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Archivio Marzo 2012

“Fà la cosa giusta”, oggi a Milano

      Non solo oggi e non solo a Milano, sempre e dappertutto si dovrebbe fare ciò che è giusto. Giusto per tutti e per il Pianeta. “Fà la cosa giusta” è una fiera ambientalista, del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che continuerà fino al primo aprile. Il titolo è preso dal film scritto e diretto da Spike Lee nel 1989. Di cosa si occupa la fiera? Di prodotti alimentari biologici, di ortaggi magari coltivati negli orti urbani o nei campi in prossimità delle città. Addirittura di piccole coltivazioni sui balconi, ma in questo caso si tratta più che altro di coltivazioni e azioni simboliche. La nuova filosofia o, secondo alcuni “moda”, è pesare sempre meno sull’ambiente con le nostre azioni quotidiane. È un pensiero facile da accettare per molti, in un periodo di recessione come quello attuale. Tanti altri, impenitenti, continueranno a sprecare e a non rinunciare ad alcuna comodità: un potente fuoristrada per prendere il figlio a scuola a qualche centinaio di metri da casa, è un esempio di spreco che mi capita di vedere spesso. La fiera si occupa anche del modo di vestirsi e truccarsi, utilizzando prodotti naturali, che non hanno avuto necessità di essere testati sugli animali. Largo spazio alle abitazioni ecocompatibili, caratterizzate dal risparmio di energia e acqua. Una novità di quest’anno riguarda il turismo sostenibile, a basso impatto e a costi modesti, con minori comodità ma più naturale. Non mancano recensioni e proposte di libri sui temi della fiera oppure esempi di scrittura creativa. C’è sempre più attenzione per tutto ciò che è green e/o biologico. Anche l’ultimo intervento del ministro Passera che in una Commissione della Camera dei Deputati ha ribadito lo stato di recessione per l’Italia, per tutto il 2012 se va bene, dovrebbe spingere molti cittadini verso comportamenti più virtuosi. Chi è stato colpito pesantemente dalla crisi invece ha già la cinghia ben stretta, per necessità. Non ha possibilità di scelta.

Per saperne di più: http://falacosagiusta.terre.it/

Giornata mondiale del rene

       È stata celebrata l’8 marzo scorso ma non se n’è parlato molto. Del resto si tratta di un giorno dove prevalgono di gran lunga le celebrazioni della giornata internazionale della donna. Ma anche i reni sono importanti. L’evento in Italia è stato promosso dalla Società Italiana di Nefrologia e la celebrazione ha voluto fornire conoscenze e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie renali. L’organo può essere danneggiato seriamente da ipertensione e diabete che possono portare alla dialisi, se entrambi i reni smettono di funzionare. Studenti e studentesse degli ultimi anni di scuola secondaria dovrebbero sapere abbastanza bene cosa sono e come funzionano i nefroni. A grandi linee, si può scrivere che sono le unità strutturali e funzionali dei reni, due organi posti nella parte posteriore della cavità addominale, grandi quanto un pugno. I reni hanno il compito di selezionare ed eliminare le sostanze di rifiuto dal sangue, riassorbendo l’acqua necessaria al nostro organismo. Ciascuno di essi è composto da una fitta rete di capillari sanguigni e da circa 80 km di tubuli. Nella struttura del rene si distinguono due regioni: la corticale e la midollare. Ogni rene contiene circa un milione di nefroni, nella cui parte iniziale si trova la capsula di Bowman, una struttura a forma di coppa che racchiude il glomerulo, un fitto ammasso sferico di capillari, l’unità filtrante. Segue un lungo (rispetto al diametro) e contorto tubulo suddiviso in tre parti: tubulo prossimale, ansa di Henle e tubulo distale, che provvedono prima alla riduzione della quantità di filtrato (se ne formano circa 180 litri nell’arco delle 24 ore) e poi alla formazione dell’urina. Capsula di Bowman e glomerulo si trovano nella zona corticale, una parte del tubulo con l’ansa di Henle invece affondano nella zona midollare per poi ritornare in quella corticale. Mentre nel glomerulo avviene la filtrazione del sangue, lungo il tubulo si ha il riassorbimento, soprattutto di acqua e soluti importanti, seguito e/o accompagnato dalla secrezione di sostanze tossiche, ioni in eccesso e residui di farmaci che portano alla formazione dell’urina. Quest’ultima è convogliata (escrezione) dal dotto collettore nella pelvi renale e, attraverso l’uretere di ciascun rene, viene immagazzinata nella vescica e infine eliminata per mezzo dell’uretra.

   Oggi a Torino, all’ospedale Le Molinette c’è stato un importante trapianto di rene, ben riuscito, tra madre e figlio. La compatibilità è stata tale che non richiederà neanche l’assunzione di farmaci antirigetto. Il figlio ventinovenne, in passato aveva già ricevuto dalla madre il trapianto di midollo.

Per approfondimenti sulle strutture e sui processi citati, vedi il libro di testo o manuali di anatomia e fisiologia.

Anche i video

http://youtu.be/sNIHkphLeu8

http://youtu.be/ga6KJyick70

o il testo: http://it.wikipedia.org/wiki/Rene

 

FAI di Primavera

     Si tratta di una delle tante iniziative messe in atto dal Fondo Ambiente Italiano. Domani 24 e dopodomani 25 marzo ci sarà la XX giornata del FAI di Primavera 2012.

     Cos’è il FAI? È un ente no profit e apolitico, istituito nel 1975, che protegge e si prende cura dei Beni Culturali e paesaggistici che gli vengono affidati. Svolge un’attività di educazione e sensibilizzazione dei cittadini verso gli innumerevoli beni del nostro Paese (Monumenti religiosi, dimore storiche, castelli, case museo, aree naturali) che spesso rischiano l’abbandono e il degrado. Il punto di riferimento del FAI è l’art. 9 della Costituzione Repubblicana: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. In questa XX giornata FAI di Primavera vengono aperte al pubblico, con visite guidate di circa 15.000 giovani, ben 670 beni molti dei quali chiusi durante il resto dell’anno. L’iniziativa vuole anche sollecitare i cittadini a sostenere l’associazione e le sue iniziative di recupero e protezione dei beni nazionali. 

   Segnalo solo l’elenco dei Beni aperti a Torino e nella Provincia: CASTELLO DI MASINO; CASTELLO DI IVREA; CASTELLO DEI CONTI DI SAN MARTINO DI PARELLA; PIEVE DI SAN LORENZO E BATTISTERO DI S. GIOVANNI BATTISTA a Settimo Vittone; ARSENALE DELLA PACE DEL SERMIG, a Torino; CASERMA CERNAIA a Torino; CASERMA CHIAFFREDO BERGIA a Torino; PALAZZO DELL’ARSENALE a Torino.

Per saperne di più: http://www.giornatafai.it/Home.htm

http://www.fondoambiente.it/index.asp

Per scegliere la Regione e consultare l’elenco dei Beni aperti: http://www.giornatafai.it/Elenco-luoghi-aperti-2012.htm

 

Primavera astronomica

     Domani 21 marzo, come tutti gli anni, ricorre l’inizio della primavera. Il fenomeno delle stagioni è una delle principali conseguenze del moto di rivoluzione della Terra e dell’inclinazione dell’asse terrestre. Durante il moto di rivoluzione intorno al Sole, la Terra mantiene sempre parallelo a se stesso il proprio asse, inclinato rispetto al piano dell’eclittica di circa 66° e 30’. Quest’inclinazione, determina durante il moto continue e periodiche differenze di illuminazione e di riscaldamento della superficie della Terra nei diversi luoghi. Se l’asse di rotazione fosse perpendicolare al piano dell’eclittica, il circolo d’illuminazione passerebbe sempre per i Poli e coinciderebbe con i meridiani, determinando in tutti i punti della Terra 12 ore di luce (dì) e 12 ore di buio (notte). Avremmo quindi poche variazioni: le regioni polari sempre fredde e quelle equatoriali sempre calde. Ma queste condizioni si verificano effettivamente due volte all’anno: i giorni degli equinozi, il 21 marzo e il 23 settembre sono rispettivamente l’equinozio di primavera e quello d’autunno. Nella giornata di domani perciò la durata del dì e quella della notte saranno uguali, di 12 ore, in tutto il nostro Pianeta. Il termine equinozio deriva dal latino aequa nox cioè notte uguale per tutta la Terra. Solo domani e il 23 settembre di ogni anno il circolo d’illuminazione passerà per i Poli e coinciderà con i meridiani.

     La divisione dell’anno (tempo che la Terra impiega nella sua rivoluzione intorno al Sole) in stagioni viene fatta proprio dai due equinozi e dai due solstizi (21 giugno e 22 dicembre). La primavera del nostro emisfero ha una durata di 93 giorni e il dì cresce costantemente dal 21 marzo al 21 giugno, mentre decresce nell’emisfero australe. I raggi solari nella giornata di domani saranno perpendicolari all’Equatore e gradualmente sposteranno la loro perpendicolarità verso Nord, fino ad essere perpendicolari al Tropico del Cancro il 21 giugno. Anche le nostre regioni (Torino è a 45° latitudine Nord) perciò vedranno il Sole sempre più alto sull’orizzonte, nei prossimi tre mesi durante la culminazione, e riceveranno una quantità di energia termica sempre maggiore per unità di superficie. Naturalmente accade esattamente il contrario nell’altro emisfero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’immagine è tratta da: http://www.exploratorium.edu/ancientobs/chaco/HTML/images-TG/seasons.nasa.jpg

 

La scienza non è un assoluto

       Riporto un breve articolo di Rita Levi Montalcini, pubblicato in rete  nel 2009 dall’Istituto Superiore di Sanità, Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma. Un pensiero sulla scienza che sicuramente sottoscrivono tanti studiosi, docenti e ricercatori.

     “Fino alla metà del secolo scorso non era ancora possibile parlare di scienza neurobiologica, ossia di una scienza che si occupasse dei molteplici aspetti del sistema nervoso. Agli inizi degli anni ’50 la disciplina biologica oggi nota come neuroscienza era quasi ine­sistente. Un notevole progresso è avvenuto negli ultimi decenni quando aree di ricerca sul sistema nervoso, che in passato erano indipendenti l’una dall’altra, si sono fuse e hanno dato origine alla disciplina oggi nota come neuroscienza. Questo ha sollecitato gli studiosi del settore a sconfinare dal proprio campo e a inte­ressarsi non soltanto dei risultati propri, ma anche a quelli delle aree limitrofe. Il confluire nel campo delle neuroscienze di un numero crescente di ricercatori ha dato motivo di speranza e di fiducia sugli sviluppi di questa disciplina che ha rappresentato la porta d’ingresso e la condicio sine qua non per la conoscenza della struttura e funzione del prodotto finale: il sistema nervoso.

     A quanti oggi ritengono che si debba arrestare l’avanzata del progresso scientifico si deve far presente che la conoscenza è il più alto privilegio degli appartenenti alla specie umana. Tuttavia, l’attività scientifica, in quanto attività umana, è soggetta alla legge etica: la scienza non è un assoluto alla quale tutto deve essere sot­tomesso, compresa la dignità dell’uomo. Se non è pensabile, né accettabile arrestare il progresso della ricerca scientifica, è tuttavia obbligatorio un controllo sull’uso e sulle modalità di applicazio­ne delle scoperte scientifiche e tecnologiche: controllare ma non proibire.

     Gli scienziati non detengono, ovviamente il monopolio della saggezza. La soluzione dei problemi che affliggono l’intero genere umano, fino a porne in pericolo la sopravvivenza, spetta in pari misura a filosofi, uomini di religione, educatori e appar­tenenti ad altre discipline. Il legame tra scienza e morale deve essere consolidato, so­prattutto se gli scopi della scienza sono perseguiti nel­la difesa della vita dell’indi­viduo, come prescritto nel Giuramento di Ippocrate”. Rita Levi-Montalcini

Energia elettrica e fasce orarie

     La lettura dei contatori e la fatturazione di energia elettrica avviene su tre fasce riportate sulle bollette (con caratteri molto piccoli, purtroppo). Le fasce sono:

F1 (ore di punta): dalle 8,00 alle 19,00 dal lunedì al venerdì.

F2 (ore intermedie): dalle ore 7,00 alle ore 8,00 e dalle 19,00 alle 23,00 dal lunedì al venerdì e anche dalle 7,00 alle 23,00 del sabato.

F3 (ore fuori punta): dalle 00,00 alle 7,00 e dalle 23,00 alle 24,00 dal lunedì al sabato e anche tutte le ore della domenica e dei giorni 1 e 6 gennaio; lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre.

     Per la fatturazione dei consumi, i valori di F2 e F3 vengono sommati in un unico valore F23. In base a quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia e il Gas, il costo dell’energia varia a seconda delle fasce in cui avviene il consumo. Nella bolletta, per una maggiore trasparenza e per fare in modo che i cittadini possano indirizzarsi verso fasce orarie intermedie o fuori punta, vengono riportati i consumi dei vari mesi suddivisi per fascia oraria.

Per mantenere durante tutto l’anno le nostre attenzioni alla riduzione dei consumi, proposte anche dall’iniziativa “m’illumino di meno”, sarebbe opportuno prendere conoscenza delle varie fasce e verificare quali attività domestiche divoratrici di energia (lavatrice, lavastoviglie, ferro da stiro, …) possono essere spostate in F2 o F3, se ancora non viene fatto.

Sempre in bolletta si può leggere qual è la composizione del mix medio nazionale utilizzato per la produzione dell’energia elettrica immessa nel sistema italiano nel 2010. Le fonti primarie di energia utilizzate nel 2010 (dati ricavati dalla bolletta), sono riportate nel grafico ln alto. Non ci sono ancora i dati del 2011.

 

L’8 marzo e la mimosa pudica

                                                                                                                                                                                      Un pensiero alle studentesse, alle colleghe, alle donne della mia famiglia e a quelle che seguono questo blog.

     La mimosa è una pianta arborea o arbustiva, spontanea nelle regioni tropicali americane. I fiori oltre che essere raccolti in capolini come nella specie pudica o sensitiva, possono essere raccolti in spighe e possono presentarsi in diversi colori. Il nome specifico “sensitiva” o pudica è dovuto al fatto che le foglioline della pianta, se toccate con le mani, tendono a reagire “chiudendosi”. Nelle zone mediterranee,  i semi nei dintorni della pianta tendono a germinare facilmente e le giovani piantine, se il clima lo consente e il nutrimento non manca, crescono tanto velocemente da essere considerate infestanti.  Per la sua bellezza e poiché fiorisce prima dell’inizio della primavera è diventata il simbolo della festa delle donne.

 

Tav o NO Tav?

       In queste settimane e da mesi stiamo assistendo a manifestazioni più o meno violente che hanno portato alla ribalta il disagio oggettivo di una parte della Valle di Susa, prevalentemente la bassa valle, dove è previsto il tragitto fuori galleria del TAV. Ieri c’è stata anche una risposta netta, un no del Presidente della Repubblica Napolitano ad una richiesta di incontro da parte dei sindaci NO TAV della valle.

     Ma quali sono le ragioni dei NO TAV? Secondo loro, la costruzione dell’opera è inutile perché non giustificata dalle previsioni del traffico merci e passeggeri dei prossimi decenni. Esiste già una linea ferroviaria che potrebbe essere ammodernata. Il costo dell’opera è notevole e, in questo periodo di recessione, ricade sui giovani, su altri settori della spesa pubblica: scuola, sanità, stato sociale, pensioni. Il costo preventivato inoltre non può neanche considerarsi definitivo perché, come è accaduto quasi sempre in Italia, in corso d’opera i costi sono sempre aumentati e talvolta i lavori si sono bloccati per contenziosi giudiziari. Su questo possiamo portare l’esempio del nostro Istituto di Collegno: non ha ancora una propria palestra perché i lavori sono fermi da oltre un anno per una controversia tra la Provincia e l’impresa che chiede una revisione e un aumento dei costi. Sempre secondo il fronte del NO c’è il forte rischio, già capitato in tanti altri grandi opere, di infiltrazioni della malavita e dell’intreccio mafia-imprenditoria e politica. L’impatto sul territorio attraversato sarebbe devastante perché la Valle è stretta ed è già attraversata oltre che da un’altra linea ferroviaria, da un’autostrada e due strade statali. Lo scavo della galleria per decine di km e lo smaltimento dei materiali di scavo (contenenti anche amianto) comprometterà la salute dei cittadini per i prossimi decenni. Molte famiglie e imprese perderanno la casa, i terreni, per far posto alla linea ferrata. Anche se saranno indennizzati.

     Quali sono invece le principali motivazioni che hanno spinto il Parlamento e i governi a decidere la costruzione dell’opera?

Innanzitutto di tratta di una decisione presa insieme ad altri Paesi europei, Francia soprattutto, e vuole essere un corridoio strategico per le merci tra penisola iberica, Francia, Italia ed est Europa: quello italiano è un tratto del più generale percorso Lisbona-Kiev. Comunque sono tutte merci sottratte al trasporto su gomma, che non inquina certo meno. L’opera garantisce crescita e lavoro per diverse imprese, operai e tecnici per qualche decennio. In un periodo di recessione non è un dato trascurabile. Non ci sarà inquinamento, la percentuale di amianto non è superiore a quella delle altre montagne e il disagio dovuto al trasporto del materiale cavato, all’impatto visivo dei tratti fuori galleria sarà compensato con provvedimenti economici a favore delle popolazioni della Valle. I localismi non possono mettere in discussione un’opera che il governo considera strategica. Del resto se in passato fossero state prese decisioni in linea con quanto sostengono i NO TAV, in Italia non ci sarebbero ferrovie, autostrade, porti o aeroporti.

     Non è giusto, per il compito che svolgo, prendere una posizione che potrebbe influenzare quanti seguono questo blog. Posso però dire che quasi certamente l’opera si farà. Spero senza altri incidenti. I simboli della Val di Susa continueranno ad essere la Sacra di San Michele e il Forte di Exilles, il sacro e il profano. Il problema purtroppo sui media viene affrontato troppo spesso con gli occhi della politica e delle ideologie e poco con quelli dei geologi, degli ingegneri e dei naturalisti.

     Il dilemma TAV-NO TAV e le manifestazioni sull’opera sono anche una valvola di sfogo delle tensioni economico sociali di questo periodo, della mancanza di lavoro soprattutto per i giovani ma anche per quelli che sono usciti dalla fase produttiva prima di aver maturato la pensione. La cosa peggiore però è la mancanza di prospettive per il futuro, la mancanza di speranza, di fiducia negli amministratori e negli imprenditori e la constatazione  che intorno alle grandi opere, spesso c’è il malaffare. Ogni settimana la cronaca ci segnala diversi casi di opere e progetti i cui costi lievitano di anno in anno, spesso anche a causa di corruzione a vari livelli. È di ieri ed oggi la notizia relativa alla costruzione del porto turistico di Imperia, ma tornando indietro con la memoria o analizzando tutte le opere incompiute nel Paese, c’è molto da dubitare sulla nostra capacità di scegliere gli amministratori.

L’immagine è tratta da: http://www.finmeccanica.it/Corporate/IT/Corporate/Settori/Trasporti/Prodotti/Treno_alta_velocita_V250_Ansaldo_Breda/index.sdo

Pro Natura è per il NO TAV: http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragionitav2011.pdf

La Stampa riporta la notizia di Napolitano sui sindaci no tav: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/445221/

 

Grotte carsiche in provincia di Como

    Alcune settimane fa, in un servizio del TG2 della RAI si segnalava l’esplorazione di un vasto sistema di cunicoli di origine carsica tra i due rami del lago di Como. Ma come avviene la formazione delle grotte carsiche? Il fenomeno è dovuto alla circolazione delle acque sotterranee in seguito alla loro infiltrazione dalla superficie, una superficie del suolo pressoché orizzontale (per i fenomeni superficiali) e ad un clima caldo-umido o temperato-umido che possa favorire i processi di soluzione del carbonato di calcio. Sì perché queste formazioni riguardano le rocce prettamente calcaree, cioè con una percentuale di carbonato di calcio (CaCO3) superiore al 95% oppure anche calcareo-dolomitiche. Ma dove si trovano in Italia i più estesi massicci calcarei? Partendo dal meridione, abbiamo il Salento, le Murge e il Gargano; nell’Appennino centrale il Gran Sasso, la Maiella e la zona di Fabriano; nel settentrione il Carso di Trieste, l’altopiano di Asiago e i monti Lessini delle prealpi venete. I processi carsici sono dovuti alla trasformazione del carbonato di calcio in bicarbonato per l’azione prolungata dell’acqua ricca di diossido di carbonio. La  reazione che avviene può essere rappresentata con la seguente equazione:

CaCO3 + CO2 + H2O  <—> Ca(HCO3)2

Si tratta di una relazione di equilibrio tra carbonato insolubile e bicarbonato solubile. Se per qualche motivo diminuisce la quantità di CO2 nell’acqua, l’equilibrio si sposta a sinistra e precipita una parte del carbonato. Quali possono essere le cause? L’aumento della temperatura o la diminuzione della pressione dell’acqua ad esempio. Se viceversa aumenta la concentrazione di CO2, più carbonato passa in soluzione e l’equilibrio si sposta verso destra: è il fenomeno del carsismo, l’asportazione del carbonato provoca nel sottosuolo cunicoli, caverne, pozzi, tutti irregolari e più o meno ramificati. Ma non esistono solo forme di erosione sotterranea, molti fenomeni avvengono anche in superficie e meriteranno un discorso a parte. Nel sottosuolo, oltre all’erosione esistono anche strutture carsiche costruite dalla rideposizione del CaCO3: le più appariscenti sono stalattiti e stalagmiti. Le prime ornano le volte delle caverne, le seconde il pavimento e spesso si saldano formando colonne naturali. L’azione dell’acqua, lenta però inesorabile, porta nel corso di milioni di anni ad allargare ed estendere i cunicoli e le altre formazioni per chilometri. I crolli delle volte poi contribuiscono alla demolizione delle rocce calcaree.

            Ritornando alla scoperta nella zona del lago di Como, bisogna segnalare che gran parte del lavoro di esplorazione è stato fatto dal gruppo speleologico bergamasco “le nottole” (http://www.nottole.it/) fondato nel 1969 e da altri gruppi lombardi (l’Associazione speleologica comasca, lo Speleoclub Cai Erba, il Gruppo grotte Milano, la Società escursionistica milanese (Sem), il Gruppo grotte Busto Arsizio). La grotta sembra essere la più estesa d’Italia con ben 58 km di lunghezza e si trova nella zona di Erba. In questo periodo è in discussione alla Commissione Territorio della Camera dei Deputati una proposta di legge dal titolo “Disposizioni in materia di tutela e di valorizzazione delle grotte turistiche italiane”. La scoperta o la sua segnalazione quindi capita nel momento più opportuno.

Nella foto: un tratto delle splendide Grotte di Castellana, in Puglia.

Per approfondimenti:

La provincia, cronaca di Erba.

Alcuni video o presentazioni:

Frasassi: http://youtu.be/D_kx6wxdjek

Grotte inquinate: http://youtu.be/WKfjnr1uhag

Nel Carso: http://youtu.be/2UHVfkXA0LE

Castellana: http://youtu.be/ZKmXEAupUPU