Tornado devastante in Oklahoma

     Ieri pomeriggio la periferia di Oklahoma city è stata investita da un tornado fortissimo. Tornado e cicloni tropicali sono le manifestazioni più violente dell’atmosfera. Mentre i cicloni tropicali si sviluppano su mari e oceani e sono accompagnati da violente tempeste di pioggia che si esauriscono in prossimità delle coste dopo aver provocato mareggiate e danni, i tornado si sviluppano sulla terraferma. I cicloni tropicali inoltre assumono nomi diversi a seconda delle zone del pianeta, ad esempio si parla di uragani nelle Americhe e tifoni in Cina.

     I tornado, come quello che ha provocato circa 25 morti e alcune centinaia di feriti in Oklahoma, sono violente perturbazioni costituite da un vortice d’aria che prende origine dalla base di corpi nuvolosi, prevalentemente nembostrati o cumulo-nembi, e si estende verso il suolo con una caratteristica forma a imbuto. Questa struttura è più o meno inclinata rispetto al suolo ma può anche disporsi verticalmente ed è caratterizzata da vorticose correnti ascendenti.  La velocità di queste correnti circolari di risucchio verso l’alto può raggiungere e superare i 400 km/h portando morte e distruzione al suolo. Generalmente il vortice si sposta al suolo con una velocità compresa tra i 30 e gli 80 km/h ed ha un diametro di circa 200 m. Di solito percorre alcuni chilometri ma in qualche caso (tornado dei tre Stati: Missouri, Indiana e Illinois, 1925) in passato ha percorso anche 350 km.

     In Oklahoma sono state distrutte case, scuole, cinema, uffici, negozi. I soccorritori hanno raggiunto e aiutati molti feriti. Stamattina si parlava di 90 vittime, ma alcuni dei dispersi si erano rifugiati nelle cantine e sono stati recuperati vivi. Il tornado è stato classificato nella categoria F4 (devastante) su una scala di 5. Un elenco fornisce una panoramica dei tornado più devastanti che hanno colpito gli USA negli ultimi due secoli (fonte “La Repubblica”):

1) 18 marzo 1925 – Tristane, Missouri: 695 morti
2) 6  maggio 1840 – Natchez, Mississippi: 317 morti
3) 27 maggio 1896 – St Louis, Missouri: 255 morti
4) 5  aprile 1936 – Tupelo, Mississippi: 216 morti
5) 6  aprile 1936 – Gainesville, Georgia: 213 morti
6) 9  aprile 1947 – Woodward, Oklahoma: 181 morti
7) 22 maggio 2011 – Joplin, Missouri: 158 morti
8 ) 24 aprile 1908 – Amite, Louisiana: 143 morti
9 ) 12 giugno 1899 – New Richmond, Wisconsin: 117 morti
10) 8 giugno 1953 – Flint, Michigan: 116 morti

     Oltre agli Stati Uniti, il Paese dove si sviluppano più tornado è l’Australia. Di solito si sviluppano nel periodo estivo o primaverile, di pomeriggio o di sera. L’equivalente acquatico dei tornado sono le trombe marine che sono però caratterizzate da minor violenza e dimensioni più ridotte.

     In Italia pur presentandosi con una certa frequenza, i tornado prendono il nome di trombe d’aria perché sono caratterizzati da minori dimensioni e venti meno intensi.

Per saperne di più sui tornado: http://it.wikipedia.org/wiki/Tromba_d’aria

Video del tornado di Oklahoma visto dall’elicottero

 

Muschi e pioggia

     Questo mese, in un servizio del giornale radio del Piemonte (RAI 3), è stato definito da un meteorologo il più piovoso dal 1946. Fino a metà maggio su questa regione è caduta una quantità di pioggia doppia rispetto a quella media dello stesso mese degli anni precedenti. E non ha smesso, la pioggia continua tutti i giorni, anche se in modo non diffuso. In queste condizioni, fra danni all’agricoltura e altri disagi, segnalo minuscole piante che si sono adattate a vivere proprio in perenne e elevata umidità: i muschi. Ricordo che una volta si raccoglievano per preparare il presepe nelle case o nelle chiese. Negli ultimi anni, per questo scopo, i muschi sono stati sostituiti da strutture artificiali e molti presepi (quelli più piccoli) si comprano già pronti e completi.

      I muschi, sono un gruppo delle briofite (Bryophyta), piantine erbacee prive di vere radici, fusto e foglie. Come tutte le briofite, sono caratterizzati dall’assenza di tessuti vascolari e vasi conduttori per il trasporto di acqua e linfa, perciò hanno dimensioni limitate. Spesso formano veri e propri “tappeti” nel sottobosco o lungo le scarpate rivolte a nord. Hanno colonizzato tutti gli ambienti dalla zona artica a quella antartica e, insieme ai licheni, sono i principali organismi pionieri, quelli che per primi si stabiliscono su un determinato substrato. Le loro dimensioni ridotte gli consentono di insediarsi e vivere anche sulle rocce e sui tronchi delle piante arboree. Nella tundra che caratterizza le zone artiche del nostro pianeta, i muschi rappresentano la vegetazione dominante.

     Rispetto ad angiosperme e gimnosperme, i muschi hanno un’origine più antica. Le prime piante terrestri, in base ai resti fossili, si sono sviluppate nel devoniano, un periodo dell’era paleozoica, e sono state: i licopodi, gli equiseti, le felci e le epatiche. Milioni di anni dopo, nel primo carbonifero, hanno avuto origine i muschi.

     Qual è la loro struttura? Ciascuna piantina è formata da un fusticino di 2-3 cm con numerose foglioline costituite per la maggior parte da un solo strato di cellule. Alla base del fusticino ci sono numerose ramificazioni dette rizoidi che ancorano la pianta al substrato e, pur non essendo vere radici, permettono di assorbire acqua e sali minerali indispensabili insieme alla luce per svolgere l’attività fotosintetica e costruire materia organica.

     I muschi alternano due generazioni: una sessuata (la cui piantina è detta gametofito) in cui avviene la produzione di gameti e una asessuata che produce le spore. Nel gametofito gli organi sessuali si trovano all’estremità del fusticino. Gli anteridi, strutture cave sorrette da un peduncolo, producono gli anterozoi, i gameti maschili che a maturazione avvenuta vengono liberati e, in presenza di acqua, possono raggiungere gli archegoni che contengono una cellula uovo. Dalla loro fusione si forma lo zigote che dà inizio alla generazione asessuata costituita dallo sporofito. Lo sporofito produce in una capsula spore che si liberano a maturazione e in condizioni ambientali adatte germinano originando prima un sottile filamento detto protonema che poi si trasforma in gametofito. Nel ciclo vitale dei muschi lo sporofito è diploide (2n), le spore e il gametofito sono aploidi (n).

Oltre ad essere importanti come piante pioniere, alcune specie di muschi (soprattutto gli sfagni) morti, depositatesi nei sedimenti, attraverso un processo di carbonizzazione hanno dato origine alla torba.

Nella penultima immagine: muschi con anteridi su un muro di contenimento in cemento armato costruito quindici anni fa. L’ultima invece riguarda muschi su un muretto a secco del Parco di Portofino nel comune di Camogli.

 

Notte dei musei 2013

     Si tratta di un evento importato dalla Francia alcuni anni fa e ormai giunto alla quinta edizione. Quest’anno la manifestazione è particolarmente sentita perché capita in un anno di forte crisi e recessione in cui molte famiglie sono state costrette a tagliare le spese, prime fra tutte quelle per la cultura, la scuola e l’università.

     Qual è lo scopo dell’evento? Cercare di avvicinare il maggior numero di persone, soprattutto giovani, alla più grande ricchezza del Paese: il patrimonio culturale. Sabato 18 maggio prossimo, centinaia di musei e siti archeologici saranno aperti e visitabili gratuitamente, o con prezzi del biglietto d’ingresso ridotti, fino alle ore 24. In molte città le aperture museali saranno anche affiancate da concerti, laboratori, danze, conferenze e altro.

     Sono molti anche i musei a carattere scientifico, come quelli di storia naturale. Ciascuno può cercare in rete o sui quotidiani quelli della propria città. Per saperne di più: http://www.lanottedeimusei.it/ . L’evento, per la sua valenza culturale ed educativa,  è patrocinato dall’UNESCO e dal Consiglio d’Europa.

A Torino saranno gratuiti gli ingressi anche al Museo di Anatomia, al Museo Lombroso, al Museo della frutta, al Museo di Scienze Naturali, al parco astronomico Infini.TO. 

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Green Week Conference 2013

     Green Week è la più grande conferenza annuale organizzata dall’Europa sulla politica ambientale. Il tema di quest’anno è “aria più pulita per tutti” (Cleaner air for all)  e la conferenza si terrà dal 4 al 7 luglio a Bruxelles. 

     Perché il tema dell’aria? Nonostante alcuni sforzi di molti Paesi, i limiti di inquinanti fissati per mantenere una buona qualità dell’aria sono stati superati spesso in alcune zone dell’Unione Europea densamente popolate e con un numero significativo di industrie non sempre in regola con i loro scarichi nell’atmosfera. Quali le principali sostanze che abbassano la qualità dell’aria? Il particolato, gli ossidi d’azoto e di carbonio, i livelli di ozono troposferico.

     In molti Paesi, Italia compresa, all’evento principale di Bruxelles si affiancheranno numerosi eventi “satelliti”. Ad esempio, la Settimana Verde a Torino, ha il nome di Imagin’Air ed è organizzata dal Museo Ambiente e prevede l’intervento di Amministrazioni locali, mondo scolastico e accademico, media, industrie e imprese che a vario titolo si interessano di ambiente. Gli incontri, sponsorizzati soprattutto da Fiat Industrial, NewHolland, Case Costruction, Case Agricolture, Iveco e FTP-Powertrain Technologies, inizieranno il 15 e 16 maggio prossimo al Fiat Industrial Village di Torino e coinvolgeranno anche 1000 studenti circa. Gli incotri conclusivi si terranno il 18 e il 19 maggio nella sede del Museo Ambiente. Imagin’Air propone ai visitatori exhibit interattivi, giochi, esperimenti, informazioni, dati e alcuni consigli.

Per ulteriori informazioni sul progetto europeo: http://ec.europa.eu/environment/greenweek/

Per saperne di più su Imagin’air.

Invece del problema della qualità dell’aria nella zona italiana più critica, la Pianura Padana, mi occuperò nel post successivo sul blog Scienza della materia.

 

Ciciu de Villar ovvero piramidi di terra

     Per docenti e studenti o appassionati di Scienze Naturali, segnalo un convegno di due giorni che vuole informare, promuovere e valorizzare alcune delle più importanti formazioni geologiche del nostro Paese. Le due giornate di convegno si terranno a Villar San Costanzo (CN) il 23 e 24 maggio 2013. La partecipazione è gratuita ma per motivi logistici bisogna iscriversi.

     Nella sala convegni del Museo di Scienze Naturali di Torino, in via Giolitti 36, questa mattina alle 10,30 c’è stata la presentazione delle due giornate dal titolo: “PIRAMIDI di TERRA: Genesi e valorizzazione geoturistica”. Nell’evento sono coinvolte l’Università di Torino, l’Università di Genova, l’Ordine dei Geologi del Piemonte, il Museo di Scienze Naturali di Torino, il Parco Regionale del Marguareis, le due principali associazioni di Geoturismo e Geologia e Turismo in Italia.

   In generale, cosa sono le piramidi di terra? Sono fenomeni geologici presenti in varie parti d’Italia: Alto Adige soprattutto, ma anche cuneese e sulla sponda orientale del lago d’Iseo in Lombardia. Si formano per l’erosione causata dalle precipitazioni atmosferiche nelle zone limitrofe ad alcune rocce che proteggono il terreno sottostante. Le piramidi spesso si assottigliano verso l’alto e sono sovrastate dal “cappello”, il masso roccioso che le protegge dall’erosione e ne ha permesso la formazione. Queste strutture si formano soprattutto dove ci sono residui morenici, massi e altri materiali di erosione glaciale trasportati dai ghiacciai prima del loro ritiro. Nelle nostre zone, tipiche colline moreniche sono quella di Rivoli e “l’anfiteatro morenico”di Ivrea.

Programma: http://www.comune.villarsancostanzo.cn.it/pagina.asp?id=332

Bel  Video sulle piramidi di terra in Alto Adige di Pino Bertorelli.

 

Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle Scienze

     La fondazione ha celebrato il decimo anniversario lo scorso 20 marzo e ha attribuito oltre 100 borse di ricerca, anche negli scorsi anni dal 2003. La fondazione Umberto Veronesi ha lo “scopo di sostenere la ricerca scientifica, attraverso l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il sostegno a progetti di altissimo profilo. Ne sono promotori scienziati (tra i quali ben 11 premi Nobel che ne costituiscono il Comitato d’onore) il cui operato è riconosciuto a livello internazionale”.

     In questo periodo dell’anno ciascuno può contribuire a questa o ad altre associazioni o istituti di ricerca scientifica col 5‰. Oppure può scegliere qualcuno degli altri enti di ricerca, comprese le università, che necessitano di un contributo.

Qui puoi consultare l’elenco dei vincitori dei progetti di ricerca 2013 della Fondazione Veronesi, area oncologica, cardiologica e delle neuroscienze, con i relativi istituti di appartenenza e i titoli dei progetti.

Per saperne di più: http://www.fondazioneveronesi.it/ 

Per consultare la guida alla prevenzione: http://www.fondazioneveronesi.it/guida-alla-prevenzione/

Nell’immagine, globuli rossi al microscopio elettronico.

Francois Jacob, padre del modello dell’operone

     Francois Jacob (1920-2013) è morto qualche giorno fa. Aveva ricevuto il premio Nobel per la medicina nel 1965, insieme ad André Lwoff e Jacques Monod, per le scoperte sul controllo genetico della formazione di enzimi e virus. I tre studiosi sono stati alcuni dei padri fondatori della biologia molecolare. Jacob aveva una formazione biologica e aveva lavorato per anni al prestigioso Istituto Pasteur di Parigi. Qui ebbe la possibilità di conoscere altri valenti ricercatori e iniziò una collaborazione con Jacques Monod (1910-1976) con una formazione naturalistica (Scienze Naturali alla Sorbonna),  un’esperienza internazionale al Caltech (California Institute of Technology di Pasadena), una fucina di premi Nobel per la scienza (ben 31, tra cui Renato Dulbecco e Linus Pauling) e centro della ricerca genetica mondiale. Le loro ricerche diedero nuovo impulso al settore della regolazione genica definendo il modello di operone lac. Cos’è un operone? Un insieme di geni coordinati in grado di autoregolare la loro espressione (in pratica possono “accendersi” e “spegnersi” a seconda delle situazioni) nella sintesi delle proteine e nella riproduzione dei procarioti. Questo modello ha permesso di spiegare molti aspetti del ciclo vitale di batteri e virus. Insieme ai suoi colleghi intuì e scoprì l’esistenza del RNA messaggero che svolge il ruolo di stabile intermediario tra le informazioni codificate geneticamente nel DNA e la sintesi delle corrispondenti proteine. Concetto oggi largamente accettato e riportato in tutti i testi di biologia.

     Mentre sono comuni in quasi tutti i procarioti, raramente però gli operoni sono stati individuati negli eucarioti.

     In un passaggio di un suo famoso libro (La statua interiore, pubblicato in Italia nel 1888) Jacob esprime la sua idea di Scienza: “La scienza è prima di tutto un mondo di idee in movimento [..] ma anche di visioni, di sogni, di accostamenti imprevisti, di semplificazioni spesso puerili, di sondaggi fatti a caso, in tutte le direzioni, senza sapere dove si va a parare. Eppure, via via che si procede, come non cercare di riconoscere quale sia stata la parte del caso e quale quella dell’ ispirazione?”

Nelle immagini: uno degli edifici dell’Istituto Pasteur di Parigi e schema di operone lac individuato nell’Escherichia coli.

Video su Operone lac, di Virtual Cell : http://www.youtube.com/watch?v=oBwtxdI1zvk

Per chi vuole approfondire: http://www.bgtg.it/lezioni/GeneticaGenerale/GeneticaMolecolare/GM-08_txt.PDF

 

Giornata mondiale della Terra 2013 e “azioni green”

     Quest’anno sarà la 43a edizione perché la manifestazione nacque nel 1970. Si celebrerà domani 22 aprile ma gli eventi organizzati dalle associazioni ambientaliste (Legambiente, WWF, …) sono previsti soprattutto per oggi, giorno festivo. Negli ultimi anni purtroppo, la crisi economica, sociale, la mancanza (o la perdita) di lavoro hanno fatto passare in terzo o quarto piano i problemi ambientali, anche se spesso sono strettamente correlati al nostro stato di salute. Per quest’anno gli organizzatori italiani propongono un pacchetto di 15 azioni green da compiere quotidianamente. L’iniziativa vuole promuovere informazione e sensibilità collettive che si traducano in azioni e fatti concreti.

Quali sono queste 15 “azioni green”?

ALIMENTAZIONE:
1)      Mangiare più  frutta e verdura poiché il ciclo di produzione di carne bovina è responsabile del 18% delle emissioni mondiali di gas serra, oltre a favorire, per il suo sfruttamento intensivo, la deforestazione.
2)       Riciclare l’olio delle fritture o comunque  usato in cucina portandolo alle isole ecologiche:  da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo. Inoltre 1 solo kg di olio usato disperso nell’ambiente inquina 1.000 metri cubi d’acqua.

RIFIUTI e RICICLO:
3)  Abituarsi a riciclare sempre il vetro: la raccolta differenziata del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.
4)   Utilizzare solo batterie ricaricabili: puoi usarle centinaia di volte in più rispetto a quelle usa e getta
5)   Riciclare la plastica.  Ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno: se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone
6)   Se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici
7)   Gli pneumatici, una volta terminato il loro ciclo, possono essere immessi nuovamente in ciclo per gli utilizzi più svariati: è importante, poiché in Italia ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l’equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all’orlo.

ACQUA:
8)   Verificare sempre che i rubinetti del bagno siano chiusi e non gocciolino: una goccia al secondo può significare centinaia di litri in un anno.
9)   Chiudere il rubinetto mentre ci insaponiamo sotto la doccia o mentre laviamo i denti, perché lasciarlo aperto per soli 4 minuti significa SPRECARE 50 LITRI D’ACQUA.

ENERGIA:
10)   Installare un  monitor dei consumi energetici e si capirà finalmente perché bisogna spegnere tutti gli standby di televisori, dvd, decoder, disinserire dalle prese carica batterie vari. Un computer con schermo LCD acceso richiede una potenza di 135 W(watt) come massimo e di circa 100 W in normale funzionamento.
11)  Se 100 persone, durante la loro pausa pranzo, spegnessero il computer si risparmierebbero 15 kWh equivalenti a circa 8 kg di CO2 in atmosfera.
12)   Si può risparmiare energia anche nelle piccole pause di lavoro, impostando lo spegnimento dello schermo per inattività dopo 2-5 minuti.
13)   Abituarsi a non esagerare con l’uso del condizionatore quando fa caldo: lasciarlo acceso di notte provoca un consumo inutile di circa 6kWh, che è la stessa energia necessaria per guardare la televisione di casa per circa 60 ore.

CARTA
14)   Riciclare la carta sempre perché per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d’acqua e 7.600 kwh di energia elettrica, mentre per produrre una tonnellata di carta riciclata  “bastano” 1.800 litri d’acqua e 2.700 kwh di energia elettrica

MOBILITÀ
15)   Per gli spostamenti scegliere la bicicletta o i mezzi pubblici, perché 10 km percorsi in autobus invece che in automobile (sia privata che taxi), evitano l’emissione in atmosfera di più di 1,5kg di CO2.

Per saperne di più: http://www.earthdayitalia.org

Il 22 sera, ad Assago (MI), teatro della Luna ci sarà l’atteso “Concerto per la Terra” di Fiorella Mannoia e Khaled.   

 

Vedi anche le azioni promosse nell’edizione di due anni fa.

Per ulteriori informazioni: Ufficio stampa Earth Day Italia,
Valeria Cecilia, Roberto Testarmata, Fabio Ciarla.

 

Iran: terremoti e petrolio

     L’altro ieri l’Iran e il Pakistan sono stati scossi da un forte terremoto con epicentro nel sudest dell’Iran. Il sisma ha avuto magnitudo 7,8 della scala Richter e ieri una delle repliche ha raggiunto i 5,7 gradi. A due giorni di distanza il bilancio delle vittime è ancora incerto perché le notizie fornite dalle autorità sono poche. La regione è montuosa e scarsamente abitata e i danni umani dovrebbero essere limitati, ma le costruzioni sono in prevalenza di mattoni e argilla, realizzate senza criteri antisismici.

     La magnitudo indica che il sisma è stato il più forte almeno degli ultimi 50 anni. Gli iraniani ormai sanno di dover convivere con una notevole fonte di ricchezza qual è il petrolio e con l’elevata instabilità tettonica del loro territorio. Il numero di terremoti degli ultimi 50 anni e la loro magnitudo ci fa capire che questo Paese è ai primissimi posti nel mondo per sismicità. Infatti oltre a quello di questi giorni, partendo dal 1960 ci sono stati terremoti forti nel:

-        1962, magnitudo 7,2, ha provocato circa 12.000 morti;

-        1968, magnitudo 7,2, con 11.600 morti circa;

-        1972, magnitudo imprecisata, con 5.000 morti circa;

-        1978, magnitudo 7,7, ha provocato 25.000 morti circa;

-        1990, magnitudo imprecisata, circa 40.000 morti;

-        1997, due diversi sismi, magnitudo 7,1, circa 2.600 morti;

-        2003, magnitudo 6,6, circa 31.000 morti;

-        2006, magnitudo imprecisata, circa 26.000 morti.

     Perché l’area è tanto sismica? In quella zona del pianeta, al confine con il Pakistan, convergono quattro grandi placche tettoniche: Euroasiatica, Africana, Arabica e Indiana. I loro movimenti agiscono in diverse direzioni e soprattutto le prime due sprigionano forze enormi. Per questo le faglie sismiche sono numerose e importanti. A tutto questo si aggiunge anche la preoccupazione del rischio nucleare perché l’Iran è sotto osservazione e sanzioni delle Nazioni Unite per le sue centrali nucleari, potenzialmente utilizzabili anche per scopi bellici. Ma sia l’AIEA, l’agenzia internazionale per l’energia atomica, sia l’agenzia atomica russa che ha contribuito alla costruzione degli impianti, anche in quest’ultimo sisma hanno escluso che ci siano stati danni.

Video: http://www.youtube.com/watch?v=Crl81NYkNS4&feature=player_embedded

 

ALP chiude

     Dopo 288 numeri, 28 anni di attività e pubblicazioni, chiude anche la rivista mensile ALP, fondata nel 1985. Una rivista naturalistica, scientifica, per escursionisti. La casa editrice Vivalda che non ha mai ricevuto contributi pubblici, mentre alcuni “giornalini” legati a gruppi politici ne hanno ricevuti a iosa anche recentemente (vedi la “faccenda Lavitola”), non riesce a mantenere la pubblicazione.

     È l’ennesima chiusura di una rivista a carattere scientifico-ambientale. Nei periodi di crisi, l’informazione e la formazione sono le prime ad essere tagliate. Del resto molte famiglie hanno anche problemi con le necessità primarie come l’alimentazione e la casa. Eppure c’è qualcosa di strano: sul sito http://www.alpmagazine.it/ compare ancora il link per abbonarsi e per gli acquisti.

     Probabilmente a rendere difficile la sopravvivenza delle riviste scientifiche e a ridurre la vendita dei libri contribuisce anche la facilità di reperire informazioni, immagini e notizie in rete. Ma la bellezza di una buona rivista, i servizi giornalistici con ottime foto, la completezza e i controlli a cui vengono sottoposti i libri prima della pubblicazione, sono una garanzia che la rete ancora non può offrire. In Internet piuttosto bisogna fare molta attenzione ad accertarsi dell’attendibilità delle fonti, sia per i materiali di studio sia per eventuali acquisti.

     Confesso che non è tra le riviste che acquisto o consulto con regolarità, lascia molto spazio alle arrampicate, alle escursioni e alla neve, cose in cui non sono bravo e a cui non ho mai dedicato molto tempo. Però dispiace che le montagne oltre ad aver ricevuto un’emorragia di abitanti, l’abbandono dei sentieri, delle borgate, dei terrazzamenti realizzati con i muretti a secco, vengano anche ignorate sul piano dell’informazione.

     Ma come si sono formate le Alpi? Si tratta di un processo, durato milioni di anni, che non si può descrivere in poche righe. In generale però, le catene montuose e le pieghe di strati rocciosi che le accompagnano sono causate da un insieme di fenomeni che nel loro complesso prendono il nome di orogenesi. Questi fenomeni orogenetici nel corso della storia della Terra si sono verificati in più cicli. Quella che ha portato alla formazione delle Alpi si chiama orogenesi alpino-himalayana ed è avvenuta nel miocene e nell’oligocene. Ere e periodi in cui è suddivisa l’età della Terra e i fenomeni orogenetici saranno approfonditi in seguito.

     In un prossimo post scriverò anche di un’importante iniziativa positiva, rivolta a potenziare ed arricchire alcune attività industriali ed economiche delle aree alpine europee.

http://it.wikipedia.org/wiki/Alp_(rivista

 

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