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Archivio Marzo 2010

La rappresentazione della superficie terrestre

Per il recupero: ciò che ciascun alunno deve sapere/saper fare al termine dell’unità didattica “Il disegno della Terra”. Controlla la tua preparazione prima della verifica scritta e dell’esercitazione-verifica sull’uso della carta topografica.

conoscenze          

Le difficoltà di rappresentazione della superficie terrestre

I principi di costruzione delle carte geografiche

Le caratteristiche delle carte geografiche

La classificazione delle carte geografiche

I principi fondamentali su cui si basa il telerilevamento.

abilità

Scegliere la carta geografica più adatta per un determinato scopo

Calcolare la distanza linea d’aria tra due località, conoscendo la scala di riduzione della carta

Calcolare le dimensioni reali di un’area, conoscendo la scala di riduzione della carta

Leggere i segni convenzionali di una carta geografica

Orientare la carta geografica

Leggere gli elementi fondamentali del territorio attraverso una carta topografica dell’I.G.M. 

competenze

Saper utilizzare carte geografiche e carte tematiche nei vari ambiti disciplinari. Individuare collegamenti e relazioni tra le carte e la realtà o i fenomeni che rappresentano.   

Contenuti: Unità A4 (pagg. A59-A72 del tuo libro di testo, appunti delle lezioni, schede del docente)

1. La rappresentazione della Terra e le proiezioni geografiche

2. Le dimensioni nelle carte geografiche

3.   Carte diverse per informazioni diverse

4. Il telerilevamento

5. La carta topografica.

Ricorda:

La classificazione delle carte geografiche in base alla scala di riduzione. Le carte geografiche possono essere classificate in base alla loro scala di riduzione o in base al loro contenuto.

In base alla scala di riduzione si distinguono:
PIANTE O MAPPE
Hanno scala maggiore di 1:10000 (cioè possono avere valori compresi tra 1:1 e 1:10000).
Le piante rappresentano la planimetria di città, mentre le mappe riguardano essenzialmente la raffigurazione di zone rurali.
Si tratta di carte molto dettagliate perché riguardano piccole porzioni di territorio.
CARTE TOPOGRAFICHE
La loro scala è compresa fra 1:10000 e 1:150000.
Includono aree maggiori e sono quindi meno dettagliate delle piante e delle mappe, ma riescono comunque ad evidenziare particolari molto piccoli come una casa isolata o un ponte. Per fare questo naturalmente esagerano le dimensioni di questi particolari.
CARTE COROGRAFICHE
La loro scala va da 1:150000 a 1:1.000.000.
Raffigurano zone assai estese e il numero dei particolari è assai ridotto, ma comunque significativo. Cioè si vedono ancora le vie di comunicazione, anche le più piccole.
CARTE GEOGRAFICHE
Hanno scale inferiori ad 1:1.000.000.
Servono per rappresentare aree molto estese delle superficie terrestre (uno stato, un continente).
Comprendono i mappamondi (da non confondere con i globi!) e i planisferi.

Costruzione delle carte

Poiché una superficie “sferica” non può essere rappresentata su un piano senza deformazioni, una carta geografica non sarà mai esatta perché non rispetterà mai contemporaneamente i tre requisiti di equidistanza, equivalenza e isogonia. Però carte che rappresentano porzioni molto piccole della superficie terrestre possono essere considerate quasi esatte perché la superficie da rappresentare può essere considerata “piana”. Per poter rappresentare il reticolato geografico e la superficie terrestre sul piano si usano le proiezioni geografiche. Si distinguono in proiezioni pure, proiezioni modificate e proiezioni convenzionali. Quelle pure sono suddivise in proiezioni prospettiche se il reticolato viene proiettato su una superficie piana tangente alla “sfera” terrestre e in proiezioni di sviluppo se il reticolo si riporta prima sulla superficie laterale di un cilindro o di un cono. Spesso le proiezioni pure vengono “ritoccate” per ridurre le deformazioni dovute alla proiezione stessa. In questo caso abbiamo le proiezioni modificate: ad esempio la proiezione conforme di Mercatore.

Ora continua da solo …. Che differenza c’è tra scala numerica e scala grafica? Cosa sono le isoipse? Cosa sono le carte speciali? Qual è la scala delle carte dell’I.G.M.? Quanto misura in metri un lato del quadrato presente nel suo reticolato? Fai alcuni esempi di carte tematiche. Cosa sono le onde elettromagnetiche? Qual è la lunghezza d’onda della luce visibile? Fai un esempio di sensori passivi e i sensori attivi utilizzati per il sistema di telerilevamento.

 proiezioni01

 

 

 

 

 

Alcuni link che ti permettono di approfondire l’argomento:

http://www.igmi.org

http://www.galiani.ch.it/futuroantico/index.php/Cenni_di_Topografia

Nazca – Sudamerica: uno scontro titanico

La prima è una placca interamente oceanica che è ricoperta dalla parte sud orientale dell’oceano Pacifico. La seconda è una placca di maggiori dimensioni per metà circa continentale e per l’altra metà oceanica, infatti occupa tutto il Sudamerica e una parte dell’oceano Atlantico fino alla dorsale medio-atlantica. Il margine tra queste due placche è distruttivo o convergente o di compressione perché la placca di Nazca, più densa è in subduzione (inabissamento) lenta ma inesorabile sotto quella Sudamericana. Proprio questi scontri e la conseguente subduzione, che avviene con un piano di immersione (piano di Benioff) che forma un angolo di circa 45° con quello della superficie, sono i responsabili della formazione della Cordigliera delle Ande e dei frequenti terremoti e numerosi vulcani presenti in quell’area geografica. La teoria della tettonica delle placche fu formulata negli anni 60 del 1900, per merito di vari studiosi (ad esempio Harry Hammond Hess (1906-1969) con la sua teoria dell’accrescimento dei fondali oceanici) che ripresero e completarono la teoria della deriva dei continenti proposta nel 1915 da Alfred Wegener (1880-1930).

Il devastante terremoto, magnitudo 8,8 della scala Richter,  che ha colpito la costa cilena nei giorni scorsi rientra in questo fenomeno che perdura con “normalità” da milioni di anni. Si tratta del settimo più forte scuotimento nella storia sismica del pianeta. I danni e i lutti causati dal terremoto sono stati aggravati dallo tsunami che è stato prodotto dalla scossa principale nel Pacifico e che si è abbattuto sulla costa senza che la popolazione venisse adeguatamente informata e messa in allarme, per colpa, sembra, della Marina cilena. L’ipocentro, per fortuna della popolazione, è stato nell’oceano Pacifico a 35 km di profondità e a circa 113 km dalla costa e questo ha in parte attenuato i danni (se così si può dire) nelle zone abitate. Le scosse secondarie continuano tuttora, a centinaia e continueranno per mesi. Per quanto riguarda l’energia sprigionata, si parla di un valore 15.000 o 20.000 volte maggiore di quella che si è avuta con il terremoto dell’Aquila perché ad ogni aumento di 1 grado di magnitudo corrisponde un aumento di energia di circa 32 volte. Del resto Nazca e Sudamerica si avvicinano ad una velocità di circa 7 cm l’anno, in grado di accumulare una notevole quantità di energia in poco tempo. Per il nostro pianeta questa è la zona dei record, già nel 1960 c’è stato il più forte terremoto mai registrato: 9,5 della scala Richter. Anche il sisma che ha colpito Haiti circa un mese fa con centinaia di migliaia di morti rientra in questi sconvolgimenti tettonici ma non ha alcun collegamento diretto con quello del Cile. Oltre alla scala Richter, per i terremoti si utilizza anche la scala Mercalli, cosa le differenzia?

La scala Richter misura la magnitudo, con valori che vanno da zero a poco più di 9 anche se non esiste un limite superiore, che è direttamente proporzionale all’energia liberata dal sisma. Si tratta di un scala logaritmica, in simboli M = log10 (A/A0). M indica la magnitudo, A0 è un’ampiezza standard, A è l’ampiezza massima delle onde sismiche registrate.

La scala Mercalli, Cancani, Sieberg invece misura l’intensità di un terremoto, è una scala empirica e descrittiva. Comprende 12 gradi e ad ognuno di essi corrisponde una descrizione delle conseguenze del sisma sulle persone e sulle cose. Il valore dell’intensità si ricava solo a posteriori, osservando e valutando gli effetti che il terremoto ha prodotto.

nazca-sudamerica