ed economiche delle aree alpine europee.

http://it.wikipedia.org/wiki/Alp_(rivista

 

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XIV Settimana Nazionale dell’Astronomia

     Si tratta di un’iniziativa organizzata dalla Società Astronomica Italiana (SAIt) in collaborazione con il MIUR e con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). La settimana interessata è la prossima, compresa tra il 15 e il 22 aprile 2013. Il tema scelto per quest’anno è Da Seneca a Newton: le Comete dall’antichità ai giorni nostri.

Quest’edizione, come le precedenti, vuole diffondere la conoscenza del cielo e della ricerca astronomica tra gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Devo dire che gli argomenti di astronomia, trattati nel corso di scienze della Terra, sono quelli che appassionano di più gli allievi.

Scuole ed associazioni sono state invitate a trattare uno dei seguenti aspetti, adattandoli al livello scolastico degli studenti:

1. Il ruolo delle Comete nell’affermazione della teoria della gravitazione universale.

2. Il ruolo della strumentazione nella conoscenza delle Comete.

3. La Scienza, l’Astronomia ed il ruolo dell’immaginazione.

Il bando e il programma delle iniziative si può consultare qui.

I programmi dettagliati degli eventi previsti nelle varie sedi, scuole, associazioni saranno disponibili nei siti web degli enti organizzatori a mano a mano che verranno inviati.

     SAIt (www.sait.it  ) La Società degli Spettroscopisti Italiani nacque il 5 ottobre 1871. Era una società di professionisti specializzati in astronomia fisica. I risultati delle prime osservazioni spettroscopiche furono pubblicati a Palermo in un volume nel 1872. Dopo diversi lavori, la società venne sciolta nel 1919 e fu trasformata nella Società Astronomica Italiana. Informazioni dettagliate sulla storia della società si possono ricavare dal sito web.

     INAF ( www.inaf.it  ) L’Istituto Nazionale di Astrofisica occupa circa 1400 studiosi e ricercatori distribuiti su molte sedi: Roma, Torino, Milano, Padova, Trieste, Bologna , Firenze, Teramo, Napoli, Cagliari, Palermo e Catania. Eppure circa tre anni fa ha rischiato seriamente la chiusura.

Ritornando alle comete, il mese scorso ho già scritto di ISON in questa pagina. Aggiungo che la spettacolarità delle comete è dovuta sia al calore solare, sia al vento solare. Il primo, determina l’evaporazione di una parte della superficie della cometa che si avvicina. Il vento solare invece, liberando una parte del gas contenuto nella chioma, origina la coda di ioni. Le particelle solide che si staccano dal nucleo formano la coda di polvere. Entrambi i tipi di coda sono orientati in direzione opposta al Sole.

Nell’immagine delle tre comete, dall’alto: Comet Halley, February 1986; Comet Kohoutek, June 1973; Comet West, computer enhanced.

 

L’Etna, le Eolie e il Marsili

12 Aprile 2013 2 commenti

     Non passa anno senza che l’Etna, il più grande vulcano d’Europa, col suo spettacolo ci mostri quanto sia attivo e “vivo” il nostro pianeta, caratterizzato da  enormi forze endogene. L’Etna fà parte della “Provincia magmatica siciliana”, con magmi di tipo basaltico e oceanico, come quelli che hanno portato alla formazione delle isole di Pantelleria, Ustica e Linosa. L’attività magmatica di questa “Provincia” è iniziata circa 7 milioni di anni fa. Invece lo Stromboli, Lipari, Vulcano e le altre isole (Salina, Alicudi, Filicudi e Panarea, vulcani quiescenti) dell’arcipelago a nord della Sicilia, fanno parte di un’altra Provincia magmatica: quella delle Eolie, la cui attività è più recente perché risale solo ad un milione di anni fa.
     A nord della Provincia magmatica delle Eolie, in pieno Mar Tirreno, si estende un’altra zona magmatica: quella che comprende il vulcano sottomarino Marsili (da Luigi Ferdinando Marsili, 1658-1730), e i suoi “cugini” Vavilov e Magnaghi, verso ovest. Dal fondale, a circa 3.000 metri, questi vulcani si innalzano fino ad alcune centinaia di metri dalla superficie. In particolare il Marsili ha le stesse dimensioni dell’Etna, con un diametro alla base di circa 45 km, ed è il più grande vulcano sottomarino d’Europa. Il Marsili è un vulcano attivo risalente a 2 milioni di anni fa e dista circa 150 km dal Golfo di Napoli. Ultimamente, uno studio del CNR e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha raccolto nuovi dati e ipotizzato che il Marsili faccia parte della stessa Provincia magmatica dello Stromboli. Lo studio pubblicato sulla rivista “Earth Science Reviews” fà risalire la nascita del Marsili a circa un milione di anni fa, mentre si è sempre ritenuto che fosse più antico e facesse parte della crosta sottomarina, come conseguenza della “nascita” del Mar Tirreno. I nuovi dati sulle caratteristiche morfologiche del Marsili e sul suo magma sono stati raccolti in due recenti campagne oceanografiche: nel 2007 e nel 2010 utilizzando sonar di ultima generazione. La cima del Marsili si trova a circa 540 metri di profondità, quindi non ostacola in alcun modo la navigazione. Sono stati anche individuati nuovi sistemi di fratture che avrebbero consentito la risalita di magma basaltico.

Attualmente il Magnaghi e il Vavilov sono considerati inattivi. Nel Tirreno meridionale ci sono altri apparati vulcanici, cito il Palinuro, il Glabro, l’Alcione, i Lametini, Eolo, Enarete e Sisifo. Il Mar Tirreno risale a circa 10 milioni di anni fa ed è il più giovane e instabile dei mari del Mediterraneo.

Nelle foto: un’eruzione dell’Etna degli ultimi mesi e la struttura del Marsili ricostruita dalle navi oceanografiche.

Alcuni video sulle eruzioni etnee delle ultime settimane messi in rete da appassionati locali o studiosi.

http://www.youtube.com/watch?v=8Dyct375fGA

http://www.youtube.com/watch?v=VYbgR_C1HLs

http://www.youtube.com/watch?v=knENgSa4rfY

http://www.youtube.com/watch?v=uVOcxNpfCE0

Video (catastrofico) sulla possibile pericolosità del Marsili: http://www.youtube.com/watch?v=CtjZhmL8Ucg