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Archivio Novembre 2009

L’anno del telescopio


 

Un libercolo, il "Sidereus Nuncius", stampato a Venezia il 12 marzo del 1610 rendeva pubbliche le osservazioni fatte da Galilei (1564-1642) col suo primo cannocchiale negli ultimi mesi del 1609 (quest’anno ricorre il 400esimo anniversario). Qual è stata la prima grande intuizione di Galilei? Sicuramente la sua fiducia in uno strumento nato inizialmente solo per scopi meccanici ed utilizzato, a volte, solo in ambienti militari ma ignorato in ambito scientifico. La curiosità e la sua metodologia sperimentale lo portarono a rivolgerlo verso gli astri celesti.

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Frane e dissesto idrogeologico


 

Ogni anno la cronaca segnala i moniti della natura all’uomo. L’uomo che costruisce nelle zone sismiche senza rispettare le fondamentali regole delle costruzioni antisismiche oppure che costruisce alla base o alle pendici di vulcani pericolosi come il Vesuvio. L’ultimo fatto invece, avvenuto nel messinese, si riferisce alle frane e alle costruzioni lungo i torrenti se non proprio nei vecchi alvei delle fiumare. Ma cosa sono le frane? Sono cadute o scivolamenti verso il basso causati dalla forza di gravità di masse detritiche, solide o fluide. Quando si verificano? Quando viene superato il cosiddetto "angolo di riposo", cioè l’angolo che indica la pendenza oltre la quale un dato materiale (terreno, costone roccioso, masso) perde la sua stabilità e si mette in movimento sotto la spinta della gravità (già è sempre lei che pervade tutto il nostro pianeta: la forza di gravità). Esistono diversi fattori che favoriscono le frane: la presenza di strati d’argilla, particolari giaciture degli strati, oppure fattori che modificano la pendenza o alterano la stabilità dei versanti delle colline e delle montagne. Ma il fattore principale che ha messo in movimento le frane di Messina del mese scorso è l’eccesso di infiltrazione d’acqua che ha fatto venire giù enormi colate di fango.

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